mercoledì 30 marzo 2016

Città della scienza: credere in “Corporea” per credere nel futuro

di Gian Marco Sbordone

Il 4 marzo si è inaugurata, a “Città della Scienza” in quel di Bagnoli, la struttura in cui verrà allestito il più grande museo interattivo d’ Italia dedicato al corpo umano. Si chiamerà “Corporea”. Sono previsti laboratori didattici e spazi di approfondimento, allo scopo di conoscere lo sviluppo della vita, dalla nascita all’ invecchiamento, passando attraverso tutte le fasi evolutive. Proprio l’evoluzione della vita, intesa come evoluzione del nostro essere corporeo, sarà messa in relazione all’ habitat, all’ alimentazione e allo stile di vita. All’ interno di Corporea saranno anche presenti imprese attive nel settore della biomedica.
E’ una notizia bellissima, per vari motivi. Innanzitutto il tema affrontato è veramente affascinante. Si studia e approfondisce, infatti in esso, l’ uomo e il suo rapporto con gli altri e con il mondo in cui è inserito, l’uomo sempre in evoluzione e, aggiungiamo, che tuttavia rimane se stesso, dalla nascita alla morte. E’ veramente straordinario il mondo di riflessioni che partono da questo tema investendo varie discipline, dalla medicina alla sociologia, dalla psicologia alla etnologia.

L’ apertura di questa struttura è il primo importante passo verso la riattivazione dell’ intero complesso di “Città della Scienza” che, come ha dichiarato il Presidente Silvestrini, dovrebbe diventare realtà entro l’anno 2018.

In effetti il secondo motivo per cui la notizia dell’inaugurazione di “Corporea” appare bellissima sta proprio in questo: si intravede con tale evento la nuova “Città della Scienza”, dopo il rogo che la distrusse il 4 marzo del 2013. Fu un atto inaudito, terribile e ancora non chiarito riguardo ai moventi, che aprì una ferita terribile per la città che in “Città della Scienza” aveva creduto, come polo d’eccellenza, come immagine positiva di Napoli in Italia e nel mondo.
La data dell’ inaugurazione, quindi, non è stata scelta a caso, ma evidentemente proprio per il valore simbolico ad essa connesso: un 4 marzo è arrivata la distruzione, un altro 4 marzo arriva la rinascita. Il valore simbolico è quindi forte, poiché la data rappresenta il segno di una forte volontà di non lasciarsi schiacciare dalla violenza e anche dagli ostacoli, di ogni tipo, che si frappongono alla realizzazione di un progetto. “Corporea” vuole e deve quindi rappresentare la voglia di riscatto di una città che, malgrado tutto, non si sente condannata e non vuole morire. Una città che trova in sé la forza di reagire, di rinascere dopo aver toccato il fondo.

Interpretiamola in questo modo quest’ inaugurazione. Crediamoci, ne abbiamo veramente bisogno in questo momento di depressione e di crisi, che non è solo una crisi economica ma una crisi morale e sociale. Una crisi che sta devastando una generazione, che non sa più a cosa credere, che non immagina più il proprio futuro e, quando lo immagina, lo vede lontano da Napoli perché considera la città ormai irrimediabilmente deprivata delle potenzialità che pure avrebbe forse più di qualunque altra. Una città che continua a far del male a se stessa, assediata dalla violenza e dal malaffare, con la tradizionale voglia di rivincita che, tuttavia, mai forse come in questa fase, proprio non riesce ad esprimere. Non riusciamo a crederci e invece dovremmo, e invece dobbiamo. Crediamo in “Corporea”, crediamo nel futuro, un futuro che sia a Napoli.

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