venerdì 26 febbraio 2016

Porti: l’ipotesi accorpamento Napoli-Salerno non piace ai salernitani

di Danilo D'Aponte

Giù le mani dal porto. E’ lo slogan che campeggia sulla maggioranza degli striscioni che, in questi giorni, stanno facendo capolino in varie zone nella città di Salerno. Il motivo del contendere è il paventato accorpamento del porto di Salerno a quello di Napoli. Non solo addetti ai lavori quelli colpiti dal "mal di pancia", ma anche istituzioni, lavoratori e operatori del settore portuale di Salerno. A lanciare l’allarme è Assotutela, associazione fondata nel 1982 per la tutela e lo sviluppo del Porto di Salerno, al termine di una riunione che si è tenuta nella sede del Terminal Sct SpA.
Porto
In un documento ufficiale Assotutela chiarisce le sue preoccupazioni: “Napoli deciderà per Salerno la destinazione d'uso delle aree portuali, l'indirizzo delle operazioni portuali, il contenuto delle licenze per l'esercizio di impresa portuale, gli investimenti da realizzare. In altre parole Napoli deciderà qual è il futuro marittimo-portuale di Salerno. E ancora: “tutta la comunità portuale rifiutando convintamente l'inutile e dannosa ipotesi di accorpamento, tutelerà con forza e determinazione, in ogni sede ed in ogni forma, i risultati ottenuti negli anni dal porto, grazie al lavoro tenace di imprese, lavoratori, servizi; lavoro tenace che ha posto lo scalo salernitano tra i protagonisti dello shipping internazionale», affermano gli associati.

Assotutela, nel documento che verrà poi sottoposto ai cittadini ed alle istituzioni allo scopo di “condividere ed attivare ogni possibile azione tesa a preservare la piena autonomia gestionale, operativa e finanziaria del porto di Salerno”, ha inoltre puntualizzato che “la teoria della pianificazione delle funzioni favorisce la subalternità economica, imprenditoriale e competitiva del porto di Salerno rispetto a quello di Napoli”.

Intanto il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli, ha già approntato un documento con cui il Comune, sostanzialmente, si scaglia contro una simile ipotesi. Ma per giungere a una conclusione vera e propria ci vorrà del tempo, essendo, lo schema di decreto, ancora in via di definizione presso la Presidenza del Consiglio dei ministri e, prima che arrivi nelle sedi di discussione, dovrà passare al vaglio del Consiglio di Stato che dovrà esprimere un parere di legittimità tecnica. Solo allora potranno entrare in gioco le Commissioni parlamentari e la Conferenza Stato-Regioni. Il provvedimento, comunque, non passerà all'esame delle Camere. Nella Conferenza Stato-Regioni, invece, sarà decisiva l'opinione delle Regioni, e il parere espresso dalla Conferenza non può rimanere del tutto inascoltato, soprattutto se a chiedere delle revisioni è una regione di un certo peso come la Campania. Anche perché, ritornando a quanto sostiene Assotutela, l'accorpamento arrecherebbe danno non solo alla città di Salerno, al porto cittadino e alle aziende esportatrici del territorio campano e meridionale (che hanno contato, fino ad oggi, sulla disponibilità di un competitivo gateway salernitano verso i mercati del mondo), ma anche alla stessa Campania, che sarebbe così depotenziata sul fronte mare, passando dalle due attuali ad una sola Autorità Portuale. A differenza di quanto accaduto in altre regioni come Liguria, Puglia e Sicilia che sono riuscite a pretenderne e a mantenerne in vita due.

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