venerdì 27 maggio 2016

Il Monte Echia: tra bellezza e degrado

di Marcello de Angelis

L'ingresso del cantiere
…e poi scendi Via S.Lucia e ti trovi davanti ad un cantiere all’apparenza del tutto immotivato. Non riguarda una strada da ristrutturare, non c’entra nulla con i lavori della metropolitana. Non costeggia un palazzo in rifacimento, ma un muro tufaceo diroccato! Dalle indicazioni che si riescono a raccogliere dai passanti (sulle impalcature i cartelli dicono poco o niente) si capisce finalmente che dietro quelle sbarre si sta lavorando ad un ascensore che dalla zona di Santa Lucia, appunto, dovrebbe portare, una volta completato, “‘ngopp ‘e muntagnell’”… ovvero sulla sommità di quel già citato muro tufaceo che viene più correttamente conosciuto come il “Monte Echia”: un promontorio roccioso, ubicato nella zona di Pizzofalcone, nel quartiere San Ferdinando di Napoli.
Un sito che riveste una straordinaria importanza storica ed archeologica in quanto su di esso i Cumani fondarono nel terzo quarto dell'VIII secolo a.C., di fronte all'isolotto di Megaride ed è caratterizzato da alcuni resti della grande Villa di Licinio Lucullo. Ma per la maggior parte delle persone è semplicemente una zona dotata di una bellezza assoluta in quanto stagliata direttamente sul Golfo di Napoli e da cui si può godere una delle vedute più belle della città, dove l'orizzonte spazia a 360° dalla collina di Capodimonte, al Vesuvio, dalla Penisola sorrentina al capo di Posillipo passando per Capri! Uno spettacolo che può essere paragonato a quello che si gode dal cosiddetto “Pincio” romano, sotto cui la “Città Eterna” si stende completamente. Ma tale paragone regge soltanto a parole. Perché a differenza del belvedere capitolino, accogliente e piacevole da vivere, questa zona langue nella incuria più totale! Già, perché in questa città siamo quasi incapaci di proteggere quello che abbiamo di bello, sia se ci è stato regalato dalla natura o costruito dall’uomo. Infatti questa magnifica zona iniziò dagli anni ’70 ad essere utilizzata come mera estensione del più decentrato Parco Virgiliano, dove le coppiette potevano “amarsi” liberamente di fronte allo skyline più bello del mondo, per poi essere via via abbandonato al degrado, alla sporcizia, al vandalismo. Oggi il primo insediamento abitativo della città, chiamato Palepoli per distinguerlo da Neapolis, è invaso da rifiuti di ogni genere che tra i cantieri degli infiniti lavori in corso, regalano uno spettacolo di rara tristezza estetica e di reale pericolo. E la visione di quel cantiere semi abbandonato nel cuore del Borgo di Santa Lucia e ad un passo dal Borgo Marinari (il progetto per la costruzione dell’ascensore è datato 2005 e la consegna era prevista per il 2013), rispecchia alla perfezione ciò che si trova lassù! Infatti, tra resti di auto rubate, pneumatici e materiali di risulta, gli ormai rarissimi pedoni (residenti in zona data la ovvia scomparsa di turisti), sono costretti ad uno slalom tra lamiere, immondizia e detriti. Di notte regna il buio. La gru e le recinzioni continuano a star lì e a nascondere quella paradisiaca terrazza dalla vista mozzafiato. Come se non bastasse, nell’ambito di alcune indagini circa la costruzione di tale struttura, i carabinieri hanno arrestato due “amabili personaggi” che chiedevano un pizzo di 500 mila euro, a rate, al capocantiere.
In attesa dell’ ipotetico completamento dell’ascensore, il collegamento del Monte Echia con i sottostanti Borghi è costituito dalle rampe di Pizzofalcone, che salgono dal Chiatamone e lungo le quali si può ammirare la splendida Villa Ebe, ma anche qui regna incontrastato l’abbandono dato che l'ingresso è ostruito dalla vegetazione incolta. L'edificio neogotico, costruito nel 1922 dall'architetto anglo-napoletano Lamont Young vent'anni dopo il castello Aselmeyer su corso Vittorio Emanuele, oggi è inaccessibile. Nel 2000 un incendio doloso ne distrusse gli interni. Da allora quel castello è un rudere abbandonato…o quasi: dietro ai cancelli, tra le sterpaglie, qualcuno ci vive: clochard, tossici, diseredati. Per completare l’opera, la sommità delle rampe è sbarrata da un muretto abusivo che ostruisce la strada.

Ma come è soltanto ipotizzabile lasciare una zona di così rara bellezza ed importanza storica ad un destino così ingrato di abbandono? E getta ancor più nello sconforto ricordare che, appena alle spalle del belvedere, nella parte orientale del Monte Echia, sorgono il Palazzo Carafa di Santa Severina, primo insediamento urbano della zona risalente all'inizio del Cinquecento. E che sul lato occidentale, sorge il Gran Quartiere di Pizzofalcone, oggi caserma della Polizia di Stato Ninio Bixio, costruito in epoca spagnola, contestualmente alla militarizzazione della collina. Un luogo dai gloriosi passati che sorge nel pieno centro della città, alle spalle del Pallonetto di Santa Lucia, quartiere popolare caratterizzato da botteghe artigiane e negozietti vari, a dieci minuti dall'Istituto per gli studi filosofici, dalla Caserma della Nunziatella e da piazza del Plebiscito. E allora che dire, è sempre affascinante viaggiare e scoprire le innumerevoli bellezze che l’Italia ci offre, ma al contempo cerchiamo di riscoprire, riamare, proteggere e tenerci strette le nostre…che sono tante, incantevoli e uniche nel loro valore. 


















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