giovedì 27 ottobre 2016

Immigrazione: come funziona l’accoglienza a Napoli?

di Teresa Uomo

Immigrati a lezione di italiano
Da diversi anni si registra una continua crescita delle migrazioni. Ogni giorno, infatti, diversi migranti, provenienti dall’Asia e dall’Africa, con grandi arrivi dal mare, cercano di raggiungere l’Europa. La Campania accoglie circa la metà di tutti gli immigrati stranieri presenti nell’Italia meridionale. Di questi circa il 45% vive nella Provincia di Napoli e uno su quattro abita nella città partenopea. Molti di loro sono nati e vissuti in paesi continuamente e incessantemente in guerra e non scolarizzati. 

Dopo l’approdo in territorio italiano, si attua una prima accoglienza attraverso la permanenza temporanea nei centri d’accoglienza per richiedenti asilo; successivamente, vengono inseriti in attività di formazione o progetti per la ricerca del lavoro e, perché ciò sia possibile, hanno bisogno di conoscere la lingua. L’avvicinamento alla lingua italiana, infatti, è fondamentale per la loro indipendenza e autonomia. 

Nel Rapporto Annuale 2015 del Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati, SPRAR – presentato lo scorso 13 luglio 2016 a Roma presso la Sala Conferenze dell'Anci – sono contenuti i dati sul Sistema di Protezione relativi all’anno 2015. Lo SPRAR è la punta di diamante dell’accoglienza in Italia. Secondo quanto emerge dal Rapporto, nel 2015 sono state accolte nello SPRAR 29.761 persone. I progetti hanno messo a disposizione 21.613 posti di accoglienza con una rete di 376 Enti Locali titolari di progetto (339 comuni, 29 province e 8 unioni di comuni) per circa 800 Comuni coinvolti nell'accoglienza.

I minori stranieri non accompagnati accolti nei progetti dello SPRAR sono stati 1.640, su una rete attiva di 977 posti. Tali progetti hanno erogato complessivamente 259.965 servizi che riguardano principalmente l'assistenza sanitaria (20,7%), la formazione (16,6%), le attività multiculturali (15%), l'alloggio (14,9%), l'istruzione/formazione (10,9%) e l'inserimento scolastico dei minori (9,5%) mentre 8.291 sono le figure professionali impiegate nelle attività quotidiane dei progetti.

Gli immigrati vivono e lavorano in un contesto italofono, in continuo contatto con la lingua italiana anche se parlano spesso lingue tipologicamente distanti e, in taluni casi, debolmente scolarizzati. Ciò rappresenta il fulcro dell’insegnamento dell’italiano in contesti migratori e la lingua rappresenta sempre più uno strumento non solo di comunicazione, ma di inclusione sociale per raggiungere un senso di appartenenza e di adattamento

Nella città di Napoli, da diversi anni, si tengono corsi di italiano gratuiti per immigrati e, a tal fine, sono nate diverse organizzazioni e associazioni senza scopo di lucro, come la Scuola della Pace, fondata nel 1991 e sita in Via Foria, 93. Un’associazione laica no profit in cui viene accolto chi, per esigenze diverse, abbandona il proprio paese d’origine, permettendogli così di integrarsi in una nuova realtà e in un nuovo contesto sociale.

Non c’è un’età minima per poter partecipare alle lezioni e diverse sono le iniziative intraprese parallelamente all’insegnamento: cene multietniche offerte dall’associazione ed aperte a tutti, concerti e concorsi per far conoscere i gruppi emergenti con produzione di testi sul tema della pace, visite nella città di interesse culturale e tanto altro ancora. Gli alunni sembrano essere soddisfatti dei risultati raggiunti ed è per loro opportunità e motivo di confronto, condivisione e conoscenza. Il Presidente Corrado Maffia si dichiara soddisfatto per essere stato in grado di intraprendere e portare avanti, con l’aiuto e la disponibilità dello staff, un progetto non facile da gestire. Ed è proprio lui, con insegnanti, volontari e collaboratori ad accogliere, davanti ad un thè caldo e qualche biscotto, chiunque voglia conoscere le loro iniziative ed iscriversi al corso di italiano. 

Attiva sul territorio di Napoli e provincia dal 1999, è anche L.E.S.S., Centro studi e iniziative di Lotta all’Esclusione Sociale per lo Sviluppo del Mezzogiorno d’Italia, organizzazione che garantisce un sistema di servizi e interventi di accoglienza, inclusione e integrazione sociale per migranti, richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale, sita in Corso Giuseppe Garibaldi, 261

LESS è l’ente promotore del progetto IARA – Integrazione e Accoglienza per Rifugiati e Richiedenti Asilo – del Comune di Napoli, progetto di tutela e protezione per migranti forzati, inserito nella rete nazionale del Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR), istituito dal Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione del Ministero dell’Interno. Da Aprile 2016 LESS gestisce anche i CAS, Centri di Accoglienza Straordinaria di richiedenti asilo, con figure multidisciplinari tra cui mediatori linguistico-culturali, insegnanti di italiano, psicologi, assistenti sociali, operatori di accoglienza e operatori sociali e legali.

Oggi a Napoli sono accolte 132 persone con la rete SPRAR. Il progetto è finalizzato ad offrire misure di assistenza e di protezione al singolo beneficiario e a favorirne il percorso di integrazione. Non solo, è un progetto che si contraddistingue per l’organizzazione di diverse attività, come l’insegnamento della lingua italiana e l’attività di orientamento lavorativo; ma anche il teatro o la fotografia e diversi corsi, come quello per pizzaioli. 

Da queste esperienze emerge non solo la consapevolezza che il senso di appartenenza dei cittadini stranieri verso Napoli è molto forte, ma anche che solo con la formazione i migranti potranno inserirsi realmente nel mondo del lavoro e dare il proprio contributo alla città che li ha accolti.


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