mercoledì 29 giugno 2016

Newroz Festival 2016: Spazio agli emergenti

Intervista a Stefano Crispino, fondatore, cantante e chitarrista dei Gruppo Sanguigno.

di Danilo D'Aponte

 
Avendo già detto del programma del Newroz Festival 2016, non ci resta che rivolgere la parola al leader di alcuni degli artisti emergenti con cui ho avuto l'onore di suonare e che, in questa mia nuova veste, ho il piacere di intervistare: Stefano Crispino (Gruppo Sanguigno).

I Gruppo Sanguigno fanno dell'utilizzo della lingua italiana nel loro Punk Rock un motivo di vanto, e lo fanno anche bene. A livello di testi affrontate problemi pressanti a livello nazionale, il palco del Newroz vi darà l'opportunità di ricordarli ai nostri campaesani. In virtù di questa premessa, come approcciate al vostro pubblico?

Grazie per il complimento. Più che un motivo di vanto, una scelta di gusto e un'esigenza di esprimersi in maniera diretta. Cerco di scrivere ogni canzone con una tematica differente, perché penso sia giusto parlare di tutto ciò di cui abbia voglia di parlare, tutto qui. E sì, in alcune canzoni abbiamo affrontato problematiche sociali e in generale cerco sempre di creare delle canzoni che non abbiano come unico scopo far canticchiare il motivetto del ritornello sotto la doccia (indipendentemente dalla tematica). L'obiettivo non è cambiare il mondo (perché siamo solo 4 ragazzi con degli strumenti), ma raccontarlo dandone un opinione, e se da questa opinione ne possa scaturire una riflessione su determinati argomenti, che trovo di rilevanza, vuol dire che per qualche ascoltatore questa cosa funzioni. Mi piacciono molto due verbi, "suonare" e "raccontare" poi se qualcuno si diverte ai nostri concerti o vede in noi dei messaggi condivisibili o della buona musica la cosa non può che farmi piacere.

Avete da poco pubblicato il vostro ultimo single, ci puoi raccontare qualche aneddoto simpatico risalente al periodo dell'immediata pubblicazione online?

Il video di "Voglio fare il boy scout" è uscito da pochissimo e siamo stati molto sorpresi delle 3.000 visualizzazioni nel primi 3 giorni. A livello di diffusione social però solo da qualche ora ho iniziato a divulgarlo tra i gruppi Facebook e le associazioni scout; è stato divertente che alcuni ragazzi mi abbiano detto che volevano prendere la canzone come inno dei proprio gruppi scout.

Sei, e siete, sulla scena napoletana da tanto tempo. Standoci dentro, vedi cambiamenti, anche piccoli, che possano far ben sperare per il suo sviluppo anche a livello nazionale?

Le persone brave che ci danno dentro ci sono e sono anche tante, il problema è che bisogna far sempre i conti con quello che "si porta" così come raccontiamo nel precedente singolo "Direzione sbagliata". Molte persone che facevano il nostro genere hanno appeso gli strumenti al chiodo ed è stata una cosa molto triste da vedere, forse per loro si trattava solo di moda, forse non credevano veramente in quello che facevano. O facevano quel determinato genere solo in speranza del "successo".

Per quanto riguarda il discorso più generale della musica che riesce ad "espatriare" da Napoli la cosa che noto è che da pochi anni un determinato pop in dialetto napoletano ha preso molte persone anche fuori dalla Campania e, qualche anno fa, questa cosa non me la sarei aspettata. Poi vabbè c'è la moda del rap che ancora deve esaurirsi. Non so come andrà, staremo a vedere.

Per il momento "ce l'hanno fatta" sopratutto quelli che si sono trovati nel posto giusto al momento giusto.
E (come dice una canzone che ho scritto che prima o poi uscirà) noi non so se siamo nel posto giusto al momento sbagliato o nel posto sbagliato al momento giusto.

Ne approfitto per ringraziare Stefano vi consiglio di tenere d'occhio i Gruppo Sanguigno e i loro profili social per ulteriori eventi che li vedranno coinvolti.

Nessun commento:

Posta un commento