venerdì 16 dicembre 2016

Università tra online e offline: come fare a scegliere?

di Noemi Colicchio

Era il 1962 quando vide la luce un manuale che ha fatto la storia degli studi sulla comunicazione: “Galassia Gutenberg: nascita dell’uomo tipografico”, ad opera di Marshall McLuhan. È stato uno dei pochi casi in cui, nel bel mezzo della rivoluzione, qualcuno si sia accorto della rivoluzione stessa. Di solito al termine di un’epoca storica se ne tirano le somme e, con la consapevolezza del tutto, si riuniscono i puntini per definire nel dettaglio la nuova forma geometrica che ha preso il mondo. McLuhan si rende invece conto che di lì a breve proprio quel mondo sarebbe diventato un villaggio. Globale, ma pur sempre un villaggio: distanze un tempo siderali sarebbero state colmate in un battito di ciglia.

L’abbattimento di barriere d’ogni sorta è il pilastro concettuale su cui si fonda la nascita delle Università online. In effetti, da quanto Tim Berners Lee ha sancito la nascita del World Wild Web nel 1991, la continua tensione verso l’immateriale ha avuto ritmi di crescita esponenziali e il carattere fortemente democratico dell’Internet ha permesso di immaginare nuove forme di condivisione. Prima tra tutte, quella della cultura finalmente evasa dalle aule scolastiche e resa disponibile in rete grazie a varie università online. 

L’iniziale diffidenza dovuta alla non certezza della riconoscibilità del titolo conseguito, è stata spazzata via dalle certificazioni di validità erogate dal Miur ad alcuni degli atenei disponibili. Tre sembrano essere le Università più accreditate del momento: Università eCampus, con 10 sedi fisiche sparse per lo stivale italico e 18mila iscritti dalla sua nascita; Università Niccolò Cusano, con 18 corsi di laurea e oltre 40 sedi in tutta Italia; Università telematica Pegaso, l’unica con 53 sedi italiane, 9 corsi di laurea e 122 master. Per quest’ultima, è stata ideata una formula garanzia per i giovani tra i 18 e i 21 anni, chiamata “occupati o rimborsati”: se entro 3 anni dalla laurea lo studente non ha ottenuto un impiego, l’università gli rimborserà tutti i soldi spesi durante il percorso di studi.

Tante sono le differenze tra l’università online e quella tradizionale. Come fare a scegliere? Di seguito, 5 “pro” e 5 “contro” per fare chiarezza sull’argomento.

1) Lezioni online 

Tutti coloro che hanno frequentato almeno un corso di laurea presso la propria facoltà sanno quanto sia complicato trovare un posto a sedere da cui avere una corretta visuale, tenere alta l’attenzione senza rischiare di addormentarsi o farsi distrarre dai propri compagni, piuttosto che evitare accuratamente di perdere anche una sola virgola nella stesura degli appunti. Accedere ad un’università telematica significa avere a disposizione lezioni online, consultabili quando e quante volte si vuole. La sbobinatura non è mai stata così semplice.

2) Abbattimento costi di trasporto

Il problema degli studenti fuori sede si risolve facilmente accedendo dalla propria cameretta ad ogni lezione si voglia seguire. I costi, in termini di tempo e danaro, dovuti agli spostamenti necessari per raggiungere la sede sono ormai un ricordo lontano.

3) Materiale didattico online

Oltre a poter seguire le lezioni, riguardarle quante volte si vuole, molto del materiale didattico viene reso disponibile sulla piattaforma, per permettere a tutti di accedervi con facilità. Il che mette la parola “fine” alla barbara pratica della vendita degli appunti.

4) Persone con disabilità

Non sempre le strutture universitarie, anche se obbligate per legge, riescono a tenere in perfetto funzionamento gli strumenti atti allo spostamento interno all’ateneo di persone affette da disabilità. Non sempre, tra l’altro, sussiste materialmente la possibilità di spostamento per alcuni tipi di disturbi. L’online risolve senza ombra di dubbio questo gravissimo problema di accessibilità.

5) Maggiore confidenza con il mezzo

Le lezioni prodotte in aula spesso faticano ad entrare a pieno titolo nell’ottica della conoscenza 3.0 cui i giovani d’oggi sono inclini. I metodi di apprendimento sono cambiati e i libri di testo si sforzano di stare al passo con le nuove economie del pensiero operate dai cervelli degli under 30. I pensieri sono linkabili, così come le informazioni reperite sul web, pane quotidiano delle nuove generazioni. Trasmettere contenuti didattici in forma diversa è un tentativo più che utile per creare nuovi metodi di comunicazione tra mondi esperienziali ancora troppo distanti tra loro.

È giunto dunque il momento di valutare i “contro” delle università telematiche, che avevamo promesso di sviluppare in cinque punti. Dopo aver valutato attentamente la questione però, possiamo con certezza definire in un solo concetto la perfetta sintesi dei punti 1,2,3,4,5 che non elencheremo: la perdita del contatto umano.

Prima ancora che conseguire una laurea, l’ateneo è da interpretare come una pubblica piazza in cui conoscenze e competenze si sommano per dar vita ad un capitale umano fatto di persone linkabili. Il tessuto di relazioni umane, di vite che vanno ad intersecarsi o collidere, non potrà mai essere sostituito da un contenuto caricato sul web.

Pro e contro elencati, a voi la scelta.

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