venerdì 16 dicembre 2016

Università e lavoro: 5 buoni motivi per salutare con il sorriso il 2016

di Noemi Colicchio


Non fidarti mai di un uomo che ti porta buone notizie. È il metodo più antico e più semplice per imbrogliare qualcuno”, scriveva Brandon Sanderson nel suo libro “L'ultimo Impero”. Nessun trucco, nessun inganno. Per la fine del 2016, e per accogliere con gioia il prossimo anno, sembrava doveroso ricordare almeno cinque buoni motivi per cui in questi ultimi 12 mesi abbiamo sorriso, da studenti universitari o lavoratori. La cernita non è stata semplice: solitamente gli almanacchi sono composti dalle notizie più rilevanti. Ma anche le piccole soddisfazioni, che ci inorgogliscono perché cittadini italiani, meritano di essere ricordate. 

1) Legge di bilancio 2017

Molto spesso additati come il paese che produce meno nell’ambito della ricerca perché mal finanziato, nei prossimi due anni abbiamo grandi opportunità da cogliere al volo. Per il 2017 sono infatti previsti fondi per 55 milioni di euro, oltre 105 milioni nel 2018 da destinare al mondo universitario. Le attività base di ricerca dei professori in servizio a tempo pieno nelle università statali, in collaborazione con i ricercatori, saranno finanziate da un budget pari a 45 milioni. I migliori dipartimenti di ricerca saranno finanziati con 271 milioni di euro sulla base dei risultati conseguiti. Altri 50 milioni stanziati per favorire la partecipazione italiana ai programmi di ricerca e sviluppo in seno all'Unione Europea.


2) Apple fa magie

La prima notizia è arrivata dalla sede di San Giovanni a Teduccio dell’Università Federico II di Napoli, poi dall’Università Suor Orsola Benincasa ed oggi anche dall’Orientale: tutte e tre scelte come sedi del programma di ricerca e sviluppo indetto dal colosso di Cupertino. Occasione di crescita per studenti di varie facoltà, ognuna sfruttata nelle sue specificità, chiamati a sviluppare nuove applicazioni iOs, partendo dal concept fino ad arrivare alla pratica realizzazione. Ottima notizia, non solo per le occasioni di lavoro in territorio campano ma soprattutto per il respiro internazionale dato alle università napoletane.


3) Startup: il mondo sta cambiando

65 le startup finaliste a competere nella 14esima edizione del Premio Nazionale per l’Innovazione, ospitato dall’Università di Modena e Reggio Emilia dall’1 al 3 dicembre e che ha visto trionfare una startup torinese, Panoxyvir, ideatrice di uno spray contro il raffreddore. Ciò che fa sorridere però è altro: sono state 16 le StartCup regionali aderenti al Pni, per un totale di 3.440 aspiranti imprenditori, 1.171 idee d’impresa e 511 business plan, derivanti tutti o quasi da spin-off universitari. Numeri importanti che ci permettono di credere ancora in un futuro qui, nel belpaese, da cui non serve più scappare.


4) Istat: disoccupazione giovanile in calo

Mai stato così basso il valore percentuale dei disoccupati Under25 dal 2012 ad oggi: i giovanissimi senza impiego scendono al 36,4%. Ad onor di cronaca, serve dire che questa diminuzione è frutto soprattutto della crescita degli inattivi, cioè di coloro che si dichiarano non alla ricerca di un lavoro. Ma i numeri di ottobre, indicatore dell’ultimo trimestre 2016, fanno ben sperare: sono 22,7 milioni gli italiani a lavoro, 174 mila in più rispetto a ottobre del 2015 (+0,8%).


5) “Alliance for YOUth”

Non tutti sanno che, nel 2014, l’azienda privata internazionale Nestlè ha lanciato un progetto pilota, primo ed unico nel suo genere dal titolo “Alliance for YOUth”. L’obiettivo era creare 100mila opportunità di lavoro per gli under 30, garantendo loro una formazione professionale all’interno di strutture aziendali, grazie a collaborazioni con più di 620 imprese e 10mila workshop organizzati in tutta Europa. Ad oggi, le opportunità sono divenute concretamente 115mila.

Del buono c’è nell’anno appena trascorso, basta guardare con attenzione. Anche se ci auguriamo che il 2017 superi di gran lunga le nostre aspettative.


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