sabato 24 settembre 2016

A Napoli torna il progetto Sirena: bando a Natale

di Luigi Rinaldi

Il devastante terremoto che lo scorso 24 agosto ha devastato il Centro Italia, con la distruzione di interi borghi, ha fatto scattare tante riflessioni, ma soprattutto tante preoccupazioni ed allarmi sulle condizioni in cui versano le abitazioni degli italiani, soprattutto in merito al rispetto dei parametri antisismici. Palazzo San Giacomo, sede della Giunta comunale, ha così rispolverato il progetto Sirena, al fine di incentivare, in attesa che il Consiglio regionale approvi la legge apposita sul «fascicolo del fabbricato», i proprietari privati a dotarsi di uno strumento con il quale valutare prima e su tutto i parametri antisismici degli stabili e come adeguarli alle nuove leggi


L'Assessore all'Urbanistica Carmine Piscopo
Il progetto Sirena è nato circa tre anni fa, con l’obiettivo da parte del Comune di Napoli di creare degli incentivi a fondo perduto e defiscalizzazioni per il recupero dell’edilizia privata, storica e non. Come dichiarato dall’Assessore all’Urbanistica Carmine Piscopo e da quello alle Finanze Salvatore Palma, il progetto Sirena vanta all’interno delle sue casse ancora nove milioni di euro, di cui sei come residuo del progetto originario e tre messi a disposizione del Comune. Probabilmente occorreranno altri fondi, per poter lanciare nuovi bandi entro il prossimo Natale. Ma bisogna muoversi urgentemente. L’intera città di Napoli, a partire dal centro storico, ha bisogno di essere messa in sicurezza dal punto di vista sismico

A quanto stimato dall’ordine dei geologi, nella nostra regione 4608 scuole, 259 ospedali e 865.778 fabbricati, pubblici e privati, si trovano nelle zone “rosse” del rischio sismico. Ormai sempre più frequenti sono diventati i contatti tra la Regione ed il Comune di Napoli per stabilire la partenza del tavolo istituzionale con il progetto Sirena al centro del dibattito. Quanto accaduto ad Amatrice ed agli altri comuni colpiti dal violento sisma dello scorso agosto, non poteva e non doveva lasciare indifferenti gli amministratori di una città che, suo malgrado, nella propria storia ha dovuto già fare i conti con le devastazioni provocate dagli eventi tellurici. 

In base alle norme attualmente vigenti, chi riqualifica le facciate dei palazzi ha uno sgravio dei costi, dal punto di vista fiscale, del 55%. Aggiungendo gli incentivi di Comune e Regione, che potrebbero ammontare tra il 20 e il 30% del costo dei lavori, si arriva a una copertura del 75%. Significherebbe che rifare le facciate dei palazzi costerebbe un terzo. È chiaro che l’aspetto estetico assume un significato secondario rispetto alle problematiche sismiche. In questo senso Palazzo San Giacomo sarebbe anche intenzionato a stipulare un protocollo con l’ordine degli ingegneri per affidare a loro la riscrittura esatta della mappa del rischio sismico degli edifici di Napoli. Per fare questo potrebbero essere utilizzati i fondi per il progetto Sirena.


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