sabato 24 settembre 2016

Salvo D’Acquisto: il martire napoletano della II Guerra Mondiale


di Antonio Ianuale

Salvo D'Acquisto
Tra le storie di coraggio e generosità durante la seconda guerra mondiale occupa un posto speciale quella che riguarda il gesto eroico del carabiniere napoletano Salvo D’Acquisto che sacrificò la sua vita per salvare ventidue persone destinate alla fucilazione. L’anniversario cade il 23 settembre, fornendo una preziosa opportunità per riflettere sulle personalità che hanno anteposto la loro stessa vita alla libertà altrui, con gesti ed esempi di umanità e amore in un contesto spietato come quello della Seconda Guerra Mondiale.     

Il vice brigadiere Salvo d’Acquisto nacque a Napoli il 15 ottobre del 1920, nel rione Antignano da una famiglia profondamente religiosa e cattolica e, come tanti meridionali, si era arruolato nei Carabinieri nel 1939. L'anno successivo, aggregato alla 608ª Sezione dell'Aeronautica, era stato trasferito in Libia, a Tripoli. Nonostante fosse rimasto ferito a una gamba, restò con il suo reparto fino a quando contrasse la malaria. Tornato in Italia, nel 1942, seguì un corso per sottufficiali a Firenze, alla fine del quale venne assegnato alla caserma dei carabinieri di Torre in Pietra, una zona rurale a qualche decina di chilometri da Roma. 

Dopo la resa dell’Italia, l’8 settembre 1943, i soldati tedeschi si abbandonarono alle violenze più terribili nei confronti delle popolazioni italiane. Un reparto delle SS tedesche si era stabilito presso la caserma abbandonata della Guardia di Finanza situata nella Torre di Polidoro, nelle vicinanze di Torrimpietra. In quella località la sera del 22 settembre alcuni soldati tedeschi che ispezionavano casse di munizioni abbandonate furono investiti dall'esplosione di una bomba a mano. Due soldati morirono e altri due rimasero gravemente feriti. 

I tedeschi chiesero ausilio alle forze dei carabinieri comandate da D’Acquisto per trovare il colpevole di quello che consideravano un attentato. Il vice brigadiere tentò di spiegare ai tedeschi che l’accaduto era da considerarsi fortuito, ma i tedeschi minacciarono una rappresaglia che puntualmente avvenne: furono prelevate e catturate ventidue persone tra la popolazione della zona, e, venne richiesto a Salvo D’Acquisto di indicare i responsabili. Il carabiniere, però, ribadì nuovamente la sua versione: l’esplosione era stata accidentale

A questo punto l’ufficiale che comandava il drappello tedesco ordinò che a tutti i 22 civili fosse data una pala perché si scavassero la fossa. Una volta terminata la fossa il capitano delle SS chiese un’ultima volta che i responsabili confessassero l’attentato, altrimenti sarebbero stati tutti uccisi. D’Acquisto, allora, compreso che i tedeschi non si sarebbero fermati e avrebbero fucilato tutti i prigionieri, si accusò di un attentato che non aveva mai commesso. Così fu fucilato sul posto mentre i civili vennero tutti rilasciati. Uno di loro, Angelo Amadio mentre fuggiva percepì il grido “Viva l'Italia” lanciato dal carabiniere, seguito subito dopo dalla scarica di un'arma automatica che portava a termine l'esecuzione. Alcuni militari tedeschi, presenti alla fucilazione, rimasero impressionati dal sacrificio del sottufficiale dei Carabinieri, e, parlando con una giovane del luogo, affermarono che era “morto da eroe, impassibile di fronte alla morte”. 

La vicenda del carabiniere napoletano è stata portata sul piccolo schermo due volte: la prima volta nel 1974 nel film “Salvo D’Acquisto”, diretto da Romolo Guerrieri con Massimo Ranieri nel ruolo del protagonista, mentre nel 2003 fu Beppe Fiorello ad interpretare il giovane vice-brigadiere nella fiction omonima in due puntate con la regia di Alberto Sironi. A D’Acquisto è dedicato anche il testo teatrale “Salvo D'Acquisto: un Eroe semplice” di Emanuele Merlino. Negli anni successivi, giunsero numerosi documenti e petizioni al Santo Padre, al Comando dell'Arma dei Carabinieri e al Vescovo militare, in cui veniva richiesta la santità per Salvo D'Acquisto. Il 4 novembre 1983 venne aperta una causa di canonizzazione dello stesso. Le spoglie di Salvo D’Acquisto sono conservate all'interno della chiesa di Santa Chiara a Napoli.


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