giovedì 25 agosto 2016

Incendio del campo Rom a Casalnuovo: un’emergenza ancora irrisolta

di Antonio Cimminiello

La nube nera in seguito all'incendio del campo Rom
Solo pochi giorni fa in alcuni comuni situati a nord di Napoli, così come in alcune parti della stessa città partenopea, si è rivissuto l’incubo dei “roghi selvaggi”, emblema della tristemente nota stagione della “Terra dei Fuochi”. Questa volta però non si è trattato di rifiuti: un incendio di ampie proporzioni ha interessato un campo Rom presente tra Casalnuovo ed Afragola, originando per lungo tempo una nube nera talmente densa ed acre da essere percepita, come detto, anche a lunga distanza dal luogo dell'incendio. Il rischio di danni a persone -alimentato da alcune esplosioni di bombole di gas e, probabilmente, anche di armi- è stato fortunatamente scongiurato; tra l’altro, in virtù di precedenti sgomberi, il campo era popolato ormai solo da poco più di un centinaio di persone. 

La pericolosità e la proporzione dell’avvenimento hanno nuovamente portato alla ribalta la questione della gestione dei campi Rom in Campania. Si riscontra al riguardo ancora l’assenza di comuni strategie istituzionali in grado di affrontare il problema in tutti i suoi aspetti (dalle misure di integrazione socio-culturale fino a quelle a tutela della stessa integrità di chi vive nei campi rom): non a caso il sindaco di Casalnuovo Massimo Pelliccia -comune principalmente interessato dal rogo- ha sottolineato come ciò sia avvenuto nonostante le tante segnalazioni fatte pervenire in precedenza proprio al vicino comune afragolese (sul cui territorio precisamente era insediato il villaggio Rom). E spesso è proprio tale assenza ad ingenerare diffidenza e resistenza nella gente coinvolta nella convivenza con i Rom: solo un anno fa ci fu la plateale protesta dei residenti di Via Cupa Principe a Napoli alla notizia della possibile costruzione di un insediamento Rom in un terreno comunale della zona: sembrano pochi i dubbi sull'origine dolosa dell’incendio e non è sicuro -alla luce di nuove testimonianze- che lo stesso sia stato appiccato da chi era stato sgomberato pochi giorni prima. 

Il timore più grande è un altro: il lassismo istituzionale può lasciare ampio spazio alla criminalità organizzata, la quale più volte ha già approfittato dell’anarchia in tema di gestione dei campi Rom per moltiplicare i propri affari illeciti. La Prefettura di Napoli ha annunciato un rafforzamento dei controlli per la zona interessata ed oltre, e quindi l’adozione di misure sicuramente efficaci nell'immediato (in aggiunta alla bonifica del territorio), ma chiaramente insufficienti nell'affrontare un’emergenza oggi ancora irrisolta.  


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