venerdì 27 maggio 2016

Al via il nuovo patto per la Campania

di Luigi Rinaldi

Siglato, lo scorso mese di aprile, nella Prefettura di Napoli, il “Patto per la Campania”, con tanto di firma del Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, e del Governatore, Vincenzo De Luca
De Luca e Renzi
Il Patto costituisce il primo degli accordi previsti con Regioni e Città Metropolitane dal Masterplan per il Mezzogiorno. Con il Patto per la Campania, il Governo si è impegnato a sostenere una serie di investimenti, di concerto con la nostra Regione, in settori di primaria importanza: infrastrutture, cultura, ambiente (priorità la rimozione delle ecoballe e la bonifica della Terra dei Fuochi), attività produttive, scuola, turismo, sicurezza e legalità. Un’intesa da circa dieci miliardi di euro, compresi i fondi europei, da spendere entro il 2020. “E’ finito il tempo in cui si buttavano via i fondi europei”, ha affermato il Premier Renzi
Con il Patto, Stato e Regioni si controlleranno a vicenda sull’andamento dei progetti e la trasparenza dei dati permetterà verifiche anche da parte di media e cittadini. Come annunciato dal Premier Renzi, dopo il Patto per la Campania, seguiranno, con cadenza settimanale, le firme di altre dodici intese nel Sud. Allo stato, mancano all’appello la città di Napoli e la Regione Puglia. 
Al di là delle contrapposizioni politiche ed elettorali, con il Masterplan per il Sud, il Governo ha voluto rilanciare il sofferto tema del Mezzogiorno d’Italia, argomento oggetto di tanta, troppa retorica, e, da qualche tempo posto nel dimenticatoio. Ancora oggi esiste un evidente squilibrio macroeconomico del Sud verso il resto del Paese, in un contesto che, dopo la fine della fase più acuta della crisi economica – finanziaria, iniziata nell’estate del 2007, offre, comunque, qualche segnale di ripresa. 
Il punto di forza del Masterplan è rappresentato dall’utilizzo dei Fondi Strutturali 2007 – 2013, dei quali ben il 40% ancora da utilizzare. Parliamo di 56 miliardi di fondi, di cui 32,2 miliardi di fondi europei e 24 miliardi nazionali, che daranno l’avvio alla programmazione 2014 – 2020, che si completerà con 39 miliardi da parte del Fondo Coesione ed Investimento. Le risorse saranno disponibili sino al 2023. 
L’augurio è che non si tratti di un’operazione di pura propaganda politica, ma di un progetto reale e virtuoso, in grado di trasformare il Sud nella locomotrice della crescita dell’intero Paese. Per raggiungere questo obiettivo è di fondamentale importanza, per il Governo, saper cogliere le istanze ed esigenze che provengono dai territori, utilizzandole, in maniera mirata, per una efficiente programmazione.

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