venerdì 28 aprile 2017

Accoglienza migranti: il sistema SPRAR in Italia

di Teresa Uomo


Accoglienza integrata, basata su progetti portati avanti assieme agli enti locali, che prevede anche iniziative di integrazione e avviamento al lavoro. Ma cos’è e come funziona lo SPRAR? La rete di accoglienza SPRAR - Sistema per la Protezione dei Richiedenti Asilo e Rifugiati - è stata istituita ai sensi dell’art. 32 l.n. 189/2002, e in seguito ad un protocollo d’intesa del 2001 stipulato dal Ministero dell’Interno, dall’ANCI e dall’UNHCR, l’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati.


Lo SPRAR si propone due obiettivi principali: 

1. offrire misure di assistenza e di protezione al singolo beneficiario;

2. favorirne il percorso di integrazione attraverso l’acquisizione di una ritrovata autonomia. 

I SERVIZI:

Accoglienza diffusa di 132 richiedenti asilo e rifugiati in Centri di accoglienza, ed appartamenti reperiti sul mercato provato:
  •  60 posti in due strutture di accoglienza per uomini adulti;
  •  19 posti in una struttura di accoglienza destinata a neo-maggiorenni;
  •  27 posti in appartamenti per uomini adulti;
  •  8 posti per uomini adulti in appartamento in semi-autonomia;
  • 12 posti per donne adulte potenziali vittime di tratta in una struttura di accoglienza;
  •  6 posti per donne adulte in appartamento in semi-autonomia.

SERVIZI FINALIZZATI ALL'INTEGRAZIONE
  • insegnamento della lingua italiana (livelli A0-A1-A2);
  • attività di orientamento per la formazione e/o riqualificazione professionale;
  • progetti di tirocinio sostenuti con borse di lavoro;
  • facilitazione dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro presso aziende e agenzie interinali;
  • accompagnamento all’inserimento lavorativo;
  • orientamento e accompagnamento per la ricerca di soluzioni abitative in autonomia.

SERVIZI DI TUTELA
  • attività di informazione, sensibilizzazione e counseling sul diritto d’asilo e sulle procedure di riconoscimento della protezione internazionale;
  • sostegno in tutte le fasi di preparazione dell’audizione in Commissione Territoriale per il riconoscimento della Protezione Internazionale;
  • segretariato sociale a tutti gli accolti in merito ai diritti, alle prestazioni, alle risorse sociali del territorio e alle modalità di accesso ai vari servizi (Rilascio CF, C.I. Tessera Sanitaria, Iscrizione CPIA);
  • interfaccia con Questura, Prefettura, Commissioni ed accompagnamento per la risoluzione di problematiche relative al riconoscimento della protezione internazionale ed al rilascio del permesso di soggiorno;
  • sostegno psico-socio-sanitario, e pratiche per la certificazione medico legale degli esiti di tortura.
Obiettivo dello SPRAR è garantire l’accoglienza, la tutela legale e il sostegno necessario per consolidare l’autonomia socio-economica e l’integrazione nel territorio. Dal 2001, esso ha indubbiamente segnato un momento di svolta nella storia dell’asilo in Italia. Lo SPRAR può contare su una rete strutturale di enti locali che accedono al Fondo nazionale per le politiche e i servizi d’asilo, per realizzare progetti di accoglienza integrata destinati a richiedenti protezione internazionale, rifugiati, titolari di protezione sussidiaria e umanitaria, grazie al sostegno del terzo settore. I progetti territoriali di accoglienza vengono effettuati dagli Enti Locali, e possono essere rivolti a singoli adulti e nuclei familiari, oppure a famiglie monoparentali, donne sole in stato di gravidanza, minori non accompagnati.

Negli ultimi tempi il Sistema ha conosciuto rilevanti ampliamenti, sia per quanto riguarda la capacità dei posti messi a disposizione per l’accoglienza, sia per quanto riguarda i beneficiari accolti. Tali ampliamenti, disposti dal Ministero dell’Interno, sono avvenuti in risposta ad un fenomeno di afflussi consistenti. In diversi anni, si è progressivamente passati dai 1.365 posti disponibili del 2003 ai 20.752 del 2014. Nel 2015 lo SPRAR ha visto il consolidarsi della rete di accoglienza per un totale di 21.613 posti, e nel primo semestre del 2016 la capienza è salita a 27.089 posti.

Negli ultimi due anni, 2015 e 2016, una quota importante degli ampliamenti ha riguardato la categoria dei minori stranieri non-accompagnati, protagonisti di continui arrivi sul territorio italiano, e interessati da recenti modifiche normative tese ad incrementare la loro tutela. 

Il modello SPRAR garantisce un’accoglienza sicura e strutturata dei minori stranieri non-accompagnati anche non richiedenti asilo, così come previsto dal “Piano Nazionale per fronteggiare il flusso straordinario di cittadini extracomunitari, adulti, famiglie e minori stranieri non-accompagnati” (Intesa sancita in Conferenza Unificata il 10 luglio 2014). 



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