mercoledì 29 marzo 2017

Osservatorio sull'Innovazione Digitale EY: in Campania le imprese più creative

di Massimiliano Pennone

In Italia esiste ancora un enorme problema di digital divide. Intere fasce della popolazione sono escluse dai servizi internet per carenza di competenze o mancanza di connessioni di rete adeguate. Un deficit che riguarda non soltanto cittadini e consumatori, ma anche aziende e piccole e medie imprese.

In Campania la situazione è ancora lontana dagli standard raggiunti da altre regioni italiane, come ha rilevato l’Osservatorio sull’Innovazione Digitale di EY (Ernst & Young)  nel suo report sullo stato di evoluzione della Campania. Nella Regione, infatti, lo sviluppo digitale non è ancora ottimale, sia a livello di imprese che di contesto abilitante. 

Esistono però diverse realtà che si distinguono per il tasso di innovazione, focolari di innovazione sulle quali, secondo l’Osservatorio, sarà importante far leva per accelerarne lo sviluppo. Parliamo di realtà che eccellono nell’uso delle piattaforme online a valore aggiunto (e-commerce) e innovative (cloud), ma anche nella produzione di brevetti e nelle esportazioni. Nel dettaglio, tra i principali punti di forza evidenziati dall’Osservatorio, la Campania mostra al momento uno stadio piuttosto avanzato per quanto riguarda la copertura ultra broadband di rete fissa (ultra fibra) e mobile (rispettivamente 3° e 6° posto in Italia), così come per quanto riguarda il numero di imprese che utilizzano servizi di Cloud Computing (6° posto).

Le imprese campane si dimostrano anche fra le più creative d’Italia, con una percentuale di brevetti registrati nel settore ICT (26%) molto superiore alla media nazionale (9%). La Campania è poi una delle tre regioni che ha visto aumentare il proprio numero di nuove startup innovative durante il 2016. Il tasso di natalità delle imprese nei settori a più alta intensità di conoscenza è infatti al secondo posto.

Purtroppo però se si va ad analizzare i dati delle aziende di tutti i settori, soltanto il 33% dei dipendenti contro il 47% della media italiana utilizza pc in azienda, e soltanto il 1,5% si avvale della consulenza di specialisti ICT. Probabilmente a causa della maggiore concentrazione di piccole aziende di settori a bassa intensità d’uso dell’ICT.

Passando poi al tasso di penetrazione digitale fra i privati, si stima che in Campania il 62% delle famiglie utilizzano i social network, contro una media Italia del 56%. Inoltre, il 29% delle famiglie guarda film in streaming, il 4% in più rispetto alla media italiana (probabilmente incide molto il fatto che le famiglie campane sono fra le più giovani demograficamente).

Tuttavia la Campania è anche la regione con la più alta percentuale di famiglie che non hanno mai utilizzato internet, così come la regione si dimostra ancora molto indietro nello sviluppo di progetti su Smart City, la cui presenza è decisamente inferiore alla media nazionale in diverse aree come mobilità sostenibile e car sharing (presente soltanto nel 20% dei comuni capoluogo rispetto al 36% dell’Italia).

Insomma, c’è ancora molto da fare, soprattutto per quanto riguarda “l’evangelizzazione” delle piccole e medie imprese, per tradizione il vero tessuto economico della regione. Politiche pubbliche che puntino sullo sviluppo e l’internazionalizzazione di queste realtà saranno dunque fondamentali per guidare una crescita strutturale del comparto e della regione.

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