venerdì 28 aprile 2017

Il Grande Progetto Pompei per salvare gli Scavi: riaperte due domus e arrivano i fondi europei

di Antonio Ianuale 

Il giardino della casa dei Vettii
Proseguono i lavori di restauro e messa in sicurezza dell’area archeologica di Pompei stabiliti dal Grande Progetto Pompei, il documento con cui il governo ha delineato gli interventi da effettuare nel celebre sito archeologico. Se a dicembre, dopo 12 anni, era stata riaperta la Casa dei Vettii con le celebri raffigurazioni erotiche, a fine marzo è stata riaperta la Regio VII. La Regio, posta al centro di Pompei, è un quartiere importante e comprende il Foro e il primo tratto di via dell’Abbondanza, fino alla Terne Stabiane

Gli interventi di messa in sicurezza hanno permesso la riapertura della Regio che favorirà l’enorme flusso di turisti che intendono raggiungere il Lupanare, uno degli edifici più famosi e visitato dai turisti. Riapre anche la via degli Augustali, sede di una delle pochissime fontane pubbliche di marmo di Pompei. L’attrazione principale della regio VII sono le due domus al suo interno: la casa dell’Orso Ferito e la casa del Sirico

La Casa dell’Orso ferito, che prende il nome dal grande mosaico posto al suo ingresso, raffigurante un orso trafitto da una lancia, è stato costruita intorno al 50 d.c, e resa celebre per la pavimentazione in mosaico e la fontana del giardino decorata con mosaici in pasta vitrea e marmo. Per non deteriorare la preziosa pavimentazione in mosaico, i turisti si muoveranno su una pedana da dove ne potranno ammirare la bellezza. 

Domus di Sirico
La Domus di Sirico è una grande abitazione dell’insula 1, costruita nel primo secolo, unendo due case. Il nome si deve al proprietario, Vedius Siricus, commerciante e noto esponente politico, identificato da un sigillo di bronzo scoperto nella domus. Sirico era solito accogliere i suoi ospiti con la benaugurante iscrizione Salve lucro, ovvero Benvenuto Guadagno. La casa di Sirico era stata danneggiata dal terremoto del 1980, e da allora non era stata più riaperta al pubblico: al suo interno si possono ammirare affreschi perfettamente conservati, rappresentazioni di Eracle, Teti, e la costruzione del muro di Troia. Saranno ricollocati anche 3 calchi realizzati da Giuseppe Fiorelli nel 1863, danneggiati dai bombardamenti del ‘43 e recentemente restaurati. Il Grande Progetto Pompei ha suscitato l’interesse concreto anche dell’Unione Europea, tanto che la Commissione ha finanziato il proseguimento dei lavori di restauro e conservazione del prestigioso sito archeologico. Non è il primo finanziamento dell’UE, che aveva già destinato 105 milioni di euro alla realizzazione del progetto. A febbraio, la responsabile degli affari regionali dell’Unione Europea, Corina Cretu aveva visitato gli Scavi, garantendo il pieno sostegno della Comunità europea e plaudendo al Grande progetto Pompei. Il contributo dell’Europa è fondamentale: infatti dovrebbe consentire la conclusione dei lavori entro il 2018.

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