mercoledì 25 gennaio 2017

EAV: La riorganizzazione dopo l’evitato fallimento

di Marcello de Angelis

L'Ente Autonomo Volturno (o più semplicemente Eav), è una storica azienda campana istituita nel 1904. Il suo scopo originariamente era quello di gestire il settore della produzione dell'energia idroelettrica utilizzando la forza idraulica del fiume Volturno. Col passare degli anni le sue attività si sono ampliate fino ad abbracciare la progettazione e gestione di sistemi di trasporto pubblico della Regione Campania.

Nel 1931 assunse la gestione della società autofilotranviaria di Napoli, che a sua volta aveva da poco integrato quella delle tranvie di Capodimonte, e acquistò la ferrovia Cumana progettando la costruzione della ferrovia Circumflegrea. Con una legge regionale del 2001 l'ente controllato dalla Regione Campania divenne una holding del trasporto regionale e dal 2005 un soggetto atto al coordinamento gestionale, economico e finanziario dell'esercizio di trasporto e degli investimenti.

Nel 2008, con una operazione di scissione societaria, venne costituita la Eav Bus Srl, finalizzata ad una gestione unica degli autoservizi prima in capo ad altre società. Ma tale operazione culminò con il suo fallimento nel novembre 2012. Nel 2013 la Regione Campania ha affidato direttamente ad Eav l'esercizio delle autolinee precedentemente gestite da Eav Bus che, quindi, si trova così a svolgere compiti sia di impresa ferroviaria che di gestore dell'infrastruttura per le ferrovie acquisite in seguito alla fusione di Circumvesuviana, Sepsa e Metrocampania Nordest. Una fusione scellerata che ha dato vita ad una società nata finanziariamente fallita che è sopravvissuta solo per effetto di una legge nazionale del 2013, che impediva ai creditori di agire sul patrimonio di Eav sino alla fine del 2016.

Nella tragica realtà giornaliera il trasporto su rotaia di questi ultimi anni appare più che mai abbandonato a se stesso, tra scioperi selvaggi dei lavoratori non pagati, investimenti programmati e mai effettuati, convogli che, sprezzanti del pericolo che rappresentano, continuano a viaggiare da oltre 30 anni e da 20 non arrivano nuovi treni per la cumana. In circumvesuviana sono arrivati 26 nuovi treni nel triennio 2012-14 ma in gran parte non funzionano o funzionano male e quelli che ancora circolano della circumflegrea spesso vanno in fiamme o deragliano.

Proprio l’amministratore delegato, illustrando la situazione dell’ente, l’ha definito in stato di pre-fallimento, infatti l’azienda appare ormai attanagliata da diversi debiti e in ritardo su numerose consegne tra cui i 25 treni che dovrebbero essere in circolazione da marzo 2017. Nonostante si cerchi di prendere tempo dichiarando che entro marzo 2018 il venticinquesimo treno sarà funzionante e che porterà a termine tutti gli altri interventi entro il 2019, la società continua a perdere milioni di euro e soprattutto è gravata da una quantità di debiti impressionante, originata principalmente da investimenti sbagliati e dai crediti verso la stessa Regione non riconosciuti e non iscritti al bilancio.

A complicare la situazione finanziaria sono i tagli del Governo a danno dei trasporti. Ben 32 milioni di euro sono stati tolti alla Regione lasciando il trasporto in Campania ad uno stato primordiale. Arrivati a quel punto c’erano solo due possibilità: salvare l'Eav, oppure portare il primo di gennaio i libri contabili in tribunale e decretarne il fallimento. Fortunatamente, in una storica giornata in Consiglio Regionale della Campania, è stato deciso di dare respiro all'azienda, a tremila lavoratori e alle imprese fornitrici, approvando il piano di salvataggio. Fatto straordinario e per nulla scontato che ora può davvero permettere una svolta evolutiva in un clima di ritrovata serenità. In pratica è stato dato il via libera al riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio della Regione Campania nei confronti dell’Eav: sono circa 600 milioni di euro, risorse derivanti dal decreto fiscale del governo Renzi per il salvataggio della holding del trasporto pubblico in Campania. Il testo è approvato con 25 voti favorevoli (38 i presenti in aula), con il voto contrario del centrodestra e l’astensione dei Cinque Stelle. 

Al finanziamento di tale debito, riguardante esercizi pregressi per l’attività di gestione ed investimenti svolte dall’azienda sulla rete ferroviaria, si provvederà mediante l’utilizzo delle risorse del contributo statale straordinario di cui all’art. 11 del Decreto legislativo n. 193/2016 convertito in legge n. 126/2016 e che avrebbe dovuto concludersi entro il termine perentorio del 31 dicembre 2016, da qui la succitata scadenza del primo gennaio 2017. Decreto nato ad iniziativa del Presidente della Giunta Regionale Vincenzo De Luca e che consente di definire, in via risolutiva, le problematiche ad oggi esistenti tra Ente/Socio unico ed Eav/Società. 

Non esisteva una alternativa B. Alle spalle abbiamo 5 anni di chiacchiere che hanno portato l’azienda nelle condizioni in cui si trova”, così il Governatore De Luca “è stata fatta fallire l’Eavbus, per il mancato versamento di 1,5 milioni, una responsabilità enorme che ha lasciato lavoratori senza Tfr e siamo stati noi a trovare le risorse per le loro liquidazioni. Quando diciamo che l’alternativa era il fallimento non era un fatto teorico. Nel 2017 l’Eav si presenterà con il bilancio in equilibrio e garantisco che con quello che stiamo facendo, tornerà la prima azienda d’Italia”. 

Quindi, a quanto pare, l’Eav non avrà più crediti da vantare nei confronti della Regione e dato che non si dovrà pagare il pregresso, si potrà davvero avviare un piano serio di ristrutturazione e sviluppo e rilancio del settore. Alla Regione va un contributo straordinario per ripianare il debito verso l’Eav: il trasferimento avverrà su richiesta della Regione Campania, in relazione ai debiti effettivamente riconosciuti. Si stabilisce poi che l’Eav provveda a predisporre un piano per la definizione delle partite debitorie da attuare entro tre anni. “In Commissione bilancio abbiamo approvato il risanamento dei conti dell'Eav avendo come unico obiettivo procedere agli investimenti per migliorare il trasporto pubblico", ad annunciarlo è il presidente Francesco Emilio Borrelli del gruppo consiliare Campania Libera, Psi e Davvero Verdi "il tutto nell’interesse dei cittadini campani e dei turisti che vengono nella nostra regione e usano Circumvesuviana, Cumana, Circumflegrea e tutti gli altri mezzi pubblici gestiti dall'Eav che attualmente si trovano in una situazione indegna di un Paese civile".

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