venerdì 1 gennaio 2016

Al via la stagione dei saldi.

Quali gli obblighi dei negozianti, quali i diritti dei consumatori?

di Gennaro Tullio

Gennaio è il mese dei bilanci, si valuta la chiusura dell’anno precedente e via tutti lì a stilar statistiche sull’andamento dei mercati, sul mattone o più semplicemente sulle vicende personali.
Ma gennaio è anche il mese dei tanto attesi saldi ed a Napoli, che sarà tra le prime città in Italia ad avviare la stagione degli sconti, già dalla primissima mattina si registreranno, come ogni anno, code fuori ai negozi per accaparrarsi l'offerta migliore, soprattutto al Vomero, a Fuorigrotta e nelle zone del centro storico.
 
Gli sconti che vengono applicati variano dal 30% al 70% ed in tempo di crisi sono molte le persone che aspettano i saldi per comprare qualcosa, o semplicemente per comprare. Ma i saldi cosa sono e come funzionano, quali sono gli obblighi dei negozianti e quali i diritti degli acquirenti?

A normarli, esistono delle leggi statali disciplinanti le vendite di fine stagione o saldi, Art.15 D.Lgs. 31 marzo 1998, n.114/98, solo i saldi stagionali difatti sono ancora regolamentati per legge ed essi riguardano tutte le merci a carattere stagionale o di moda e si possono svolgere solo entro due periodi annuali: estivo, dal primo sabato di luglio al 31 agosto ed invernale, dal primo sabato di gennaio al 28 febbraio.

Innanzitutto, come presupposto di fondo, è bene sapere che i saldi non possono riguardare indistintamente tutti i prodotti, ma solo quelli di carattere stagionale e quelli suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti durante una certa stagione o entro un breve periodo di tempo, in quanto fortemente legati alla moda. Queste vendite possono essere effettuate solo in periodi determinati dell’anno e di durata limitata, stabiliti con anticipo, oltre che comunicati al pubblico con un cartello apposto nel locale commerciale e ben visibile dall’esterno almeno 3 giorni prima della data di inizio della vendita stessa. Sulla merce deve obbligatoriamente essere apposto un cartellino con scritto il prezzo originale di vendita e lo sconto espresso in percentuale.

Il negoziante è tenuto ad applicare lo sconto dichiarato, dunque nel caso venga richiesto un prezzo diverso il consumatore potrà pretendere che ci si adegui a quanto dichiarato nel cartellino. Per quanto riguarda le modalità di pagamento, se il commerciante ha una convenzione con una carta di credito, sarà tenuto ad accettarla dall’acquirente anche durante il periodo dei saldi. Inoltre, per non ingenerare confusione nel potenziale acquirente, la merce in saldo deve essere tenuta separata da quella venduta a prezzo pieno.

Il commerciante non è invece obbligato a consentire la prova dei capi, ma può farlo a sua discrezionalità. Se invece la merce dovesse essere difettosa, entrano in gioco una serie di diverse garanzie e regole in favore del consumatore, sancite dal Codice del Consumo. In forza di questa normativa, dunque, il negoziante sarà obbligato a sostituire l’articolo difettoso anche se dichiara che gli articoli in saldo non si possono cambiare. La garanzia, che può consistere oltre che nel cambio, anche nella riparazione gratuita o nella riduzione del prezzo, può essere invece fatta valere entro due anni dall’acquisto, naturalmente conservando lo scontrino.

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