mercoledì 29 marzo 2017

Dolce & Gabbana: a Napoli è caccia alle star.

di Danilo D'Aponte

In principio fu Totò colui che riuscì a sdoganare alle masse le immagini del dedalo di viottoli e angoli della nostra bella città, luoghi in cui pure il sole ha difficoltà ad illuminare. Eppure, ci sono voluti quasi 60 anni perché si riaccendesse l'attenzione su questi luoghi carichi di mistero. No, non stiamo parlando di quel tipo di mistero di cui gode ad esempio Torino, ma quel fascino folkloristico che, forse, tra le grandi città italiane solo Napoli gode.

E non è un caso che, parlando di fascino, di bellezza, ci volesse la sensibilità artistica di due stilisti, Dolce & Gabbana, perché queste luci della ribalta avvenissero non solo sul panorama nazionale, ma mondiale.

Non è passato neanche un anno da quando in città si alternarono pareri entusiastici e critiche aspre per il "sequestro" che i noti stilisti effettuarono sul centro storico, praticamente blindato per la presenza in città di tantissimi modelli e modelli che erano in città per girare l'allora ultima campagna pubblicitaria della nota casa di moda italiana. Eventi che culminarono con una cerimonia ufficiale a cui parteciparono anche le autorità ufficiali e videro un commosso discorso tenuto da Sofia Loren, eppure i registi si sono ripetuti, e forse superati.

Ebbene, sono riusciti a portare in città Kit Harington, attore principale della nota serie televisiva fantasy Game of Thrones, sempre più popolare sul web tra i giovanissimi e meno giovani. Questa volta, di pari passo al centro storico, si è quasi paralizzato anche la rete, nella quale si è scatenata una vera e propria "caccia al divo" fatta di selfie, scatti rubati, foto di scena ufficiali e ufficiose che hanno fatto da contorno al poco tempo che la star ha trascorso nel capoluogo campano. 

Tra un coro intonato e l'altro (dalle adoranti fan accampatesi sotto al suo hotel), e un tour culinario che ha un po' i caratteri del Tour de force, altalenandosi tra babà o l'immancabile pizza margherita, la popolarità della nostra città ne esce ancora una volta accresciuta. E, se si metterà il giusto accento, anche la nostra proverbiale accoglienza ne uscirà più popolare che mai.

Alla faccia di tutti i malumori provocati, per esempio, quando qualche politico poco gradito decide di scendere a latitudini per lui, forse, non solo fisicamente sconosciute. Ma non è forse questa la bellezza dell'arte? Bene o male che se ne parli, accende in tutti noi sentimenti forti, come forse nessuna altra espressione dell'essere umano. Perché abbiamo tutti la nostra star preferita, che sia essa un attore, musicista o pittore, ma quando si presentano "a casa nostra" (con concerti, mostre o tour promozionali per pellicole, o in questo caso per pubblicità) non possiamo che esserne orgogliosi. Ci piacciano tantissimo o un po' meno.

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