giovedì 27 ottobre 2016

Nuovo video hot a Pozzuoli: la vicinanza delle istituzioni

di Antonio Cimminiello

Il web, oltre ad essere fonte di indubbi pregi, può anche diventare una sorte di “spirale” in grado di attrarre sempre più giovani, allettati dall’idea di essere in un certo modo protagonisti, o convinti semplicemente di prendere parte ad un gioco. Ma la condivisione senza limiti di alcuni contenuti, soprattutto quelli particolarmente intimi, può portare a conseguenze disastrose, data la quasi impossibilità di operare un controllo capillare su ciò che rappresenta la “galassia Internet”. 

Un nuovo caso del genere ha scosso alcuni giorni fa la comunità di Pozzuoli: la diffusione in rete, e senza consenso, di un video hard con protagonista una studentessa minorenne. La condivisione “a manetta” ha scatenato un vortice di insulti e commenti al vetriolo nei confronti della ragazza, al punto da spingere quest’ultima a chiudersi in casa ed abbandonare per ora la scuola, al riparo da ogni possibile giudizio o anche solo “sguardo” denigratorio. 

La vicenda ha assunto rilievo nazionale, non solo per il fatto che sempre in Campania alcune settimane fa un caso del genere ha portato al suicidio di Tiziana Cantone, ma anche per l’iniziativa di Selvaggia Lucarelli, nota giornalista e blogger, la quale non ha esitato a denunciare il tutto alla Polizia Postale di Milano. Il rischio di conseguenze irreversibili, però, ha portato questa volta le stesse istituzioni a scendere in campo in maniera ancora più decisa. 

Da un lato, la Dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale Luisa Franzese ha annunciato l’organizzazione di una serie di incontri nelle scuole (anche con la partecipazione di esperti) sull’argomento cyber-bullismo, con lo scopo di indirizzare i giovani ad un uso consapevole di Internet e social networks, a partire dall’esatta comprensione delle possibili conseguenze che può provocare una diffusione di contenuti “particolari”. Quanto alla vicenda specifica, il sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia, ha assicurato l’intervento immediato dei Servizi sociali locali, con l’intento di garantire una adeguata assistenza psicologica alla ragazza ed alla sua famiglia. A ciò ovviamente si aggiungono le indagini che la magistratura penale sta portando avanti per arrivare all’identificazione e punizione del responsabile della diffusione del video incriminato. 

La vicenda di Pozzuoli purtroppo è soltanto uno dei casi di “voyeurismosu Internet, che soprattutto negli ultimi di tempi si sta diffondendo a vista d’occhio e, solo in alcune circostanze, bloccato sul nascere. Ma è proprio tale vicenda, nel suscitare una “reazione” istituzionale decisa, a far riflettere sull’utilità di interventi in grado non solo di bloccare, ma soprattutto di prevenire quella che, altrimenti, potrebbe assumere i contorni di una vera e propria emergenza.

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