giovedì 25 agosto 2016

Pasquale Altavilla, l’autore del personaggio Pasquale Passaguaie

di Antonio Lepre

Pasquale Altavilla
Nell'agosto del 1875 si spense una figura del panorama napoletano non troppa tenuta in considerazione dai posteri, ossia Pasquale Altavilla. Il periodo in cui Pasquale Altavilla cavalcò le scene, e le strade soprattutto, fu quello dei più rosei che vide la nascita di diverse personalità del teatro napoletano: Antonio Petito, Eduardo Scarpetta, Salvatore Di Giacomo, Roberto Bracco, Libero Bovio, Achille Torelli, nonché Francesco Mastriani, quest’ultimo rivalutato come merita, forse, solo negli anni Duemila. 

Pasquale Altavilla nato a Napoli, nel quartiere popolare di Porta Capuana, era copista nella prefettura di polizia. Fu notato da Silvio Maria Luzi, capocomico del San Carlino, il quale lo scritturò nel 1828 nel suo teatro dove recitava come primo Pulcinella, Antonio Petito. Nel 1834 per i suoi compagni di scena scrisse le sue prime opere, e diede vita ad un celeberrimo personaggio Pasquale Passaguai, oggi rinomato anche come modo di dire del popolo napoletano.

Scrisse diverse opere di ogni genere, ma soprattutto quelle che riguardavano la musica. Celebre, infatti, un’opera buffa dal titolo: La lotteria di Vienna, musicata dal Fioravanti e rappresentata al Teatro Nuovo nel 1843. Pasquale Altavilla a ridosso dell’Unità d’Italia cominciò la stesura di un nuovo tipo di commedie dette di “attualità”, in quanto i soggetti, gli scenari, le trame erano ricavati dai fatti del giorno, una sorta se vogliamo anche di antesignano del teatro-cronaca. In queste sue opere Altavilla non si interessava al fatto di cronaca in senso realistico naturalmente, piuttosto lo parodiava, come era consuetudine del tempo. D'altronde, basti pensare, a mo’ di esempio, a La folla pe’ lu pane frangese in cui Pasquale Altavilla parodiava il fatto che una boulangerie si fosse aperta a pochi passi da Piazza Trieste e Trento, oppure alla commedia Lo café d’Europa o anche alla commedia Na juta a Castiellammare per la strada de fierro, con Pulcinella cuoco d’un finto tedesco e Viaggiatore di terza classe in cui Altavilla parodiava l’inaugurazione della ferrovia Napoli-Portici. 

Oltre a questo fattore di attualità Pasquale Altavilla per scrivere i suoi testi in molti casi parte, come farà anni dopo la sceneggiata, da una canzone particolarmente in voga in quel momento; la prima canzone alla quale si è ispirato è stata A sta fenesta affacciata, ma la sua opera più nota, che riprende il testo di una canzone in voga, è Don Ciccillo alla Fanfarra in cui narra le vicende di una cambiavalute usuraia che vuole vendere la figlia al miglior offerente e la caricatura di giovanotto alla moda in una girandola di lazzi e trovate. La risposta de Don Ciccillo a la Fanfarra è un’arietta napoletana del 1846, scritta da Enrico Gianni, pseudonimo di Raffaele Colucci (Napoli, 22 gennaio 1821 – 1° dicembre 1904), musicata da Giuseppe Bevignani ed edita da Fabbricatore.



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