martedì 26 luglio 2016

Dolce & Gabbana, Sophia e la bellezza

di Gian Marco Sbordone

Le iniziative svoltesi a Napoli, negli ultimi giorni, per celebrare "Dolce&Gabbana", al netto delle contestazioni e delle polemiche, devono essere considerate a giusta ragione come un evento straordinario.
Le polemiche hanno riguardato "l'invasività" delle manifestazioni, ed in particolare della sfilata a San Gregorio Armeno (il programma ha previsto anche una serata-gioielli a Villa Pignatelli e altri eventi al Borgo Marinari e a Posillipo), che ha messo a dura prova la tenuta del sistema della circolazione in tutta l'area del centro storico, con delle ripercussioni e delle sofferenze innegabili sulla mobilità, probabilmente sul commercio, sicuramente sulla normalità quotidiana della zona che ne è risultata completamente stravolta.

La straordinarietà dell'evento, tuttavia, e l'impatto che esso ha avuto in termini mediatici, riteniamo abbiano abbondantemente ripagato le sofferenze dal medesimo derivanti. Sui giornali, anche esteri, si è parlato di bellezza, la bellezza degli abiti, delle modelle e dei gioielli ma anche della bellezza di Napoli e del suo cuore pulsante.

Dolce&Gabbana ha realizzato un qualcosa che molto probabilmente farà storia. Abbiamo visto modelle internazionali procedere con improbabili calzature sui basoli di San Gregorio insieme a figure della tradizione storica e a nuovi miti della città in un'atmosfera da sogno, un po' Fellini e un po' neorealismo anni '50, quello di Vittorio De Sica. Abbiamo visto facoltosi potenziali clienti giungere a Napoli per l'occasione ed assistere ad una sfilata ove probabilmente non avrebbero mai immaginato.

Ma ciò che ha colpito, in definitiva, è proprio il contrasto tra tanta ricchezza e tanto sfarzo e un contesto urbano bello senz'altro, struggente per la storia che esso evoca ma comunque in definitiva povero e degradato. Il ventre di Napoli, la sua cultura millenaria, il suo popolo semplice, hanno inglobato e fatto proprio un mondo estraneo, lontano e la possibilità di questo miracolo è in definitiva stato possibile proprio in nome e nel segno della bellezza.

Questo concetto sembra essere stato espresso, anzi meravigliosamente incarnato da un personaggio per noi e per tutti mitico: Sophia Loren. La diva e l'antidiva, la bellezza popolare e quella ricca e sofisticata si esprimono insieme in lei come forse in nessun altro. Grazie Sophia per le emozioni che ancora ci regali, grazie Napoli perché sei comunque bella.

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