venerdì 27 maggio 2016

Una panoramica sul “reddito minimo garantito”

di Antonio Cimminiello

La Giunta Comunale di Napoli ha approvato nei giorni scorsi una delibera con firma di Enrico Panini e Roberta Gaeta, rispettivamente assessori al Lavoro ed al Welfare, dedicata al cd. “reddito minimo garantito”. Nello specifico, si annuncia l’introduzione in via sperimentale a partire dal 2016 di “uno strumento di lotta alla diseguaglianza economica e sociale”, come sostenuto dallo stesso sindaco partenopeo Luigi De Magistris. Nel provvedimento per ora si indicano solo le caratteristiche generali che avrà tale nuova misura: l’entità, che dovrebbe corrispondere a 600 euro al mese circa; alcuni presupposti, come ad esempio la destinazione di esso a coloro che siano residenti a Napoli da almeno 24 mesi (a prescindere dalla nazionalità), la maggiore età e un reddito al di sotto della soglia di povertà; caratteristiche , in particolare il fatto di essere strumento di reinserimento economico e sociale e non mera misura di assistenza. Il “reddito minimo garantito” si inserisce quindi nel più ampio progetto regionale e nazionale di introduzione di misure in grado di contrastare la povertà attraverso la sollecitazione degli stessi soggetti in difficoltà , quanto meno alla condivisione di appositi piani di reingresso soprattutto nel mondo del lavoro, e solo in parte si accosta ad analoghe misure annunciate da altri candidati alla guida di Palazzo San Giacomo (ad esempio, la proposta del reddito di cittadinanza per gli over 50 avanzata da Gianni Lettieri). E proprio alle immediate polemiche circa tale scelta, scaturite inevitabilmente in questo periodo di campagna elettorale –gli opposti schieramenti politici parlano al riguardo di semplice “propaganda”- il sindaco “arancione” ha risposto ricordando la continuità di questo nuovo progetto con altre precedenti iniziative in materia sociale già intraprese dalla sua amministrazione, tra cui la stessa scelta di non ridimensionare le risorse in tema di welfare ed assistenza. In ogni caso sarà necessario, nei mesi a venire, dare disciplina a tutti gli altri aspetti della misura, individuando le relative risorse – che ammontano ad una cifra superiore a 10 Milioni di Euro – per evitare i fallimenti registrati negli anni precedenti, determinati il più delle volte dalla scarsa possibilità di accesso ai parametri previsti.

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