martedì 22 novembre 2016

PAN di Napoli: in mostra fino a Febbraio i capolavori “senza confini” del genio americano McCurry

di Antonio Ianuale

Steve McCurry
Lo scorso 28 ottobre è stata inaugurata al Palazzo delle Arti di Napoli, la mostra fotografica “Senza Confini” che raccoglie una selezione delle migliori e più significative fotografie del maestro americano Steve McCurry. Nato a Philadelphia nel 1950, McCurry è uno dei grandi maestri della fotografia contemporanea, un osservatore attento e preciso del nostro tempo e per questo punto di riferimento per molti giovanissimi che ne apprezzano l’impegno e il talento. 

Proprio nelle zone senza confini, dove si vivono i conflitti e si conoscono fin troppo bene le sofferenze delle guerra, McCurry rivolge l’obiettivo della sua fotografia: l’esposizione si apre con una sezione di foto in bianco e nero, scattate tra il 1979 e il 1980 nella sua prima missione in Afghanistan, dove McCurry era riuscito ad entrare, vestito in abiti tradizionali, insieme ai mujaheddin che combattevano contro l’invasione sovietica. Nel paese afgano, McCurry ritornò nel 1984 per realizzare un reportage per National Geografic, realizzando una delle foto più famose del suo repertorio: La Ragazza Afgana, divenuta icona di dignità e allo stesso tempo della tragicità del destino del popolo afgano.

La ragazza afgana
La bambina dagli occhi verdi immortalata da McCurry nella copertina della rivista, era la dodicenne Sharbat Gula la cui espressione tra l’incredulità e la voglia di riscatto aveva conquistato il mondo. Nel 2002 McCurry decise di ritrovare la ragazzina divenuta ormai donna, partendo nuovamente per l’ Afghanistan: con l’ausilio dei mezzi di National Geografic e dopo un lungo viaggio, il fotografo ritrovò Sharbat, riuscì ad incontrarla e decise di immortalarla nuovamente. La donna adesso era sposata, madre di tre figlie, con il volto segnato dalla tante sofferenze della guerra, ma con la stessa espressione di tanti anni addietro.

L’esposizione allestita al Pan contiene entrambi le foto di Sharbat, che ancora oggi vive l’orrore della guerra: arrestata perché in possesso di documenti falsi, la sua sorte è ancora in pericolo. Anche lo stesso McCurry si è mobilitato per lei, chiedendone la liberazione. Oltre alle immagini che raccontano l’orrore della guerra, McCurry ha documentato altri eventi che hanno segnato il mondo: dalla guerra del Golfo, al crollo delle Twin Towers e allo tsunami in Giappone

Gli appassionati potranno anche usufruire della autoguida dove lo stesso McCurry descrive i suoi scatti, con filmati dei suoi viaggi e commoventi testimonianze. La mostra ha ottenuto subito un grande successo, con oltre mille visitatori solo nei primi due giorni. L’exhibit, prodotto da Civita Mostre, in collaborazione con “SudEst57” e promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli, sarà visitabile ogni giorno fino al prossimo 12 febbraio, tranne il martedì (giorno di chiusura del museo), con un biglietto di 11 euro.

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