martedì 24 gennaio 2017

De Magistris e Saviano, una polemica inutile e dannosa

di Gian Marco Sbordone

Il terribile episodio capitato a Napoli, nella zona così detta “della Maddalena”, agli inizi dell’ anno, che ha visto una bambina ferita da un colpo di pistola, per fortuna in modo non grave, durante un raid punitivo contro ambulanti extracomunitari della zona, ad opera di esponenti di un clan criminale, ha riproposto violentemente il problema della sicurezza nel capoluogo campano. 


Sono state quindi lanciate le solite grida d’ allarme e riproposte le solite tematiche, i soliti slogan, le solite ricette, quasi sempre di un imbarazzante superficialità, per risolvere la situazione. E sono scoppiate le solite polemiche. Tra queste ha tenuto banco, sui media e su tutti i giornali, quella tra il Sindaco Luigi de Magistris e lo scrittore Roberto Saviano. Il primo accusa il secondo di fomentare le paure, lucrando su di esse, avendo sulle stesse costruito il suo personaggio.

Luigi de Magistris
Saviano è accusato di non conoscere minimamente la realtà napoletana vivendo lontano da essa, di non aver colto i segnali di radicale cambiamento che ci sarebbero stati. Lo scrittore reagisce male, affermando che il primo cittadino sarebbe fuori dalla realtà, che la rivoluzione di cui parla sarebbe solo nella sua testa e che, in definitiva, i problemi a Napoli sarebbero gli stessi di sempre e che anzi, per quanto riguarda la sicurezza ed il degrado cittadino, sarebbero addirittura peggiorati.

Subito si è assistito quindi alla costituzione dei “partiti” : quello a favore di De Magistris contro quello a favore di Saviano. Chi ha ragione? Chi ha torto? Sembra evidente che nessuno dei due abbia ragione e che invece abbiano torto entrambi.

Il Sindaco, ha puntualizzato che si insiste con la rappresentazione di una realtà che effettivamente non trova riscontro poiché, la violenza ed il degrado ad ogni livello che si percepisce e si subisce a Napoli è sempre uguale. Quello che risulta grave, però, è che le condizioni che tale violenza e tale degrado determinano sono rimaste intatte. E ci riferiamo al deficit di cultura e di investimenti nel sociale, ma anche alle condizioni economiche e alla disoccupazione che si registrano a Napoli. Ovviamente, attribuire le responsabilità di questo quadro a tinte fosche al Sindaco sarebbe assurdo. E tuttavia non farsene carico nemmeno in parte, ignorandone addirittura l’ esistenza, è francamente intollerabile.

Roberto Saviano
Ha indubbiamente torto anche Saviano, perché questo continuo insistere sui mali di Napoli, sulla violenza, sull’aggressività dei clan anche rispetto al tessuto sociale e morale della città, se è legittimato dal fatto che, come detto, rispecchia purtroppo la realtà, dall’altro non appare più accettabile senza che siano prospettate delle ipotesi, delle idee, delle strategie per uscire dal tunnel. Non si può certamente accusare Saviano per il fatto di raccontarci la realtà. Appare tuttavia legittimo porre in evidenza come il suo atteggiamento “senza speranza”, non aiuti. E’ che da un intellettuale acuto e preparato come lui ci aspettiamo altrettanto legittimamente qualcosa di più che continuare ad indicare la malattia senza indicare anche qualche possibile terapia.

Egli è molto e giustamente seguito, il suo impegno per un possibile riscatto potrebbe rivelarsi di una qualche efficacia, almeno sulla strada di un possibile risveglio della coscienza civica della città e di un maggiore coinvolgimento della sua classe dirigente, a cui si richiede da tempo un cambio di passo. Quello di cui comunque non abbiamo sicuramente bisogno, è che i due personaggi, entrambi importanti per la città, si azzuffino tra loro creando disorientamento e sconcerto. Sembra questo, peraltro, il modo migliore per continuare a fare apparire, rispetto agli stessi napoletani e all’ intero Paese, l’immagine di una città allo sbando, in cui coloro dai quali ci si aspettano parole e azioni concludenti e positive, sono coinvolti solo da un vis polemica fine a se stessa, senza speranza.           


                                                                            

Nessun commento:

Posta un commento