mercoledì 25 gennaio 2017

Allarme meningite: troppa disinformazione

di Luigi Rinaldi

E’ vero, al peggio non c’e mai fine. Non bastavano le continue inefficienze del nostro sistema sanitario a mortificare e vanificare le aspettative di assistenza di milioni di italiani. Da un po’ di tempo ci si diverte anche a confondere le idee alla popolazione, come dimostrano la scellerata campagna contro i vaccini ed il conseguente allarme meningite. Ma si sa, i poteri forti non si creano scrupoli a giocare con la salute dei cittadini per il conseguimento dei propri scopi. Nel lontano 2007, Beppe Grillo lanciò il primo anatema contro i vaccini in occasione del Vaffaday bolognese. 

A distanza di circa sei anni, i seguaci del Movimento Cinque Stelle hanno presentato una proposta di legge ipotizzando collegamenti tra le vaccinazioni e malattie specifiche quali leucemia, intossicazioni, infiammazioni, immunodepressioni, mutazioni genetiche trasmissibili, malattie tumorali, autismo e allergie. Solo qualche mese fa i consiglieri pentastellati emiliano-romagnoli hanno addirittura votato contro l’obbligo di vaccinazione per i bambini iscritti agli asili. Una presa di posizione tanto netta, supportata dall’approvazione di tantissimi italiani, non poteva non innescare da parte del Governo e delle lobbies farmaceutiche un’altrettanto scellerata campagna di controinformazione. In questo caso si è puntato su un fantomatico allarme meningite da meningococco B e C, con conseguente delirante corsa alla vaccinazione, a dimostrazione del fatto come la scarsità o l’eccesso di informazione possano provocare risposte esagerate. Un dato è certo, al momento non esiste alcuna epidemia e lo dimostrano i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, i quali evidenziano che nel 2016 sono stati contati 191 casi di meningite da meningococco, ossia 4 in meno dell’anno precedente e 27 in più del 2014. In particolare, i casi di meningite da meningococco C, il più pericoloso, sono stati 67 l’anno scorso, 63 nel 2015 e 36 nel 2014. Ne consegue che il rischio di contagio è estremamente basso. 

L’incidenza è sicuramente maggiore nella fascia 0 - 4 anni d’età, resta alta fino ai 24 anni e progressivamente decresce. I medici consigliano la vaccinazione solo a chi per motivi di lavoro entra in contatto con soggetti portatori del batterio e per alcune fasce di popolazione particolarmente a rischio. Anche nella nostra Regione, come nel resto d’Italia, giornali e televisioni seguono da vicino ogni caso di meningite appena individuato, omettendo però di riferire qual è l’esito finale a meno che si tratti di una morte. 

Confondere in questo modo le idee della popolazione è da irresponsabili, soprattutto nell’attuale epoca dei social network, con un effetto domino dai risvolti incalcolabili. Anche perché non è giusto, in alcun modo, strumentalizzare l’utilizzo dei vaccini, i quali hanno salvato la vita di milioni di esseri umani nel corso della storia. La controprova viene dall'Inghilterra, dove sull'onda emotiva di alcune discutibili ricerche è stato abolito l'obbligo di vaccinazione contro il morbillo - che l'OMS classifica come la quarta causa di mortalità infantile - e dove si è verificata una vera e propria ondata epidemica di morbillo, con conseguenze anche letali, perché il morbillo può uccidere oltre che lasciare gravi lesioni. 

Le vaccinazioni rappresentano una eccezionale scoperta che ha cambiato il volto della storia della medicina e, proprio per questo motivo, il ricorso a questo eccezionale strumento di prevenzione deve avvenire in modo razionale, sotto le direttive del mondo scientifico e delle organizzazioni sanitarie.


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