martedì 30 maggio 2017

Legge contro il cyberbullismo: lo Stato precursore in Campania

di Noemi Colicchio

Lo scorso 2 maggio la Regione Campania ha approvato all’unanimità il testo della prima legge regionale contro bullismo e cyberbullismo. Dieci in totale gli articoli, votati elettronicamente dalla Commissione consiliare, in cui vengono enunciate le definizioni di entrambi i fenomeni. Grande attenzione è stata riservata alla specifica degli interventi di leva statale diretti alla tutela delle libertà individuali, al contrasto contro ogni tipo di discriminazione e alla valorizzazione delle diversità.

Dulcis in fundo, è stato istituito un Fondo per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno di 200 mila euro, da cui la Regione potrà attingere per ottemperare alle spese di tribunale delle vittime di tali fenomeni che, secondo dichiarazione dei redditi, potrebbero non essere in grado di provvedervi adeguatamente. Un’intera settimana all’anno sarà dedicata alla sensibilizzazione della società verso problematiche ad oggi più che sentite: verrà celebrata a cavallo con il 7 febbraio, già giornata nazionale dedicata alla tematica. 

Purtroppo leggiamo spesso di casi di bullismo e cyberbullismo, e questo ci ha indotto a fare qualcosa, non potevamo più aspettare una normativa a livello nazionale.” Così commenta il Consigliere regionale Maria Ricchiuti, autrice della proposta di legge. Una sensibilità mostrata verso l’argomento che pochi pari conta in tutta Italia e che non mira a punire a posteriori – che pure è cosa buona e giusta- ma a prevenire la degenerazione, attraverso iniziative e programmi che coinvolgeranno figli e genitori. Obiettivo finale è la promozione di quella che nel testo viene definita “cultura della cittadinanza digitale consapevole”, una sorta di educazione civica 2.0, plasmata sugli spigoli affilati di una società delle reti che imbrigliano tutti tra una connessione e l’altra. 

"La legge punta ad affrontare fenomeni delicatissimi come bullismo e cyberbullismo, - ha dichiarato Chiara Marciani, Assessore alla Formazione e Pari Opportunità - puntando a prevenirne soprattutto le cause. Stiamo già lavorando per avviare una serie di iniziative e progetti che possano avere grande diffusione, attraverso l'utilizzo di strumenti legati al mondo dei giovani, come la rete, attraverso cui affrontare temi importanti come la lotta all'omofobia e allo stalking". 

Particolare attenzione è stata dedicata anche al problema del bullismo omotransfobico, su richiesta sollevata dall’Arcigay Napoli, raccolta dal Consigliere Carmine de Pascale  ed all’opposizione da Luigi Cirillo, del Movimento 5 Stelle. Le appartenenze si superano e di fronte a problematiche così profonde non esistono bandiere che tengano. 

"Una legge importantissima – commenta Antonello Sannino, presidente di Arcigay Napoli per il contrasto al bullismo omofobico e al cyberbullismo nelle scuole campane. […] Questa legge rafforza il nostro impegno territoriale nelle scuole, perché possa essere diffusa una nuova cultura delle differenze e del rispetto a partire proprio dei giovanissimi, proprio dalle scuole". 


E allora si scommette insieme su una regione in grado di affrontare problematiche che altri ancora non hanno percepito come tali, rischi reali capaci di minare la stabilità di un paese intero che perde di civiltà quando entra nel virtuale. Il cyberbullismo non è solamente figlio del bullismo, sua mera trasposizione in rete. Si tratta di un atteggiamento mentale, nient'altro che la subdola intuizione che nello scherzo si nasconda sempre un fondo di verità, senza tener conto che la sua degenerazione in offesa sia facile da innescare ma difficile da digerire. Per questo era ed è fondamentale che chi di competenza dia segnali forti alla società, partendo dalle basi, dalle scuole.


Nessun commento:

Posta un commento