giovedì 25 agosto 2016

L’Arlecchino con Specchio: il capolavoro di Picasso in mostra a Napoli

di Antonio Ianuale

L'Arlecchino con Specchio"
Napoli e l’arte sono ormai un connubio inscindibile: questa volta la città partenopea ospita il celeberrimo pittore spagnolo, Pablo Picasso, uno dei più grandi pittori del ventesimo secolo. Tutto ciò all’ interno del programma “L’ospite illustre” di Intesa Sanpaolo, che prevede degli scambi temporanei di opere tra musei. L’opera prescelta del maestro iberico è “Arlequin au miroir” (Arlecchino con specchio) una delle opere più note di Pablo Picasso, proveniente dal museo Thyssen-Bornemisza di Madrid e testimonianza del momento classicista della sua carriera. Al museo madrileno sarò esposto in cambio, la tela "Martirio di sant’Orsola" di Caravaggio.

L’Arlecchino con Specchio è in esposizione alle Gallerie di Palazzo Zevallos Stigliano, sede museale e culturale di Intesa Sanpaolo a Napoli, dal 18 giugno e vi resterà fino all'11 settembre. È il secondo appuntamento con la rassegna “L’Ospite illustre” che l’inverno scorso ha portato a Napoli, sempre all'interno delle gallerie del Palazzo Zevallos, il quadro “Ritratto d’uomo” di Antonello Messina. È la seconda volta che quest’opera di Picasso trova ospitalità nel nostro paese: la prima ed unica altra occasione era stata a Palazzo Grassi di Venezia proprio in occasione della mostra dedicata a Picasso. 

“L’Arlecchino con specchio” fa parte della serie degli “Arlecchini seduti” realizzati dal pittore nel corso del 1923 e rimanda alla prima produzione dell’artista, conosciuto come “periodo blu e periodo rosa” le cui opere avevano come soggetto artisti del circo e le maschere di Arlecchino e Pierrot, che simboleggiavano la condizione di emarginazione dell’artista stesso. La tela in esposizione è differente rispetto alle altre tele che raffiguravano Arlecchino con le generiche sembianze del pittore spagnolo Jacinto Salvadó e con il consueto costume a scacchi tipico della maschera bergamasca. Il percorso iconografico è improntato all'originalità: se infatti il fanciullo che si aggiusta il cappello con l’ausilio dello specchio rimanda alla maschera di Arlecchino, il costume è quello con la calzamaglia tipico di un acrobata ed il volto malinconico ricoperto dal cerone è quello di un’altra maschera della Commedia dell’Arte, Pierrot, maschera amata da Picasso per via della malinconia espressa dallo sguardo triste e mesto.
Pablo Picasso

La gestazione dell’opera ha un forte legame con il nostro paese e con la Campania principalmente: Picasso nel 1917 compie un viaggio che lo porta in Italia a riscoprire la materia classica attraverso le pitture romane ammirate a Pompei. È indubbia l’influenza della Napoli visitata dal pittore spagnolo dove Picasso ha potuto conoscere e approfondire la maschera di Pulcinella, così come quella delle pitture pompeiane: il volto de L’Arlecchino richiama i tratti dei volti delle pitture di Pompei, che Picasso ebbe modo di ammirare nel suo soggiorno a Napoli.

La presenza dell’ Arlecchino con specchio a Napoli – hanno sottolineato Michele Coppola, responsabile delle attività culturali di Intesa Sanpaolo, e Paloma Alarcò, responsabile di pittura moderna al Thyssen-Bornemisza – è particolarmente significativa perché bellezza e caratteri dell'opera derivano dal confronto di Picasso con le antiche pitture romane che egli ammirò nella sua visita a Pompei nel 1917”. La rassegna si fregia della collaborazione con il teatro San Carlo che ha reso disponibili i costumi disegnati da Picasso, nel 1920, per il balletto "Pulcinella" di Igor Stravinskij, che sono esposti accanto alla tela. La mostra di Napoli resterà aperta fino al prossimo 11 settembre; quella di Madrid dal 21 giugno al 18 settembre.


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