martedì 22 novembre 2016

Rapporto Svimez 2016: crescono i consumi, ma aumenta l’occupazione “atipica”

di Massimiliano Pennone

Svimez, l'associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno ha pubblicato nei giorni scorsi i dati del suo ultimo rapporto. Secondo lo studio, il Pil italiano nel 2016 dovrebbe crescere dello 0,8 per cento (risultato di un + 0,9 percento del Centro-Nord e di un + 0,5 per cento del Sud). Il trend è destinato a continuare anche nel 2017, quando, secondo l’istituto, il Pil italiano dovrebbe aumentare di un punto percentuale.

A trainare la crescita è l’andamento dei consumi, stimato nello +0,6 per cento al Centro-Nord e nello +0,4 per cento al Sud, segno del fatto che dalla ripartenza del Mezzogiorno dipende la crescita dell’intero Paese. Un cambio di passo particolarmente significativo, che si verifica dopo ben sette anni di ininterrotta riduzione del livello del prodotto, rilevabile in tutte le regioni.

Si riduce, infatti, la forbice con il resto del Paese, sebbene al Sud permangono ancora importanti gap in fatto di occupazione: secondo il rapporto, rimane enorme il problema di sotto utilizzazione della forza lavoro, soprattutto per quanto riguarda le donne ed i più giovani. Proprio per questi ultimi, il Mezzogiorno si colloca in fondo alle classifiche europee, sia per il mercato del lavoro che per la formazione, dove è peggiore della Spagna e perfino della Grecia: basti pensare che al Sud solo il 52% di chi fa richiesta per una borsa di studio risulta idoneo, contro il 92% del Nord. 

E’ la stessa Svimez a fare un quadro chiaro della situazione: troppi contratti a termine e part-time, con un aumento dell’occupazione ”atipica” (contratti a termine e part-time) e del fenomeno dei voucher. Peraltro, il maggior contributo alla ripresa occupazionale meridionale (+ 0,2%) viene proprio da questo tipo di assunzioni e dai settori del turismo e dell’agricoltura.

Per questo allora l’istituto rinnova l’appello per un interesse forte e strutturale delle istituzioni che riesca a rilanciare il Mezzogiorno, anche attraverso strumenti di incentivazione nazionali per le imprese e le famiglie (il 60% degli individui nelle famiglie giovani sono a rischio povertà, mentre il tasso di povertà assoluta si aggira intorno al 10% circa e sfiora il 40% nelle due regioni più grandi, Sicilia e Campania). Nonostante questi numeri, però, secondo Adriano Giannola, presidente della Svimez, “il segnale della ripresa del Mezzogiorno c'è”, una ripresa che però “va nutrita con investimenti e continuità nei progetti”.

Ben vengano quindi interventi come l'esonero totale dal pagamento dei contributi INPS a carico del datore di lavoro per i nuovi assunti, giovani e svantaggiati, a tempo indeterminato, introdotto dal Governo per le aziende del Sud nel 2017. Così come una vera e propria politica industriale per il rilancio del Mezzogiorno che la stessa Svimez ha suggerito al Governo con la presentazione del rapporto.

Ed è proprio il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti, che risponde a Giannola ricordando come siano già operativi il masterplan e i patti per lo sviluppo del Mezzogiorno. “Non abbiamo più alibi”, ha aggiunto poi De Vincenti, che descrive il Sud come “una realtà viva con delle eccellenze imprenditoriali, capacità di innovare e di competere”.

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