venerdì 29 aprile 2016

NAPOLI SOTTERRANEA: UN VIAGGIO NEL TEMPO.

di Luigi Rinaldi


Tra le tante meraviglie da visitare nella città partenopea, il percorso della Napoli sotterranea, a detta di molti turisti, costituisce un’esperienza unica che coinvolge tutti i cinque sensi. Un viaggio indietro nel tempo, fino all’epoca greca, quando venne fondata la città.

Questa accattivante passeggiata nel sottosuolo di Napoli è stata oggetto, lo scorso 6 Aprile, di una conferenza tenuta da Enzo Albertini, presidente dell’Associazione ”Napoli sotterranea” ed organizzata dall’Istituto italiano di cultura di Colonia. La prima associazione dedicata allo studio di questa città non illuminata dal sole, nasce verso la fine degli anni ’60, grazie ad un gruppo di professionisti che intraprendono un programma esplorativo, geologico, antropologico ed archeologico della città. Il vero obiettivo dell’associazione era però quello di conoscerne gli aspetti statici e conservativi, onde valutare la sicurezza della città partenopea che poggia in parte sul vuoto. Nel corso degli anni si è sviluppato anche l’interesse dei media, affascinati dalla scoperta di questa realtà sotterranea, riportata in superficie. Sono stati così creati dei percorsi esplorativi che da anni attirano migliaia e migliaia di persone. E’ di estremo interesse, per i visitatori, vedere come i vari strati si sovrappongono uno sull’altro: l’attuale convento francescano in stile gotico si erge sopra l’antico mercato romano che, a sua volta, prese il posto dell’agorà greca. 
La Napoli sotterranea
Nelle profondità si scopre un’antica realtà: l’erario, un forno, delle probabili pescherie e delle tintorie, dove veniva usata l’argilla per il lavaggio e l’urina per fissare il colore. Scendendo ulteriormente tra le viscere di Napoli, si scopre il sistema idrico greco, ampliato dai romani e poi potenziato nel XVII sec., sotto la dominazione spagnola. 
Si cammina per ampie cisterne e vicoli larghi non più di 60 cm, praticamente al buio, con la sola luce delle candele portate dai visitatori. Durante la seconda guerra mondiale questi ampi spazi sono stati utilizzati dalla popolazione come rifugio per proteggersi dai bombardamenti. Un complesso di opere di grande ingegneria civile, risalenti a tempi molto antichi che permettono di realizzare un viaggio nella storia, lungo oltre due millenni, dall’epoca greca a quella moderna.

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