venerdì 29 aprile 2016

Fondi europei 2014-2020: i progetti della Regione

di Antonio Cimminiello



La programmazione nell’utilizzo delle risorse pubbliche rappresenta un vero e proprio obbligo per le istituzioni, secondo quanto prevede la normativa dell’Unione Europea e soprattutto in virtù della notevole consistenza che tali risorse assumono proprio quando provengono dagli enti sovranazionali. E’ questo il caso dei Fondi FESR 2014-2020 concessi alla Regione Campania, che garantiranno la disponibilità di più di 4 Miliardi di Euro al fine di realizzare attività ed infrastrutture di carattere strategico.

In verità l’idea dell’ente di palazzo Santa Lucia è quella di garantire un utilizzo di tali soldi il più possibile ad ampio raggio ed in via trasversale. Nello schema già predisposto del documento di programmazione FESR, infatti, se da un lato non mancano interventi “classici” come ad esempio quelli di riqualificazione dell’edilizia urbana e chiusura del ciclo dei rifiuti, dall’altro emerge la destinazione di parte dei fondi in parola per settori come innovazione e welfare. Più precisamente, in primo luogo un miliardo di euro circa sarà utilizzato per il completamento ed ammodernamento di opere centrali che vanno dalla Mostra d’Oltremare (in questo caso anche alla luce della recente assegnazione a Napoli dell’organizzazione delle Universiadi) alla Linea 1 della Metropolitana partenopea, passando per le infrastrutture di Metrocampania Nord Est - purtroppo non esenti dagli strascichi della crisi che attanaglia il trasporto pubblico locale- ed il Porto di Napoli, oggetto di nuova governance.

A conferma della ricordata trasversalità, da notare nel sociale il progetto di realizzazione di 200 nuovi asili nido; o ancora la destinazione del 30% delle risorse complessive all’innovazione tecnologica, in una sorta di ideale continuità con la scelta di colossi imprenditoriali del settore di puntare sulla Campania con l’insediamento di poli produttivi e di formazione. Nella programmazione regionale si impone però un ulteriore obiettivo, e cioè il completamento di interventi che la precedente giunta regionale Caldoro non è stata in grado di ultimare; e si tratta senza dubbio anche in tal caso di interventi di non poco conto, come ad esempio la costruzione di 12 impianti di compostaggio dei rifiuti e delle opere di contenimento dei rischi naturali connessi ad aree delicate (tra cui il fiume Sarno).

L’ente del governatore Vincenzo De Luca mira ad ottenere un’approvazione del documento programmatico in tempi brevi per scongiurare il rischio più temuto e già concretizzatosi negli anni scorsi: il mancato utilizzo integrale delle risorse europee, il quale comporterebbe la restituzione delle stesse. L’utilizzo di 4 miliardi di euro potrebbe davvero avere non solo un effetto espansivo -si pensi all’incentivo all’occupazione che deriverebbe dalla realizzazione degli interventi programmati- ma potrebbe davvero evitare il collasso di servizi attualmente in condizioni tali da non poter più tollerare l’assenza di risorse economiche per semplici lungaggini burocratiche.

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