mercoledì 25 gennaio 2017

Malati a terra all’Ospedale di Nola: quale tutela per la salute?

di Antonio Cimminiello

Sbigottimento e scoraggiamento. Sono questi alcuni degli stati d’animo che sicuramente ha ingenerato la diffusione nei giorni scorsi di immagini che ritraevano degenti praticamente distesi sul pavimento all’Ospedale Santa Maria della Pietà di Nola. Si è trattato della conseguenza di un elevatissimo afflusso di pazienti che si è verificato in una sola notte- si arriverà ad un numero superiore a 260- ma in realtà è soltanto la goccia che ha fatto traboccare il vaso, in ordine ad un nosocomio praticamente in una situazione di emergenza continua. 

Perplessità sorgono considerando già le caratteristiche strutturali di tale ospedale: basti pensare alla presenza, fin dal 1970, di 107 posti letto, quando il bacino territoriale di riferimento è di ben 700.000 abitanti. A queste precarietà “storiche” si aggiungono condizioni di emergenza che purtroppo sono cronaca recente nel più ampio contesto della Campania: risorse insufficienti, materiale obsoleto, assenza di incremento e turn-over per il personale. Da qui, lo sconvolgente episodio, aggravato anche dalla morte di due ricoverati. La direzione dell’ospedale ha comunque opposto le sue ragioni, ricordando di aver già richiesto da tempo ed invano un rinnovamento strutturale (ad esempio la richiesta di nuove barelle) e di aver preferito comunque assicurare assistenza seppur in condizioni indecenti. 

La vicenda di Nola dà nuovamente luce alla situazione inaccettabile della sanità in Campania. Sono più di 7 anni che l’ente attualmente presieduto da Vincenzo De Luca è interessato da un piano di rientro da deficit economico, che ha in parte inciso sul mancato intervento su infrastrutture ed organizzazione sanitaria nel complesso. Il risultato di una situazione del genere è stato evidenziato impietosamente dalla valutazione compiuta di recente dai Ministeri dell’economia e della Salute: la Campania occupa allo stato l’ultimo posto in tema di LEA (livelli essenziali di assistenza), il che significa standards di cura al di sotto della sufficienza. L’ente regionale ha provveduto immediatamente ad adottare provvedimenti di sospensione temporanea a danno della direzione dell’Ospedale nolano (in un primo momento si era paventata subito la scelta di licenziare gli interessati);ma molto probabilmente scelte pur drastiche come quelle adottate non saranno in grado da sole e nell’ immediato di cancellare uno scenario, dove quel diritto alla salute che la Costituzione riconosce a tutti rischia di essere sistematicamente violato.

Nessun commento:

Posta un commento