giovedì 27 ottobre 2016

Sanità privata sul piede di guerra. Il Governatore De Luca promette una soluzione

di Luigi Rinaldi

Alla fine dello scorso mese di settembre, le associazioni sindacali della sanità privata accreditata con la Regione Campania hanno lanciato un preoccupante allarme. Con il raggiungimento dei tetti di spesa, il budget sanitario stanziato dalla Regione si sta avviando all’esaurimento, per cui sono a serio rischio tutte le prestazioni gratuite, dagli esami di radiologia ai controlli cardiologici, dalla assistenza diabetologica alla medicina nucleare. Immediatamente sono scattate misure di mobilitazione e protesta. 

Il caso più eclatante è stato quello della Clinica Villa dei Fiori ad Acerra, dove un centinaio di dipendenti, per alcune ore, ha occupato gli uffici amministrativi, dopo aver ricevuto una lettera dove si preannunciano procedure di mobilità in caso di mancato accordo con la Regione Campania sulle convenzioni. La situazione è drammaticamente seria. Il 6 ottobre ha chiuso i battenti la Clinica Santa Maria La Bruna di Torre del Greco, anche in questo caso fatali sono stati i tagli imposti dalla Regione, che ha ridotto drasticamente i tetti di spesa riservati alle strutture private convenzionate con il S.S.N. Cento i lavoratori collocati in cassa integrazione in deroga per almeno tre mesi. 

E’ sceso in campo anche il Consiglio Comunale di Torre del Greco che, all’unanimità, ha approvato un documento nel quale ha chiesto alla Regione e all’ASL Na3 Sud di salvaguardare i posti di lavoro e scongiurare il blocco delle prestazioni. 

Sia Villa dei Fiori che Santa Maria La Bruna sono presidi di fondamentale importanza per i rispettivi comprensori, per cui ancora una volta si compromette il diritto alla salute di migliaia di assistiti, che rischiano di dover mettere mano alla tasca o di doversi rivolgere alle strutture pubbliche, affrontando il calvario delle liste di attesa. 

La rivolta degli operatori della sanità ha raggiunto il suo clou lo scorso 30 settembre, con la manifestazione dei sindacati confederali, svoltasi a Napoli, con un presidio sotto Palazzo Santa Lucia, sede della Giunta Regionale. Al termine di questa giornata di proteste, i lavoratori della sanità privata della Campania sono riusciti a strappare un impegno alla Regione. 

I sindacati hanno chiesto alla Regione di intervenire per il ritiro delle procedure di licenziamento avviate da alcuni centri privati, di favorire un percorso di coinvolgimento delle organizzazioni sindacali nel rinnovamento in corso nella sanità campana ed un equilibrio assistenziale tra pubblico e privato. Il Governatore Vincenzo De Luca ha promesso la convocazione di un tavolo aperto anche agli imprenditori della sanità che, nelle ultime settimane, hanno inviato le lettere di licenziamento. 

Nel frattempo però la Regione pretende il blocco immediato di tutte le procedure di mobilità che interessano già migliaia di lavoratori del comparto. Dunque la vertenza è ancora tutta aperta. La Regione dovrà lavorare su due fronti per evitare lo stop alle prestazioni in convenzione per i cittadini della Campania. Da un lato le cliniche e i privati che non hanno ancora firmato i contratti con le Asl e non voglio cedere ai tagli e ai vincoli imposti dal decreto commissariale. Dall'altro il commissario Joseph Polimeni, che spinge per far quadrare i conti. Nel frattempo però per evitare sorprese il Presidente De Luca ha già inviato un ordine di servizio ai direttori generali delle Asl, invitandoli a porre subito in essere ogni utile azione al fine di scongiurare ipotesi di sospensione delle prestazioni sanitarie ai disabili e ai soggetti particolarmente deboli.


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