giovedì 25 agosto 2016

Regione Campania: ruolo sempre più attivo nella lotta alla disoccupazione

di Antonio Cimminiello

Il “Jobs Act” targato Matteo Renzi non ha del tutto eliminato “l’emergenza lavoro”, che soprattutto al Sud ancora si avverte, coinvolgendo le più disparate fasce di età. Per evitare che i suoi effetti finiscano con l’azzerarsi totalmente proprio nel Meridione, scendono in campo gli Enti locali ed in particolare la Regione Campania. L’Ente presieduto da Vincenzo De Luca, infatti, ha predisposto nello specifico una sorta di “piano lavoro” al fine di ben utilizzare il “tesoretto” a disposizione, pari a ben 3,5 miliardi di euro. Da un lato si preferisce continuare nel solco di analoghe iniziative già adottate, come detto, a livello nazionale: 10 milioni di euro sono stati così destinati ai disoccupati over 50 per garantire loro una ricollocazione lavorativa. Per i senza lavoro più giovani invece continua a rimanere operativo il progetto “Garanzia Giovani”, alimentato da ulteriori 200 milioni, in aggiunta ai 500 milioni -oggetto del “Patto per la Campania”- che saranno utilizzati invece per il credito d’imposta in materia di investimenti tecnologici e per l’acquisto di macchinari. 

Ma la novità più significativa ed interessante sembra essere un’altra: per ogni nuova assunzione a tempo indeterminato verrà riconosciuto una specie di contributo pari a 7.000 euro. Questa scelta -mai prevista finora da altre realtà istituzionali anche al di fuori della Campania stessa- aggiungendosi alla già prevista copertura integrale che riguarderà gli oneri sociali per un periodo di tre anni, rende sicuramente più appetibile la scelta di instaurare un rapporto di lavoro finalmente privo di ogni elemento di precarietà.

Se da un lato l’Ente di Palazzo Santa Lucia cerca in questo modo di “personalizzare” le risposte ai problemi del territorio con misure nuove di zecca e senza appiattirsi esclusivamente alle iniziative adottate dallo Stato -a tal proposito il Governatore De Luca, evidenziando questo nuovo modus operandi, non ha esitato a parlare di ”svolta”- dall'altro lato si può riscontrare sempre più l’incremento in Campania delle condizioni in grado di attirare realtà produttive e creare lavoro: il “modello Napoli”, al centro di strategie imprenditoriali di multinazionali estere, ne rappresenta l’esempio più chiaro e recente. Ma il piano lavoro della Regione Campania dimostra come la rinascita di un territorio possa ancora concretizzarsi attraverso iniziative come quella descritta, nuove ma semplici, come appunto l’erogazione- comunque oculata- di denaro pubblico.

Nessun commento:

Posta un commento