venerdì 16 dicembre 2016

Manuela Arcuri e l’ essenza della democrazia

di Gian Marco Sbordone

Manuela Arcuri
Il compenso corrisposto all’attrice e show girl Manuela Arcuri, per la sua partecipazione alla cerimonia di accensione dell’albero a Salerno (7.500 euro), ha suscitato perplessità e polemiche. Tali perplessità e tali polemiche sono gran parte riconducibili alla figura di Vincenzo De Luca.

De Luca, Presidente della Regione Campania e per un ventennio Sindaco di Salerno, è senza dubbio personaggio controverso. Odiato e amato, osannato e denigrato. A Salerno, suo feudo, gli riconoscono indubitabili doti di decisionismo e lungimiranza amministrativa. E’ un dato di fatto che con la sua gestione la città di Salerno ha conseguito risultati importantissimi in termini di sviluppo urbanistico e sociale ed è un suo merito essere riuscito ad attrarre verso quel capoluogo flussi turistici inimmaginabili.

Siccome, tuttavia, a tali doti si accompagna anche una notevole spregiudicatezza ed una certa arroganza, nei suoi confronti sono anche indirizzate critiche velenose ed una forte, ma non omogenea opposizione che, in ogni caso, non hanno mai scalfito il consenso elettorale e politico di cui, almeno a Salerno, ancora dispone. Le critiche in merito alla vicenda “Manuela Arcuri” sono quindi da ascriversi a questo contesto. Più in generale è apparso poi un segnale di un possibile conflitto di interessi la circostanza che la Regione Campania ha destinato bene tre milioni di euro per le famose, ed in verità molto apprezzate, “Luminarie di Salerno”.

Detto questo, c’ è da osservare che, in verità, nel mondo in cui viviamo, in cui personaggi dello spettacolo e dello sport riscuotono ingaggi e compensi molto spesso spropositati, i 7.500 euro della Arcuri non dovrebbero costituire un particolare scandalo.

E’ proprio, invece, sulla questione dei compensi che spesso amministrazioni pubbliche sono pronte ad elargire, che andrebbe fatto un ragionamento di fondo. In sintesi, poiché si tratta di soldi pubblici, ci si dovrebbe chiedere se questi soldi possono essere considerati ben spesi. La risposta a questa domanda sta tutta nella valutazione se tali spese pubbliche abbiano o meno una finalità pubblica e se, in sostanza, siano o meno indirizzate al bene della collettività. Nel particolare, i 3 milioni previsti per le luminarie e, nell’ ambito, i 7.500 euro della Arcuri sono stati ben spesi? 

La risposta potrebbe anche essere affermativa ed invero non si è nelle condizioni di stabilirlo. Quello che allora appare veramente intollerabile è che la politica in genere e le pubbliche amministrazioni non ritengano mai essere un loro dovere spiegare ai cittadini, in concreto, come sono stati spesi i loro soldi, quali benefici, in concreto, sono derivati dalle spese fatte. Questo è veramente il punto centrale ed è anche l’essenza della partecipazione popolare e della democrazia.

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