venerdì 24 febbraio 2017

Napoli saluta l'avv. Gerardo Marotta, una vita spesa per la cultura

di Antonio Ianuale 

Napoli piange l’avvocato e filosofo Gerardo Marotta, scomparso il 25 gennaio, stroncato da un edema polmonare, nella clinica Hermitage di Napoli, dove era stato ricoverato qualche giorno prima. Marotta ha dato un contributo eccezionale alla rinascita culturale della città di Napoli, con la fondazione l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici nel 1975, che ha curato fino alla sua morte. 

Laureatosi in giurisprudenza, Marotta si interessò anche alla filosofia e alla storia, dimostrando uno spiccato senso critico. Formatosi nel club hegeliano, Marotta aveva portato all’Istituto personalità quali Dulbecco, Derrida, Garin, Popper, Habermas. Era una grande ammiratore di Benedetto Croce ed era solito citare le sue opere. Con la figlia del filosofo napoletano, Elena Croce, aveva fondato e finanziato l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici. 

Divoratore e collezionista di testi, accumulò circa 300mila volumi che costituiscono ad oggi la sua eredità non solo a Napoli, ma all’Italia intera. Cultura come formazione, soprattutto dei giovani, era il pallino di Marotta, che prima di creare filosofi, voleva plasmare cittadini consapevoli

La sua idea di Europa era legata ai valori da condividere, come la solidarietà, con sempre in primo piano la divulgazione culturale come collante tra gli uomini: “Senza cultura non si crea solidarietà europea”, è la massima che spiega la sua visione di Europa, in questi momenti difficili dove lo scetticismo europeo sta prendendo sempre più piede. Marotta era convinto che la grande tradizione dell’umanesimo meridionale, da Giordano Bruno a Campanella, fino a Genovesi, Filangieri e Pagano, poteva e doveva orientare le scelte politiche, creando nuove condizioni di solidarietà, in netta contrapposizione al modello prettamente economico che indirizza le scelte europee. 

All’homo oeconomicus Marotta prediligeva l’homo philosophicus. Gli ultimi anni della sua vita sono stati dedicati al suo Istituto che versa in condizioni critiche, per l’indifferenza delle istituzioni locali e nazionali che Marotta fin all’ultimo ha cercato di scuotere: “Lo stato ci ha lasciato in mezzo a una strada”, denunciava con forza da quando vennero meno i finanziamenti statali all’Istituto. 

Il sindaco Luigi de Magistris ha manifestato il suo cordoglio: “A Gerardo mi legavano sentimenti di grande affetto, dai tempi della magistratura, fino agli ultimi giorni. L'ho sentito sempre vicino. Ai familiari l'abbraccio della città che amava. Napoli ricorderà per sempre Gerardo, l'Avvocato Marotta, un uomo esile, ma dalla grande potenza morale. In lui convivevano, in spirito libertario, etica e diritto, filosofia e politica, storia ed economia. Ciao Gerardo, Napoli perde un grandissimo uomo di cultura”. Le più alte cariche politiche hanno ricordato l’impegno e sottolineato il ruolo culturale di Marotta: dal presidente della regione De Luca, al ministro della Cultura Franceschini, fino al presidente della Repubblica, Mattarella. 

La situazione economica dell’Istituto degli Studi Filosofici è drammatica: testi, tra i più importanti della cultura italiana non hanno ancora una sede, ma sono smistati in capannoni abbandonati, nonostante l’impegno profuso da Marotta. Adesso, tutto questo patrimonio culturale deve essere assolutamente preservato e difeso da tutta la cittadinanza. Questo sarà sicuramente il modo migliore per ricordare Marotta, la sua vita e il suo impegno civile.

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