martedì 22 novembre 2016

Stretta del Comune di Napoli sul gioco d’azzardo

di Antonio Cimminiello

E’ “l’incapacità di resistere all’impulso di giocare d’azzardo o fare scommesse, nonostante l’individuo che ne è affetto sia consapevole che questo possa portare a gravi conseguenze”. La ludopatia è riconosciuta come una patologia a tutti gli effetti, con conseguenze che possono andare ben oltre la sfera personale coinvolgendo l’incolumità pubblica. 

In merito a tale aspetto da tempo il Comune di Napoli ha manifestato una particolare sensibilità ed attenzione, come testimoniato innanzitutto dall’adozione del Regolamento n. 74 del 2015. Tale atto rappresenta la nuova disciplina organica circa la concessione delle licenze relative all’esercizio dei giochi leciti nonché la gestione stessa dei centri scommesse e sale-slot. 

Piazza Dante a Napoli
Tra le misure più significative contenute nel regolamento meritano di essere ricordate il rispetto di taluni requisiti morali che si impongono per il titolare dell’esercizio (come ad esempio il possesso della certificazione antimafia e il non deve aver subito misure di prevenzione) e l’obbligo di apertura per le fasce orarie 09-12 e 18-23. Ma la volontà dell’amministrazione guidata da Luigi De Magistris di dare concreta attuazione al regolamento di cui sopra è stata testimoniata da un recentissimo episodio che ha avuto come teatro la centralissima Piazza Dante. Tra mille polemiche ed il malcontenti dei residenti nello scorso ottobre proprio in tale piazza era stata inaugurata una nuova sala-slot, contravvenendo ad una prescrizione del Regolamento n° 74 che impone, altresì, il rispetto di una distanza minima di 500 metri dai c.d. “luoghi sensibili” (istituti scolastici, impianti sportivi, etc.). Nonostante le diverse sanzioni pecuniarie, questa palese violazione ha avuto seguito, fino a condurre ad una decisione drastica. 

Nei primi giorni di Novembre, infatti, la Polizia Municipale ha provveduto a notificare una ordinanza con la quale è stata disposta, con esecutività immediata, la chiusura definitiva del locale. La vicenda aveva assunto i limiti del grottesco: una prima chiusura era stata già disposta proprio ad Ottobre, seguita però da una immediata riapertura, giustificata dall’esibizione di una richiesta telematica di autorizzazione ( cd. scia) con l'autorizzazione della Questura tale, quindi, da consentire l’apertura fino a quando i competenti uffici della polizia amministrativa destinatari della richiesta non l’avessero respinta. Con l’ordinanza di chiusura definitiva non solo viene assicurato il rispetto di regole la cui essenzialità è testimoniata da diverse finalità -come il ridimensionamento delle “conseguenze sociali dell’offerta dei giochi su fasce di consumatori psicologicamente più deboli”- ma viene così scongiurato anche il rischio di vanificare l’impegno nel frattempo profuso dai semplici cittadini -fino anche a coinvolgere personaggi famosi- proprio per evitare l'apertura della sala slot in Piazza Dante.


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