sabato 24 settembre 2016

Emergenza immigrati: le difficoltà dell’accoglienza a Benevento

di Antonio Cimminiello

Uno sbarco di immigrati in Italia
Anche questa estate è stata funestata dalle tragedie del mare, che puntualmente nel Mediterraneo riguardano le migliaia di immigrati in fuga da guerra, distruzione e povertà; il bel tempo favorisce continui sbarchi sulle coste italiane, che dovrebbero rappresentare nella maggior parte dei casi solo il punto di partenza verso altre mete definitive (generalmente nel Nord Europa), ma che invece finiscono col divenire “deposito” di vite umane in attesa di lunghe e stancanti procedure burocratiche per identificazione, richieste di asilo politico, eventuali espulsioni e via dicendo. E spesso in seno a tali procedure una non completa organizzazione aggiunge problemi a quelli già esistenti. 

E’ quanto sta accadendo nella provincia di Benevento, dove attualmente si trovano più di 2.500 immigrati. Un territorio dalla tradizionale bassa densità abitativa (a differenza delle altre città campane) da più mesi ospita un numero di migranti che appare effettivamente sproporzionato rispetto al numero degli abitanti stessi. A ciò si aggiunge il fatto che spesso a popolarsi sono strutture di proprietà di privati, “allettate” dalle condizioni proposte negli appositi bandi di gara, pur non essendo totalmente adeguate e senza che di ciò vengano avvertite le amministrazioni locali. La situazione ha inevitabilmente finito con l’ingenerare malcontento. “Se si concentrano troppi migranti su un unico territorio, l’integrazione diventa complicatissima e non si fa altro che favorire episodio di intolleranza”: queste erano state a Luglio scorso le parole di Francesco Damiano, sindaco di Montesarchio, esasperato dai continui afflussi favoriti da procedure che non tengono conto del numero dei migranti già ospitati. 

E solo ad Agosto chiaro era stato il documento riguardante proprio la questione migranti, inviato dal Sindaco di Guardia Sanframondi al Prefetto di Benevento: "… se la nostra cittadina dovesse accogliere, come in altre realtà, immigrati pari all' 1 per cento della sua popolazione, si deve essere pronti con alloggi appropriati, evitando di creare nella cittadina luoghi che non hanno nulla a che fare con l’accoglienza ma che ammassano, ghettizzano e mortificano sicuramente anche costoro che fuggono dalle guerre". Si tratta infatti di una situazione difficile da gestire per tutti i soggetti coinvolti: il rischio è anche quello di non assicurare un’adeguata accoglienza sia sul piano tecnico (appena un mese fa c’è stata l’esplosione di una bombola di gas in una struttura privata a Solopaca) che morale (l’esasperazione ha già portato ad esempio 50 richiedenti asilo a bloccare per protesta la Strada Statale Sannitica presso Castelvenere). 

E se la modifica delle condizioni riscontrata nel recente bando di gara “per la manifestazione di interesse preordinata all'affidamento per il servizio di accoglienza ed assistenza ai cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale presso strutture nella provincia di Benevento” - impedendo cioè la partecipazione alle imprese situate nei Comuni che hanno già accolto immigrati - può essere salutata con favore, è anche vero che saranno necessarie per il futuro altre misure - come stabilire un più esatto rapporto tra numero di immigrati e densità abitativa - al fine di disinnescare quella che appare una vera e propria “bomba ad orologeria”, che mortifica la locale e preziosa cultura dell’accoglienza e rischia di originare criminalità.


Nessun commento:

Posta un commento