lunedì 25 gennaio 2016

Tangenziale di Napoli: polemica per possibili aumenti

di Danilo D'Aponte

L’anno appena iniziato porta con sé il consueto "panico" generato dai possibili aumenti che potrebbero presentarsi in ogni ambito della sfera economica. Probabilmente quello che più temono i consumatori è un incremento delle tariffe legate al settore dei trasporti, non solo perché ciò va a incidere, indirettamente, su tutte le altre spese, ma anche perché, inevitabilmente, porta con sé aumenti a catena. E se c'è qualcosa che può "preoccupare" ancora di più i cittadini di Napoli è proprio l'aumento del pedaggio della tangenziale. Già, perché nell'unica città in cui la tratta autostradale urbana è di competenza privata, un ulteriore aumento viene visto sempre come un oltraggio.

Non voglio farne un discorso personale, perché da anni sono un fruitore abituale della stessa, certo non a livelli di moltissimi colletti bianchi che si riversano quotidianamente dalle province verso il centro della città, ma il dato di fatto, innegabile ed oggettivo, è che negli ultimi 10 anni c’è stato un aumento di ben 30 centesimi di euro. Quasi il 50%, se si considera che fino al 2006 il pedaggio era di 0,65€.

La tangenziale di Napoli
Con l'avvento dei social media, la polemica trova poi terreno fertile. Non è un caso, infatti, che già molti anni fa nascevano “gruppi” sul famoso sito dalla colorazione bianca e blu, volti a chiedere "ufficialmente" l'abolizione di detto pedaggio. Certo, ci sono opere ben più ufficiali che potrebbero far felici i cittadini, e i consumatori nello specifico, ovvero che si acceleri un processo di vendita, oramai paventato da tempo, che possa rendere definitivamente a Napoli la sua tangenziale pubblica.
Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, si fa portavoce della questione, chiedendo l’intervento immediato del Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, del Governatore della Campania e del Sindaco di Napoli per porre termine a questo stato di cose. La richiesta, facilmente intuibile, è quella di mettere in campo tutte le iniziative di rispettiva competenza, per l’abolizione, una volta e per sempre, del pedaggio sulla tangenziale di Napoli.

Nel frattempo, proprio da quel terreno fertile che sono i social, di cui si parlava prima, nasce la provocatoria proposta: sciopero bianco, in caso di mancato assolvimento delle richieste fatte. A proporlo è proprio Capodanno, il quale continua a ribadire che è «davvero troppo continuare ad aumentare il ticket per transitare su di una strada che si sviluppa, in città, all’interno del tessuto urbano». Scongiurato, con l'arrivo del 2016, tale aumento, Capodanno prosegue: «con una media di 270mila passaggi giornalieri, senza considerare gli altri ricavi che assommano a oltre ben cinque milioni e mezzo di euro, la società in questione incassa, in base all’ultimo bilancio pubblicato del 2014, attraverso il pedaggio, poco meno di 65 milioni di euro all’anno, pagati dai napoletani, per lo più lavoratori, che non hanno alcuna alternativa per raggiungere il posto di lavoro, visto che, in molti casi, essa rappresenta l’unica arteria di collegamento».

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