venerdì 24 febbraio 2017

Napoli, Sorbillo: niente pizza a chi indossa pelliccia nel suo locale

di Danilo D'Aponte

Il 2017 è iniziato da poco più di un mese e Gino Sorbillo, noto pizzaiolo napoletano, è ancora sulla bocca di tutti. Il più social degli artisti della pizza napoletana nel mondo, che è sulla ribalta nazionale non solo grazie alla sua catena di ristorazione, ma anche per le apparizioni su importanti programmi televisivi, ha indetto un'importante iniziativa che avrà luogo presso i suoi locali: niente pizza a chi indossa la pelliccia, si dimostra così sempre più attento all'attualità, e rimarca ancora di più il cuore nobile e l'amore per gli animali che nutre i napoletani. Non stupisce che poi sia venuta proprio da lui l'iniziativa, in quanto noto sostenitore di Amnesty International.

L'argomento è già virale, visto che ne ha parlato anche La Radiazza di Gianni Simeoli (su Radio Marte), e soprattutto perché avviene quasi in contemporanea con un'iniziativa simile che si è tenuta anche in un locale di Monza, con un riscontro di pubblico un po' diverso, viste le aspre polemiche di discriminazione che si sono venute a creare.

Così si è espressa la nota radio locale: "Dal pizzaiolo napoletano Gino Sorbillo arriva un segnale di attenzione verso i diritti degli animali che ci auguriamo possa essere seguito anche da altri ristoratori [...] nella pizzerie di Sorbillo, in Via Tribunali, non sarà permesso l’ingresso a chi indossa la pelliccia perché è un capo che dimostra, platealmente, la violenza gratuita con cui vengono trattati gli animali che addirittura vengono uccisi per poter creare abiti non certo indispensabili [...] fortunatamente, la maggiore sensibilità verso i diritti degli animali ha portato a una drastica riduzione dell’uso delle pellicce, ma sono ancora tante le persone che le usano e, quindi, ben vengano iniziative come questa se servono a ridurre ulteriormente la vendita e l’acquisto di capi ormai fuori dal tempo" e ancora "la stragrande maggioranza dei clienti di Sorbillo, quasi tutti praticamente, hanno dimostrato di apprezzare l’iniziativa".

E pensare che nella più eccentrica Londra, già nel 2014, in una delle discoteche più in voga della capitale inglese, si era visto un divieto simile. E parliamo della stessa discoteca frequentata da vip di ogni provenienza, giusto qualche decennio prima avrebbero fatto dello sfoggio del capo di origine animale un vero e proprio vanto. 

Fortunatamente, al problema sono diventate sempre più sensibili anche le più grandi case di moda che stanno iniziando ad offrire sempre più scelta cruelty-free, ma comunque non se ne parla mai abbastanza e c'è comunque sempre il rischio di attirare polemiche o, peggio, fanatismi, che possono generare violenza, che non sono di certo migliori del problema che si cerca di risolvere.


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