martedì 26 luglio 2016

Discariche campane: la Corte dei Conti chiede il danno erariale per omessa bonifica

di Luigi Rinaldi

Guardia di Finanza e Corte dei Conti hanno accertato un danno erariale di circa 27 milioni di Euro per l’omessa bonifica e la mancata messa in sicurezza delle discariche campane. Sono stati emessi una serie di inviti a dedurre nei confronti di dirigenti e funzionari della Regione Campania e di molti protagonisti degli ultimi decenni della vita politica regionale, tra cui Stefano Caldoro, Antonio Bassolino e l'ex assessore regionale all'Ambiente Giovanni Romano, ritenuti responsabili di non aver adottato le misure necessarie alla bonifica e messa in sicurezza di numerose discariche, mettendo gravemente a rischio la salute dei cittadini e arrecando gravi danni all'ambiente.
Già la Corte di Giustizia dell’Unione Europea aveva contestato allo Stato Italiano una serie di violazioni con riferimento a circa 200 discariche non in linea con le direttive europee sui rifiuti, di cui 14 contenenti rifiuti pericolosi e 48 ubicate nel nostro territorio regionale. Sulla scorta dei rilievi mossi dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, è stata avviata una indagine coordinata dal sostituto procuratore generale della Corte dei Conti Donato Luciano. La legge stabilisce l'obbligo di messa in sicurezza e ripristino ambientale nei siti utilizzati come discarica, obbligo in capo ai Comuni, e qualora queste amministrazioni fossero inadempienti, alla Regione.
Secondo la Procura della Corte dei Conti campana, gli amministratori pubblici destinatari dell'invito non avrebbero adottato le misure necessarie previste dalla norma, nonostante i progetti di bonifica siano stati anche finanziati con risorse Por 2007-2013. Anziché utilizzare quei soldi per mettere a norma le discariche dunque, gli indagati li avrebbero trattenuti lasciando i siti in una totale condizione di degrado e di abbandono. In alcuni casi, i fondi sarebbero addirittura stati rispediti al mittente.

L'Unione Europea ha condannato l'Italia a pagare una somma forfettaria di euro 40 milioni e penalità semestrali pari a 42,8 milioni di euro, fino alla completa esecuzione delle relative sentenze di condanna della Corte di Giustizia. Soldi che ora dovranno venire restituiti da chi, per imperizia o per cupidigia, ha contribuito a creare questa situazione. E degli oltre 113.000.000 di euro versati dall’Italia per le sanzioni europee, 27 milioni dovranno provenire dalla Campania, la regione nella quale si concentrano quasi un quarto di tutte le “discariche problematiche” del Paese.

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