giovedì 27 ottobre 2016

Ospedale del Mare: la volta buona?

di Antonio Cimminiello

L'Ospedale del Mare
L’annuncio è di quelli più importanti ed attesi. L’Ospedale del Mare, la futura “punta di diamante della sanità pubblica campana”, comincerà ad operare attivamente a partire dal prossimo 14 Dicembre, parole del Governatore della Campania Vincenzo De Luca. E’ davvero la fine della telenovela che ormai si protrae dal lontano 1997? Nello specifico, non si tratta di una vera e propria apertura del complesso, visto che già da più di un anno è in funzione l’ambulatorio. 

Per la data indicata però entreranno a pieno regime alcuni reparti (emodialisi, radiologia e radioterapia). Il sogno di un presidio ospedaliero diretto alle esigenze di più di 700.000 utenti quindi sta per diventare realtà. Ma sono stati davvero risolti tutti i problemi? In realtà è stato necessario modificare il piano operativo originariamente immaginato per la struttura: il completamento dei 278 posti letto previsti avverrà infatti entro i primi mesi del 2017. L’altra questione relativa al reclutamento del personale è stata superata ricorrendo a procedure di mobilità e non solo, anche a livello nazionale, in grado di assicurare una disponibilità di medici ed infermieri -pari a ben 657 unità- in maniera pressoché immediata. 

La vicenda dell’Ospedale del Mare era diventata ormai nel tempo una delle principali espressioni della inefficienza della burocrazia italiana. Si è passati infatti dalla lentezza dei lavori -iniziati soltanto nel 2006- allo stop dovuto alla riqualificazione dell’opera come Azienda di rilievo nazionale (con incremento dei costi, arrivando fino alla soglia dei 300 milioni di euro). E senza dimenticare nel frattempo l’annuncio dell’apertura, con Stefano Caldoro al vertice dell’ente di Palazzo Santa Lucia, che si è concretizzata tuttavia nel funzionamento del solo polo ambulatoriale.

Il nuovo annuncio arriva in un momento particolarmente critico per la sanità in Campania. Alle ormai solite difficoltà strutturali che riguardano alcuni nosocomi, ed in particolare quelli di Napoli (dall’affollamento quasi “cronico” del Cardarelli fino alla recente caduta di calcinacci al Vecchio Pellegrini) si è affiancata negli ultimi giorni la polemica che ha coinvolto i commissari per la sanità campana Polimeni e D’Amario e lo stesso Governatore De Luca in merito a tetti di spesa ed esaurimento delle risorse economiche per le strutture private accreditate, con il rischio di licenziamento per più di 2.000 operatori.

Alcune problematiche devono ancora trovare soluzione, come ad esempio l’assenza di adeguate strutture di collegamento (a tal proposito è già stata annunciata l’apertura di una fermata ad hoc della Circumvesuviana, da realizzare nel giro di due o tre anni). Ma il fatto che da Dicembre possa iniziare una vera e propria attività ospedaliera, e tra l’altro con riguardo ad ambiti e patologie particolarmente significativi, può già da solo produrre effetti positivi, su tutti deflazionare gli altri ospedali e garantire macchinari funzionanti con maggiore continuità.

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