mercoledì 25 gennaio 2017

Al via il Patto per la Città Metropolitana di Napoli

di Antonio Cimminiello

Il funzionamento e l’esistenza stessa di una realtà cittadina non può che dipendere dalla corretta gestione di una serie di ambiti, che vanno dalla valorizzazione della cultura alla difesa dell’ambiente, passando per la tutela del territorio e l’accrescimento dell’efficienza delle istituzioni. E a priori, tutto ciò meglio può garantirsi attraverso una preventiva specificazione delle finalità da raggiungere- che ovviamente cambiano da un contesto all’altro- cui corrispondere adeguatamente le risorse necessarie, senza ripetere le passate e deleterie “distribuzioni a pioggia” di danaro pubblico.

E’ proprio questo lo spirito che ha animato i “Patti” stipulati nei mesi scorsi tra Governo centrale ed enti regionali e comunali, ed ovviamente il “Patto per la Città Metropolitana di Napoli”, sottoscritto nell’Ottobre 2016. Unico pericolo? Fermarsi alle sole dichiarazioni d’intenti, come per la città partenopea è più volte accaduto in passato. Un rischio che sembrava stagliarsi sempre più nitidamente all’orizzonte anche a causa di alcune divisioni di carattere politico. Per ora però tali dubbi sembrano essere scomparsi: solo pochi giorni fa, infatti, c’è stato un incontro tra il nuovo Ministro della Coesione Territoriale Claudio De Vincenti ed il sindaco di Napoli Luigi de Magistris

L’incontro ha evidenziato la comune volontà di anteporre il riscatto di Napoli rispetto a qualunque dissidio, attraverso una fase di “sempre più efficiente cooperazione istituzionale”, come ha sottolineato il sindaco partenopeo. Un’intenzione del genere è addirittura centrale affinchè si eviti di considerare il “Patto per Napoli” lettera morta. In gioco, infatti, c’è in primo luogo una complessiva opera di restyling, attraverso interventi quali la riqualificazione degli edifici storici cittadini nonché il completamento dei lavori che interessano la Linea 1 della Metropolitana, giusto per citarne alcuni tra i più significativi. 

Uno stallo politico avrebbe infatti pregiudicato il rispetto dei tempi concordati; in questo modo invece sarà possibile dare inizio alle gare, dopo la cui aggiudicazione esordiranno i lavori veri e propri, per un costo complessivo di circa 308 milioni di euro. Un programma quindi ambizioso ma indispensabile, in una realtà che ne ha bisogno. La Città metropolitana tra l’altro ha già pagato lo scotto dovuto proprio al mancato raggiungimento di una convergenza politica, visto che la mancata ratifica delle variazioni urgenti di bilancio sul finire del 2016 aveva messo letteralmente a repentaglio una serie di progetti altrettanto importanti, per lo più finalizzati alla manutenzione e salvaguardia di istituti scolastici.

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