martedì 22 novembre 2016

Giulia, laureata a 79 anni: ad maiora!

di Noemi Colicchio 

In pochi giorni ha fatto il giro del web la foto della signora in giacca nera e camicia bianca, con la corona d’alloro poggiata sul capo e gli occhiali dalla montatura forse troppo grande per un viso così piccolo e solcato dalle rughe. Si china ad apporre la sua firma sul documento che la certifica finalmente Dottoressa in Sociologia, scambiando uno sguardo complice e di soddisfazione con il Presidente di Commissione in tonaca arancione, come da tradizione. 

Giulia Venezia D’Anna, 79 anni, in seduta di laurea
Lei è Giulia Venezia D’Anna, classe 1937, laureata presso l’Università Federico II di Napoli all’età di 79 anni, con tesi intitolata:“Oliver Twist: un’analisi sociologica” presso la cattedra di “Sociologia dei processi culturale e comunicativi” del Prof. Gianfranco Pecchinenda. Mirata la scelta della facoltà da frequentare, come lei stessa tiene a precisare:“Non volevo cadere nella sindrome della casalinga che sta in casa e basta, così mi sono iscritta a sociologia perché ritengo che ogni fenomeno che accade vada letto e interpretato alla luce dell'analisi sociologica"

Probabilmente vicino al suo vissuto, il celebre romanzo di Charles Dickens viene spesso considerato come uno dei primi romanzi sociali della storia della letteratura. Le problematiche vissute dal protagonista Oliver, la vita in povertà descritta con dovizia di particolari, rendono l’opera anti-romantica e capace di svelare la spessa ipocrisia dell’epoca vittoriana. Fu proprio la necessità che indusse Giulia ad abbandonare la scuola e dedicarsi al lavoro, per dare una mano in casa. Ma già all’età di 50 anni, una volta realizzata la sua vita da madre di famiglia e casalinga, il suo reale spirito assetato di conoscenza e speranzoso di essergli riconosciuta una certa autorevolezza sociale che solo lo studio può dare, straripò nella voglia di ottenere almeno un diploma. Non poche però furono le difficoltà. La scuola serale, infatti, a Napoli non esisteva ancora. Era permesso l’inserimento in corsi preesistenti di allievi in qualsiasi fascia d’età, ma com’è facile immaginare, l’integrazione non era facile per i nuovi arrivati. Giulia non si perde d’animo, si reca a Roma e riesce miracolosamente ad essere accolta in udienza dall’allora Ministro dell’Istruzione, Riccardo Misasi, che subito si mette all’opera per correggere il grave errore. 

Ma la sua carriera universitaria sembra non finire qui: Giulia ha intenzione di conseguire un ulteriore titolo di studio, dedicandosi ad un Corso di Laurea Specialistica in Cinema. E, impensabile per un comune studente, ha già scelto l’argomento di tesi: Kubrick o Truffaut, per mantenersi sul facile.

Anthony Brutto, laureato a 94 anni
A quanto pare, però, la nostra concittadina non è né l’unica né la più anziana matricola degli ultimi anni: nel 2015 infatti, a distanza di soli 75 giorni dalla sua iscrizione alla West Virginia University di Morgantown, si è laureato Anthony Brutto all’età di 94 anni

Tuttavia, ad oggi, il laureato più anziano del mondo è ancora Leo Plass: ha conseguito il titolo a 99 anni, presso la Eastern Oregon University, con un’iscrizione datata 1932 e congelata a causa della Grande Depressione. 

In attesa del report annuale firmato Istat, stilato solitamente nel mese di dicembre, stando ai dati del 2016, il numero di pensionati in Italia è calato di 134 mila individui tra il 2013 e il 2016, ma le pensioni da essi percepite continuano ad attestarsi al di sotto di 1.045 euro al mese. La qualità di vita garantita da una copertura economica così infima non è da fare invidia.

Vero che non tutti hanno la stessa carica motivazionale della Signora Giulia, né di altri che abbiamo citato. Ma ciò che colpisce è la capacità dello studio di rendere liberi, almeno nell’animo, anche coloro che la società non ritiene più utili al proprio fatturato e spesso considera come un peso. Il più grande riscatto sociale di sempre è la cultura.


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