venerdì 28 aprile 2017

Napoli e le telecamere alla Sanità: si comincia

di Antonio Cimminiello

Il quartiere Sanità a Napoli
Era il Settembre 2015 quando al quartiere Sanità il giovanissimo Genny Cesarano perse la vita, vittima di una “stesa” , manifestazione di forza di un clan locale, fatta di spari a ripetizione e dalla mira impazzita; la colpa di Genny, colpito da un proiettile vagante, fu solo quella di trovarsi nel momento sbagliato al posto sbagliato. Ma può definirsi tale una semplice strada o piazza? Può un intero quartiere essere ostaggio della criminalità? 

A più di un anno di distanza da quel terribile episodio prende il via l’installazione di un sistema di videosorveglianza. Precisamente, si procederà all’installazione di 19 telecamere, il cui compito sarà quello di rappresentare un valido deterrente alla commissione di reati, oltre che fonte di preziosi indizi per la ricostruzione di quelli già commessi. La gara d’appalto è stata aggiudicata, e a tale passo seguirà in tempi brevi il montaggio delle videocamere. Restituire sicurezza alla Sanità è il tassello di un più ampio progetto, teso soprattutto a far riscoprire e “vivere” un quartiere antico, in grado di trasudare storia, leggenda e bellezza, nonché esso stesso simbolo della realtà partenopea, avendo nato i natali all’indimenticato Totò. 

Proprio il lungo tira e molla -tra l’altro non ancora conclusosi- in ordine all’iniziativa di creare un museo in onore del “principe della risata” aveva rappresentato nel tempo un sintomo di una sorta di scarso interesse delle istituzioni nei confronti del quartiere, affiancandosi però alla più grave emergenza della criminalità organizzata, che proprio negli ultimi tempi ha subito una vera e propria escalation. 

Soltanto nel Dicembre 2016 le vetrine della locale e famosa pasticceria “Poppella” - nota in tutto il mondo per le sue specialità, in primis l’ormai celebre “fiocco di neve”- testimonianza della creatività e della voglia di fare in grado di contrastare ogni pregiudizio e difficoltà, furono interessate da un raid -addirittura mattutino -a colpi di pistola. Il tutto in una realtà, l’intera città di Napoli, nella quale- situazione aggiornata al Gennaio 2017- erano ben 124 su 210 le telecamere si installate ma non funzionanti

Senza dimenticare il solito “groviglio” di competenze, che avrebbe potuto costituire per la Sanità e non solo un serio ostacolo (basta solo ricordare che sarà il Ministero dell’Interno ad occuparsi della manutenzione delle videocamere, mentre il Comune di Napoli provvederà ai costi per la loro alimentazione elettrica). Ora qualcosa sembra muoversi, nella speranza di non trovarsi di fronte ad una nuova “incompiuta”: non c’è “cantiere infinito” che tenga, quando in gioco è l’incolumità pubblica.


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