martedì 30 maggio 2017

In Italia, troppi laureati? Non è mica vero! Peggio di noi, solo la Romania

di Teresa Uomo

Si sente spesso dire che cercare un lavoro è difficile perché, ormai, in Italia ci sono troppi laureati?! Beh, sciocchezze! Il motivo dell’elevato tasso di disoccupazione (11,5%), specialmente di quella giovanile (35,2%), non è certo da riscontrare nella notevole concorrenza del “pezzo di carta”. Secondo gli ultimi dati Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione Europea, infatti, l’Italia si colloca al penultimo posto per percentuale di persone laureate. In Italia i giovani con una laurea sono dunque in minoranza e questo, a detta di molti, spiega in parte il forte numero di disoccupati. Anche perchè negli ultimi anni trovare lavoro è diventato sempre più difficile anche per chi ha conseguito una laurea.

“Paese che vai, laureati che trovi”. 

Secondo i dati Eurostat, in Italia, la situazione si presenta ben diversa da quella degli altri paesi. Tra gli Stati membri dell’Unione Europea, è quello con la percentuale più bassa: 26,2% di laureati tra i 30 e i 34 anni

Nel 2016, la percentuale dei laureati tra i 30 e i 34 anni è cresciuta in tutti i paesi membri dell’Unione Europea, arrivando al 39,1%, rispetto al 2002, ma l’Italia è rimasta tra i Paesi con la percentuale più bassa d’Europa. Inoltre, il nostro Paese è il quinto peggiore tra quelli che “soffrono” l’abbandono scolastico; giovani tra i 18 e i 24 anni che abbandonano l’istruzione scolastica senza aver conseguito un diploma secondario sono il 14% (ma l’obiettivo europeo è fissato al 10%). Data la differenza, bisognerà ritornare sulla “buona Scuola” – commenta il segretario generale della UIL Scuola Pino Turi

In cima alla classifica dei Paesi con più laureati ci sono: Lituania (58,7%), Lussemburgo (54,6%), Cipro (53,4%), Irlanda (52,9%) e Svezia (51%), come scrive l’Ufficio Statistico dell’Unione Europea nel rapporto del 2016. Ultimo posto, la Romania (25,6%). In Italia, in linea con tutti gli altri Paesi europei (unica eccezione la Germania), sono le donne a laurearsi in proporzione maggiore rispetto agli uomini: 32,5%, rispetto al 19,9%. Nonostante questo insoddisfacente risultato - riporta l’Eurostat - l’Italia ha comunque centrato in anticipo l’obiettivo che si è posta per il 2020. È vero che gli italiani con un titolo di istruzione superiore sono raddoppiati rispetto al 2002, quando la quota era del 13,1%, ed ora supera l’obiettivo nazionale del 26%, ma resta ancora un po’ lontano il traguardo della strategia “Europa 2020”, che tutti i Paesi arrivino per quella data ad avere il 40% dei laureati. 

Tutto ciò si aggiunge al fatto che in Italia solo il 53% di chi ha conseguito la laurea (sempre secondo i dati Eurostat), riesce a trovare un’occupazione dopo tre anni dal conseguimento del titolo. Se poi andiamo ad osservare i dati regione per regione, oltre che per Paese, notiamo che – secondo il rapporto “le dinamiche del mercato del lavoro in Campania”, stilato dall’ Osservatorio Statistico dei Consulenti del Lavoro – il livello di occupazione in Campania è in crescita ed ha raggiunto livelli abbastanza elevati, portando gli occupati ad 1,6 milioni, dato più alto dal 2009 ad oggi. 

C'è infine da tener conto che, negli ultimi due anni, grazie anche al Jobs Act, i posti di lavoro sono aumentati di 68.000 occupati. In quanto al numero di laureati e alla percentuale di laureati-occupati, la Campania risulta al 3° posto con 32.180 laureati, costretti ad emigrare in altre regioni italiane o persino all’estero, alla ricerca di un lavoro; al 2° posto il Lazio, con 32.326 laureati, e al 1° posto la Lombardia, con 43.121 laureati.


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