mercoledì 25 gennaio 2017

Neet: la (de)motivazione al lavoro

di Noemi Colicchio

L’87.7% dei giovani campani che hanno svolto un tirocinio nella Pubblica Amministrazione, in seguito a questa esperienza, torna ad essere “Neet”. “Not (engaged) in Education, Employment or Trainin”, questo per esteso l’infausto acronimo che descrive la condizione di inoccupazione delle persone – soprattutto di giovane età – non inserite in un percorso scolastico o formativo, né impegnate in un’attività lavorativa.

L'Assessora Sonia Palmeri
È quanto emerge da un sondaggio condotto dalla Nidil Cgil Campania nel Gennaio 2017, il sindacato per lavoratori atipici regionale, su un campione di 400 individui. I risultati sono più che scoraggianti, soprattutto tenendo conto di quanto le aspettative circa il livello di occupazione giovanile si siano alzate grazie al progetto Garanzia Giovani. Il contenzioso tra il sindacato e l’Assessore regionale al lavoro Sonia Palmeri ha avuto origine in concomitanza con l’approvazione del piano europeo, ormai mesi fa. 

Andrea Pastore, responsabile politiche giovanili Cgil Campania e Angelo Savio, segretario regionale Nidil, consci dell’impossibilità delle P.A. di dare un impiego fisso ai tirocinanti se non per via concorsuale, continuano a battersi affinché queste ore di stage vengano quanto meno riconosciute in un attestato utile per il punteggio al candidato. Non solo, tra le richieste avanzate anche l’istituzione di un tavolo tecnico permanente a livello regionale utile a risolvere criticità d’ogni genere. Nulla da fare. Anzi, ancora oggi il 40% degli stagisti sembra essere in attesa di incassare il pagamento per le ore di lavoro svolte e la stessa quota, ad oggi, è indice della percentuale di disoccupati in Italia, la peggiore da Giugno 2015. Di fronte alle ultime dichiarazioni dell’Assessore circa gli impieghi totali ottenuti in Regione grazie a Garanzia Giovani nell’ultimo anno, per un totale di 6.740 assunzioni, Pastore risponde così: “Onestamente, se questi dati di cui parla la Palmeri possono essere considerati sufficienti dovremmo chiederlo ai tantissimi ragazzi che sono tornati ad essere sfiduciati e, appunto, Neet”.

La sfiducia non è un effetto collaterale da sottovalutare. In Campania, infatti, i giovani che hanno aderito al progetto Garanzia Giovani sono 100 mila su circa 220 mila. Un dato importante che rispecchia lo spaccato della generazione moderna impossibilitata a creare un futuro autonomo e che arranca grazie al sostegno delle proprie famiglie. Una generazione che però non smette di cercare una motivazione per continuare a credere in progetti professionali e percorsi di formazione, in grado di metterli in linea con le figure professionali richieste dalle aziende. L’aspetto peggiore della questione è stato in effetti sollevato, con perspicacia e sensibilità, dallo stesso Nidil nella voce di Savio: “Se, poniamo, un 23enne svolge sei mesi in un ufficio comunale e poi arrivederci e grazie, in primis si sente frustrato e poi, in mancanza pure di quei pochi soldi che gli spettano per il tirocinio, scatta in lui l’urgenza di trasferirsi altrove per trovare un impiego. Altro che ‘aiutiamo i giovani a restare nella loro città”. 

Non riconoscere ad un individuo il valore equivalente al lavoro da lui svolto è la migliore motivazione che gli si possa dare per non cercarne un altro. Se si continua di questo passo, la categoria “Neet” straborderà e avremo bisogno di altri neologismi per dar nome alle moderne anime viventi nel limbo del precariato. Ad ognuna, una (de)motivazione diversa.

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