mercoledì 25 gennaio 2017

Aumentano gli abbonamenti AV Napoli-Roma. De Magistris difende i pendolari

di Massimiliano Pennone

Dal mese di febbraio gli abbonamenti per i pendolari alta velocità (cioè che utilizzano quotidianamente i Frecciarossa della flotta di Trenitalia) subiranno un ammortamento del 35%. Trenitalia, dopo i proclami dei mesi precedenti e le polemiche a distanza con le community di pendolari e con il senatore del PD, Esposito, ha deciso di suddividere gli abbonamenti delle tratte AV in 4 fasce diverse: per i viaggiatori che utilizzano i treni 5 o 7 giorni su 7 e per quelli che utilizzano i treni durante o al di fuori della fascia oraria 9-17.

La notizia si è appresa da alcuni quotidiani il 17 gennaio, lasciando dunque ai pendolari pochissimi giorni per organizzarsi per il mese successivo. Trenitalia, infatti, dopo la polemica si era limitata soltanto a rivedere il sistema delle prenotazioni, non accennando ad alcun rincaro per gli abbonamenti. Una vera e propria “mazzata” per i migliaia di lavoratori e studenti che ogni giorno affollano i treni soprattutto nelle tratte Milano-Torino e Napoli-Roma e che non possono fare a meno di rivolgersi a Trenitalia, visto che Italo ha già da diversi mesi sostituito gli abbonamenti con i più costosi carnet viaggi.

Oltre al danno, poi, anche la beffa: secondo alcuni pendolari che si sono sfogati su Twitter, istituire una fascia economica fra le 9 e le 17 è stato fatto apposta per impedire ai lavoratori di usufruirne, dal momento che è incompatibile con qualsiasi orario full-time. Questo costringerebbe a centinaia di impiegati, insegnanti e studenti ad acquistare da febbraio una fra le fasce di abbonamento da 427 o 481 euro, a fronte dei 356 della tariffa soppressa in vigore fino a gennaio.

Sul caso si è pronunciato anche il sindaco di Napoli Luigi de Magistris: “Riteniamo questa decisione molto grave. Un aumento spropositato degli abbonamenti costringerà migliaia di lavoratori che risiedono a Napoli e in Comuni dell'area metropolitana e che lavorano a Roma ad abbandonare i loro comuni per risiedere definitivamente nella Capitale con conseguenze pesanti per l’economia della nostra area metropolitana”.

E’ assurdo che si chieda a migliaia di persone di rinunciare a metà dello stipendio per poter raggiungere il posto di lavoro, soprattutto in un periodo come quello che stiamo vivendo in cui trovare un lavoro è particolarmente difficile”, ha aggiunto il presidente del gruppo consiliare Campania libera, Psi e Verdi, Francesco Emilio Borrelli, che chiede a Governo e Regione di trovare i fondi necessari anche a costo di introdurre una detrazione sull’Irpef dei viaggiatori.

E infatti, la decisione di Trenitalia rischia di costringere centinaia di pendolari che non possono permettersi l’abbonamento a trasferirsi a Roma, o addirittura a rinunciare al lavoro fuori regione, considerati gli alti costi degli affitti nella Capitale. Un danno economico enorme per la Campania e la città di Napoli, che da tempo chiedono il riconoscimento della “continuità territoriale” per i pendolari che lavorano negli uffici romani ma che vivono e, soprattutto, spendono in regione.

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