mercoledì 29 marzo 2017

Matilde Serao: la prima donna giornalista di Napoli

di Antonio Ianuale

Matilde Serao
Ritratto di donna moderna, attenta ai fenomeni sociali, appassionata osservatrice del suo tempo, capace di attirare l’attenzione e la stima di letterati come Benedetto Croce e Gabriele D’Annunzio: questa è stata Matilde Serao. Nata a Patrasso, da padre napoletano, sfuggito alle persecuzioni borboniche, e da madre greca, si trasferì a Napoli all’età di quattro anni nel 1860 quando la caduta dei Borboni era imminente. A Napoli completa i suoi studi conseguendo il diploma di maestra e si avvicina alla scrittura e in particolar modo al giornalismo. L’esordio come scrittrice avviene nel Giornale di Napoli, dapprima con articoli d’appendice, poi con novelle in cui si firmava con lo pseudonimo di Tuffolina

A ventisei anni decide di trasferirsi a Roma per continuare la sua formazione da giornalista: nella capitale conoscerà lo scrittore verista Giovanni Verga e il giornalista Eduardo Scarfoglio che sposerà nel 1885. Al matrimonio sarà ospite anche il letterato D’Annunzio, che ne scriverà una cronaca per il quotidiano “La Tribuna”. A Roma Serao inizia a scrivere di tutto e a collaborare con diverse testate tra cui il “Corriere del Mattino” e “Capitan Fracassa”

Nel 1883 esce il suo romanzo “Fantasia” che le conferisce notorietà a livello nazionale. Giungono anche le prime critiche per la scrittura frammentata e per i suoi studi. Tra i critici più severi figura anche Scarfoglio che non le risparmia critiche molto dure. Il rapporto con Scarfoglio evolverà in seguito nel matrimonio e culminerà con la fondazione di un nuovo giornale, Il Corriere di Roma

Matilde torna a Napoli quando l’imprenditore toscano Matteo Schilizzi, proprietario del Corriere del Mattino, decide di affidare ai due coniugi la direzione del Corriere di Napoli, nato nel 1888 dalla fusione del giornale romano e di quello napoletano. Nell’occasione Serao è molto apprezzata per la rubrica “Api, Mosconi e Vespe” dedicata alla cronaca mondana. In seguito a un litigio con Schilizzi, Serao e Scarfoglio lasceranno la direzione del giornale per lanciarsi in un nuovo progetto: nel 1892, fondano Il Mattino

Nello stesso anno si incrina il rapporto con il marito, colpevole di concedersi avventure con altre donne: dalla liaison con la cantante Gabrielle Bessard nacque una bambina: la giovane donna si suicidò proprio a casa dei coniugi Serao lasciando loro la bambina, cresciuta dalla stessa Serao. Nel 1990 Serao e il marito vengono colpiti da accuse di corruzione nell’inchiesta su Napoli condotta dal senatore Giuseppe Saredo. 

Estromessa da Il Mattino, Serao decise di ricominciare e fondare un nuovo quotidiano Il Giorno, più pacato e meno polemico rispetto al Mattino. Negli ultimi anni di attività continuò a pubblicare, non è un caso che la morte la colse mentre era intenta a scrivere. Il suo testo più conosciuto è certamente "Il Ventre di Napoli" dove sviluppa una vera e propria inchiesta sulle condizioni di vita del popolo napoletano. Non è descritta la Napoli solare e gioiosa come da stereotipi, ma la Napoli più oscura, più difficile da cogliere e forse più scomoda. 

Il titolo riprende una battuta del presidente del Consiglio dei Ministri De Pretis giunto a Napoli nel 1884 per valutare la richiesta del sindaco Nicola Amore della Legge Speciale per Napoli. Da questa affermazione “bisogna sventrare Napoli” si sviluppa un ritratto forte e realistico delle classi più umili della città, dove la disperazione induce alla malattia del gioco del lotto

Altro male endemico è l’usura definita dall’autrice “il vero cancro, di cui muore” Napoli. Il successo del libro portò l’autrice a ripubblicare Il ventre di Napoli, nel 1906, con l’aggiunta di una seconda serie di quattro scritti nel 1903, intitolati Adesso, oltre ad una serie conclusiva scritta nei due anni successivi, L’anima di Napoli. La lettura del Ventre di Napoli è ancora attuale, perché si può riscontrare una denuncia ancora attuale dei mali della città che a distanza di un secolo non trova ancora le adeguate risposte. Altri testi di grande successo sono “Il Paese di Cuccagna”, “La Conquista di Roma” e “Nel Paese di Gesù”.

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