mercoledì 28 giugno 2017

Alla Reggia di Caserta torna "Un’Estate da Re"

di Marcello de Angelis

Un momento della presentazione della rassegna
Torna per il secondo anno consecutivo, nella prestigiosa cornice della Reggia di Caserta, “Un’Estate da Re”, la rassegna musicale internazionale promossa e finanziata dalla Regione Campania, che ha lo scopo di valorizzare e rendere ancora più fruibile uno dei siti culturali più importanti d'Europa. “Sarà proprio un’Estate da Re. Bisogna avere coraggio per farla, bisogna osare, e io l’ho fatto”. Ha così esordito il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca quando lo scorso 1 giugno, nella Cappella Palatina della Reggia di Caserta, ha orgogliosamente presentato il cartellone artistico che porta la grande musica nel sito borbonico realizzato dall’architetto Luigi Vanvitelli, facendola entrare dalla porta principale a partire dal 29 giugno e fino al 12 agosto.

Presenti, oltre al Governatore De Luca c’erano Mauro Felicori, Direttore della Reggia, il Maestro Antonio Marzullo, direttore artistico della rassegna, il Sovrintendente del San Carlo Rosanna Purchia insieme al direttore artistico Paolo Pinamonti, oltre ovviamente al Sindaco di Caserta, Carlo Marino.

Credo che sia una giornata importante” – ha sostenuto il Presidente De Luca – “non solo perché riconferma un impegno della Regione a sostegno di un evento che abbiamo ritenuto doveroso per accompagnare e valorizzare la promozione turistica di quella che io continuo a ritenere la reggia più bella del mondo. Ma perché credo che anche questa giornata contribuisca a delineare un progetto culturale della Regione Campania”. La rassegna, finanziata dalla Regione Campania, è gestita dalla Scabec, “Società Campana Beni Culturali”, una società regionale nata per la valorizzazione di quello che è uno dei siti culturali più importanti d’Europa, e realizzata con la Direzione della Reggia di Caserta e del MiBACT e vedrà anche quest’anno la collaborazione dell’Orchestra e del Coro del Teatro San Carlo di Napoli e della Filarmonica e coro del Teatro Verdi di Salerno.

La grande rivoluzione, rispetto ad “Un’estate da Re” degli scorsi anni è che il fulcro degli eventi non sarà più l’Opera, ma la musica leggera attuale e qualche orchestra di musica da camera. Cominciata il 10 giugno con l’anteprima degli appuntamenti dal programma del Teatro San Carlo di Napoli all’interno dell’Aperìa, la struttura ad emiciclo all’interno del Giardino Inglese, originariamente utilizzata come cisterna e poi per la coltivazione delle api, oggi un vero e proprio teatro all’aperto in grado di ospitare circa 1.000 persone. Per gli altri eventi, è disponibile l’allestimento scenografico nel Cortile della Reggia con 4.500 posti circa che ne fanno una delle arene più grandi e suggestive della Campania. 

Il Maestro Ennio Morricone
Ed è qui che è previsto per l’11 luglio quello che si può ben definire la punta di diamante del programma: il concerto del Maestro, premio Oscar, Ennio Morricone che festeggia i suoi 60 di musica ripercorrendo tutta la sua carriera nel mondo del cinema attraverso una selezione delle sue più note composizioni: da “La Trilogia del Dollaro”, “C’era una volta il West”, “C’era una volta in America”, “Gli intoccabili”, “Nuovo Cinema Paradiso”, fino alle più recenti colonne sonore dei film di Quentin Tarantino, musiche che sono entrate di diritto nella memoria di ognuno di noi. Con lui si esibiranno oltre 200 musicisti della Roma Sinfonietta, l’orchestra del San Carlo e il coro del Teatro Verdi di Salerno. In scena anche la cantante portoghese Dulce Pontes

Il 18 luglio è la volta di Ezio Bosso che con l’orchestra del San Carlo si esibirà in brani di Bach, Mendelsson, ed alcuni di sua composizione. I due Teatri - San Carlo e Verdi – saranno insieme protagonisti il 20 luglio con i Cori da Opera, e il 22 luglio con i Carmina Burana di Orff proposti da Pietro Condorelli in chiave jazz. Il 26 luglio saranno gli Avion Travel ad incantare il pubblico e il 12 Agosto, la rassegna regionale chiuderà con la filarmonica del Verdi che eseguirà sinfonie di Wagner, Rossini, e Beethoven.

Accanto agli appuntamenti finanziati e promossi dalla Regione Campania Un' Estate da Re si arricchisce anche quest'anno con un cartellone "Pop&Jazz", grazie all’intervento di partner privati. Infatti gli organizzatori di “SonaRè festival”, trasferito da San Leucio alla Reggia, hanno previsto quattro concerti con artisti di fama nazionale e internazionale della musica leggera e d'autore che si esibiranno all’interno della suggestiva cornice del primo cortile interno della Reggia: Malia di Massimo Ranieri (29 giugno), Combattente Tour di Fiorella Mannoia (4 luglio), Piano Solo del jazzista Stefano Bollani (7 Luglio) e infine PaceLiveTour di Fabrizio Moro (14 luglio).

Una rassegna di grande interesse culturale con protagonisti i grandi nomi delle musica classica e sinfonica che, grazie all’intervento regionale e alla politica di prezzi popolari, è oggi un appuntamento internazionale accessibile a tutti. “La cultura può essere un volano straordinario” – ha tenuto a ribadire il Governatore De Luca – “e noi dobbiamo sfruttare fino in fondo il patrimonio storico-artistico immenso che abbiamo”.

Napoli: slitta ancora l’apertura dell’Edenlandia

di Antonio Ianuale

Il parco giochi Edenlandia non ha riaperto i battenti come previsto nel maggio scorso: l’odissea che ha colpito il parco giochi sei anni fa sembra non avere più fine. Tra ritardi e proclami, il parco giochi ha più volte rimandato la riapertura che sembrava sempre imminente. Sono passati quasi sei anni da quando il tribunale fallimentare decretò il fallimento della “Park and leisure” titolare del parco giochi. I debiti ammontavano a circa 13 milioni di euro distribuiti tra Equitalia, la Mostra d’Oltremare, proprietaria del terreno dove sorge la struttura, e fornitori vari. 

Nel 2012 il parco chiude i battenti e i lavoratori vanno in cassa integrazione, mentre nel 2013 una nuova società sembra in procinto di rilevare la vecchia società ormai fallita. Iniziano i lavori, ma poco dopo, la stessa nuova società rinuncia eliminando le speranze di una riapertura di Edenlandia. Una nuova speranza si materializza nel 2015 quando una nuova cordata di imprenditori locali, ribattezzata “New Edenlandia”, acquista il parco giochi. 

La cordata annuncia la riapertura per inizio 2017, prima febbraio, poi maggio. Riapertura rimandata adesso a data da destinarsi per ritardi sui lavori e per la mancanza delle necessarie autorizzazioni. Inoltre sembra essere stata riscontrata presenza di amianto all’interno del parco divertimento. Il Comune di Napoli segue con attenzione la vicenda come testimonia il sindaco Luigi de Magistris che pur non nascondendo la delusione, sottolinea l’impegno dell’amministrazione: «Le cose non vanno come avremmo auspicato ma sono fiducioso che in zona Cesarini si possa rilanciare l'Edenlandia. Il Comune è impegnato molto perché crediamo che quel parco sia fondamentale per la città - ha concluso - l'abbiamo dimostrato già con la Mostra d'Oltremare, con l'ippodromo e vogliamo vincere anche con l'Edenlandia, nell'interesse della città, dei bambini, dei lavoratori». Anche i lavoratori sono in attesa degli sviluppi: gli ammortizzatori sociali che hanno ricevuto sono scaduti il 31 maggio, mentre soltanto dieci sono stati assunti dalla New Edenlandia. 

Lo scontro è totale tra Mostra d’Oltremare e New Edenlandia: la Mostra d’Oltremare chiede della garanzie sul progetto e che si superino le difficoltà burocratiche per riconsegnare il parco divertimento alla città, ma la New Edenlandia denuncia lo stato di abbandono del parco che ha portato ai ritardi e a della difficoltà ulteriori non previste: «Il parco era in stato di totale abbandono, non si faceva manutenzione dall'inizio del Duemila, noi lo abbiamo acquisito nel 2014. Siamo in ritardo anche per i tanti intoppi sopraggiunti per gli abbattimenti delle opere abusive. Ma ora abbiamo tutti i documenti in regola». 

A rassicurare sul buon esito del progetto, è intervenuto il Consigliere delegato di Mostra d’Oltremare, Giuseppe Oliviero che si mostra possibilista per una prossima apertura per fine anno: «Nei giorni scorsi abbiamo voluto un incontro con gli imprenditori, con il Comune di Napoli e con la Soprintendenza per determinare un cronoprogramma. Abbiamo avuto l'impegno di New Edenlandia che incasserà il progetto e in virtù di ciò abbiamo proposto di aprire le aree già ristrutturate, così da rientrare dell'investimento e poter proseguire i lavori perché crediamo questa strategia sia utile all'apertura definitiva del parco divertimenti. Pertanto auspichiamo che per fine anno ci sarà la data per restituire il parco alla città». Speriamo solo che questo sia l’ultimo rinvio e che entro l’anno prossimo Edenladia sia di nuovo una grande attrazione della città.

Al Palazzo Zevallos-Stigliano di Napoli "I Musici" di Caravaggio

di Marcello de Angelis


"I Musici" di Caravaggio
Pochi maestri dell’arte pittorica hanno saputo cristallizzare sulla tela con potenza e sorprendente realismo i fantasmi che tormentavano i loro animi. Tra questi, la figura più emblematica, geniale ed illuminata è senza dubbio quella di Michelangelo Merisi da Caravaggio. E proprio a questo immenso Maestro è dedicata la terza edizione dell’iniziativa “L’ospite Illustre”, rassegna artistica proposta da Banca Intesa Sanpaolo con lo scopo di presentare al pubblico delle “Gallerie d’Italia”, ovvero le gallerie d’arte di proprietà della Banca suddetta, in brevi e ricorrenti eventi espositivi. Si tratta di opere di grande rilievo provenienti da collezioni prestigiose, in un rapporto di scambio e collaborazione intellettuale con importanti istituzioni culturali, nazionali ed estere, come è accaduto nelle due esperienze precedenti col celebre “Ritratto d’uomo” di Antonello da Messina, giunto da Palazzo Madama a Torino, e con “l’Arlequin au minori” di Picasso, arrivato dal Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid. 

 “L’ospite illustre” di quest’anno arriva in prestito dal Met, il Metropolitan Museum di New York ed è il celebre dipinto “Concerto”, o meglio conosciuto come “I Musici”, esposto dal 6 maggio al 16 luglio 2017 nello splendido Palazzo Zevallos-Stigliano, il museo di Intesa San Paolo su via Toledo.

Del 1595, in pieno cosiddetto “primo periodo romano” del Merisi, probabilmente viene ad essere una delle tele dipinte dall’artista per il cardinale Francesco Maria Bourbon Del Monte, il mecenate che lo scoprì e ospitò nella sua residenza capitolina, il futuro Palazzo Madama. L’opera, posseduta nei secoli da personalità come il cardinale Richelieu e la duchessa di Aguillon è passata di proprietà in proprietà fino alla sua riscoperta nel 1952, grazie a sir Denis Mahon, storico dell’arte britannico.

L’olio su tela è un’allegoria della Giovinezza, dell’Armonia, della Musica e dell’Amore e rappresenta tre figure di giovani che si apprestano a fare musica. È palpabile un clima erotico e giovanile del gruppo espresso attraverso le tematiche musicali dei primi dipinti del Caravaggio. C’è il suonatore di cornetto, da molti considerato un autoritratto di Caravaggio, ed è probabile che anche i lineamenti del liutista che accorda lo strumento si rifacciano ad un personaggio reale. Sulla destra, un altro giovane è intento a leggere lo spartito che tiene fra le mani. Partecipa discosto, seminudo, una figurazione di eros: un amorino alato intento a staccare un grappolo d'uva, gesto che può essere letto in chiave erotica a suggellare l'intimità della riunione dei tre giovani amici musicisti, uniti anche da una possibile passione amorosa o comunque visti in una ambiguità sessuale che è tipica dei primi quadri del Caravaggio. 


Il dipinto è custodito in una sala con luci soffuse e una temperatura costante di 22 gradi nell’allestimento curato dall'architetto Lucia Anna Iovieno. Contemporaneamente, per tener fede al principio cardine dell’iniziativa “L’ospite Illustre”, una delle tele più preziose custodite a Palazzo Zevallos - Stigliano della collezione Intesa Sanpaolo, “Il Martirio di Sant’Orsola” ha lasciato momentaneamente Napoli, dove venne ideata e dipinta, e sarà esposta fino al 30 giugno al Metropolitan Museum di New York per la mostra “Caravaggio’s Last Two Paintings”, incentrata sugli ultimi anni del grande pittore. Dipinta nel 1610 alla fine del “secondo soggiorno napoletano” di Caravaggio è la sua ultima opera e raffigura, con quella potente drammaticità che contraddistingue la pittura del maestro, il Martirio di Sant’Orsola utilizzando quello stile cupo con cui caratterizzò l’ultima produzione pittorica. Lo stesso che traspare dall’altra tela del Merisi esposta al Museo Newyorkese: “La negazione di San Pietro”. 

Alla presentazione statunitense della mostra ha partecipato Keith Christiansen, curatore d’arte europea per il Met e Gian Maria Gros-Pietro presidente del Cda di Intesa Sanpaolo. “Sono molto emozionato e orgoglioso di questo rapporto Napoli-New York” - dice quest’ultimo – “il Martirio di Sant’Orsola è una delle punte di diamante delle nostre collezioni e questa intensa attività culturale con un grande museo americano non fa che rafforzare la collaborazione tra i popoli”. Christiansen in occasione dell’apertura delle due mostre tra New York e Napoli ha apprezzato la collaborazione e lo scambio di grande risonanza tra Intesa San Paolo e il MET. Uno “scambio” d’autore che valorizzerà entrambe le opere in due contesti espositivi di grande rilevanza internazionale. L’arte e Napoli restano un binomio inscindibile e questo straordinario percorso artistico di opere eccellenti, questo interscambio culturale ai massimi livelli ideato e realizzato da Intesa Sanpaolo, lo sottolinea e lo esalta.

Napoli: tra "Antiquitas" e "Amori divini" la grande arte è ancora di stanza al MANN

di Danilo D'Aponte

Il MANN di Napoli
Come saprà sicuramente chi ci segue da qualche tempo, ma anche chi è attento alla cronaca locale, Napoli è oramai stabilmente nelle classifiche di presenze turistiche, e come ci riesce dopo anni di oblio? Anche grazie alla tante proposte culturali che la città offre ai suoi visitatori e, perché no, anche ai suoi cittadini.

A farla da padrona nei prossimi mesi, per quanto riguarda i poli museali campani, sarà il Museo archeologico nazionale di Napoli con ben due mostre "Antiquitas in Luce di Laddie John Dill", che ha esordito il 4 maggio e chiuderà, salvo cambiamenti di programma, il 3 luglio, e "Amori divini" che invece è stata inaugurata il 7 giugno e si concluderà il 16 ottobre.

La prima mostra, che si terrà al piano terra, è a cura di Ornella Falco e Cynthia Penna e organizzata dal MANN e dall’Associazione Culturale ART 1307, col patrocinio del Consolato Generale degli Stati Uniti d’America e vede come sponsor tecnico F.A.R.T. La mostra è corredata del catalogo edito da Marchese Editore. Laddie John Dill, fra i principali esponenti del "Light and Space", movimento artistico, nato in California e storicizzato grazie all’intervento del Getty Museum, fa della luce e della sua interazione con i materiali, i principali oggetti di indagine. Peculiarità dell'arte di Dill, in quanto "Sperimentatore di Luce", è stata proprio la ricerca e l’introduzione di elementi "estremi" all’interno del mondo dell’arte, con l’utilizzo e la manipolazione di materiali non precipuamente devoluti all’uso artistico: tubi di neon, allumini industriali, cementi, terre che, fra le mani di Dill acquistano un'ineguagliabile poeticità. Con le sue istallazioni Laddie John Dill traspone l’arte classica in "arte percettiva": una tipologia di arte contemporanea che sviluppa e tocca molteplici "sensi" dello spettatore, un'arte che, attraverso una sorta di decomposizione visiva della materia, costruisce e ricompone una nuova opera con diversa materialità.

"Amori Divini", invece, è a cura di Anna Anguissola e Carmela Capaldi, con Luigi Gallo e Valeria Sampaolo, promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli con l’organizzazione di Electa. L'esposizione propone un percorso nel mito greco e nella sua fortuna attraverso storie che hanno due ingredienti narrativi comuni: seduzione e trasformazione. Il percorso espositivo indaga i meccanismi di trasmissione e ricezione del mito greco attraverso i secoli presentando circa 80 opere, provenienti dai siti vesuviani e, più in generale, dalla Magna Grecia, e da alcuni tra i più prestigiosi musei italiani e stranieri (tra gli altri, l’Hermitage di San Pietroburgo, il Musée du Louvre di Parigi, il J. Paul Getty Museum di Los Angeles e il Kunsthistorisches Museum di Vienna). Il percorso della mostra, che occupa le sale del museo attigue al salone della Meridiana, caratterizzate da splendidi sectilia e mosaici antichi inseriti nei pavimenti, presenta inoltre una importante campionatura della collezione vascolare del MANN, che sarà nuovamente visibile per quanto riguarda le opere provenienti dalla Magna Grecia con il prossimo riallestimento (2018) di quella collezione del Museo, il cui progetto scientifico è curato da Enzo Lippolis e che comprenderà accanto ai vasi, bronzi, terrecotte, ori e lastre tombali dipinte.

Con la mostra "Amori Divini", voluta da Paolo Giulierini, il Museo Archeologico prosegue il programma espositivo promosso insieme al Parco Archeologico di Pompei, dedicato a rapporti e scambi tra Pompei, il mondo romano e il Mediterraneo antico. Fino al 27 novembre 2017 si potrà visitare la mostra Pompei e i Greci allestita negli spazi della palestra grande degli scavi di Pompei. Insomma, se siete a Napoli tra estate e inizio autunno, avrete di che visitare.

Per altre informazioni circa orari e costi delle due mostre basta consultare il sito: www.museoarcheologiconapoli.it




“Rai porte aperte”: il cavallo morente è risorto?

di Noemi Colicchio

Progetto pilota, almeno nel suo primo anno di vita, quello lanciato a Marzo scorso dalla Rai, nel suo comparto Direzioni aziendali per la comunicazione e Risorse umane. “Rai porte aperte”, questo il nome scelto, per nulla casuale. I grandi spazi di Viale Mazzini sono infatti stati messi a disposizione di giovani e giovanissimi: dai 5 ai 25 anni e oltre di età, studenti d’ogni città possono sbirciare nel salotto della televisione italiana senza grandi sforzi. Tra l’altro, in accordo con la recente riforma “Buona scuola” è stata data la possibilità, a chi voglia, di consumare 10 delle ore di alternanza scuola-lavoro all’interno dell’azienda, potendo contare su un progetto formativo a cui fa da garante la quasi secolare esperienza maturata e trasmessa dai suoi padri fondatori ai responsabili odierni. 

Giovanni Parapini, Direttore per la Comunicazione, commenta così: "Alla Rai lavorano professionisti unici. Alcuni li troviamo in prima linea, ogni giorno sono in diretta alla tv o alla radio. Altri, che non appaiono, hanno abilità altrettanto importanti. Vorremmo farli conoscere a tutti i nostri ospiti, visitatori e tirocinanti". Ecco allora che si aprono quattro strade di fronte ai giovani studenti italiani, percorribili a seconda delle esigenze anagrafiche o istituzionali. 

Per i bambini della scuola dell’infanzia, quindi tra i 5 e i 10 anni, sono proposte visite ludico - didattiche presso le sedi di Torino, della durata orientativa di due ore, mentre a Roma, Napoli, Milano ed in tutti i centri produttivi dislocati sul territorio, le visite potranno protrarsi anche per il doppio del tempo. L’Orchestra Sinfonica della Rai è stata messa a disposizione dei più piccoli con laboratori. Aperto anche il Museo della Radio e della Tv di Torino. Il programma resta pressoché invariato fino ai 13 anni di età, oltre i quali si accede alle scuole secondarie di secondo grado e dunque, di buon grado, anche ad esperienze di stampo maggiormente lavorativo. Lo testimoniano le visite didattiche previste presso il Centro Ricerche ed Innovazione tecnologica e la Direzione infrastrutture tecnico – informatiche di Torino. Importante sottolineare l’attenzione rivolta alla creazione di un codice comune del quale fare uso per comunicare in maniera efficace il suo nuovo volto. La Rai sa di dover partire dai più piccoli, mostrando loro come e in che misura sia necessario anche per una veterana come lei rincorrere la tecnologia e farne un uso consapevole e performante. 

Interessante anche l’aspetto Università. È possibile, in accordo con il proprio piano di studi, concordare tirocini e stage in tutte le strutture aziendali, oltre quanto menzionato finora anche per i più piccini. Di fondamentale importanza per le aziende, qualunque sia la loro natura, è la consapevolezza delle difficoltà che da sempre attanagliano il mondo delle giovani leve, ma che oggi più di ieri sembrano pesare su un futuro di difficile costruzione. L’esperienza richiesta per la maggior parte delle posizioni lavorative aperte oggi, pare follia agli occhi di chi invece si sta avvicinando al mercato con delle competenze spesso troppo teoriche e poco pratiche. Lo stesso mondo della televisione, della radio e delle TLC in generale, sembra tanto ostico quanto utopico anche per chi ci si dedica anima e corpo in un percorso universitario non così facile come si possa credere. Certo è che la scelta dell’ammiraglia e del suo portafogli prodotti al seguito, non cade a caso. Il marketing è il nuovo ed unico motore capace di muovere il mondo. Sarebbe tanto ingenuo quanto sconsiderato rinnegare la società dell’economia che ci circonda. L’operazione di svecchiamento e ricomposizione dal tono giovanile intrapresa dalla Rai non conta solo sull’aprire le sue porte, ma è stata saggiamente supportata da un cambio di rotta nei palinsesti, scelte nel web 2.0 ben precise e riordinate secondo priorità. E la priorità per un’azienda, non lasciamoci ingannare, è sempre vendere.

Reggia di Carditello: presto recupero e valorizzazione dell'intero sito borbonico

di Marcello de Angelis

La Reggia di Carditello
La Reggia di Carditello, il cui nome completo è Reale Tenuta di Carditello (in quanto il territorio in cui sorge in passato si presentava infestato della pianta di cardo), fa parte di un gruppo di 22 siti appartenuti alla famiglia dei Borbone sviluppati lungo il territorio limitrofo alla splendida Reggia di Caserta e usati sia come luoghi di svago, sia come importanti strutture imprenditoriali come gli allevamenti della Fagianeria di Caiazzo, la produzione della seta a San Leucio. 

Realizzato nel 1744 dall’architetto Francesco Collencini, allievo di Luigi Vanvitelli e situata a metà strada tra Napoli e Caserta, è un complesso architettonico di stile neoclassico, destinato in pieno 1700 da Carlo di Borbone a luogo per la caccia e l'allevamento di cavalli e poi trasformato per volontà di Ferdinando IV di Borbone in una fattoria per la coltivazione del grano e l'allevamento di razze pregiate equine e bovine. Essa comprendeva una Palazzina centrale (incastonata tra altri edifici arretrati rispetto ad essa) formata da un piano nobile e un secondo piano con il belvedere incorniciato da una balaustra traforata e decorata con trofei d’armi. 

Estesa su una superficie di circa 2.000 ettari, e immersa in una vasta zona ricca di boschi, pascoli e terreni seminativi, la Reggia di Carditello si fregiava del titolo di "Reale Delizia" offrendo una piacevole permanenza al re e alla sua corte. 

Dopo l'Unità d'Italia la Tenuta passò alla casa reale dei Savoia e nel 1919 fu donata all'Opera Nazionale Combattenti, che procedette alla lottizzazione e conseguente vendita dei terreni cosa che, purtroppo, segnò l’inizio di lunghissimi anni di incuria, vandalismi e scandaloso abbandono caratterizzati dalla continua sottrazione di arredi e suppellettili: all’interno dell’edificio centrale, ad esempio, una delle due scale simmetriche che conducevano ai piani superiori è stata completamente spogliata di tutti i suoi marmi e non è più agibile. 

Dalla suddetta lottizzazione furono però esclusi i fabbricati e i 15 ettari circostanti, che nel secondo dopoguerra sono affidati al Consorzio Generale di Bonifica del Bacino Inferiore del Volturno ma con scarsissimi risultati e che presentano oggi uno spettacolo di abbandono e degrado che ha reso la Tenuta un rudere che neanche lontanamente testimonia il suo glorioso, storico passato. 

Dopo una serie di passaggi di responsabilità circa la necessità di una urgente ristrutturazione, con ordinanza del 27 gennaio 2011, il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ne ha disposto la vendita all'asta al prezzo base di 10 milioni di euro. Solo nel Gennaio del 2014, grazie all’intervento di Massimo Bray, l’allora Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, e dopo complessi accordi economici tra la Società Gestione Attività (che gestiva i crediti del Banco di Napoli) e il MiBAC, il complesso edilizio di Carditello fu acquisito in gestione dal Polo Museale della Campania e sottoposto ad un ampio progetto di tutela e di valorizzazione, che comprende anche la riqualificazione dell’area circostante.

Ma un vero percorso di rigenerazione è iniziato solo nel maggio del 2016, quando la Reggia è stata consegnata dal “Polo museale della Campania” alla “Fondazione Real Sito di Carditello”, nata da un accordo tra il MiBAC, la Regione Campania e il Comune di San Tammaro.

E lo scorso 29 ottobre come primo segnale di una nuova vita destinata al reale sito, la Reggia ha aperto le proprie porte al pubblico, anche se solo per un giorno, ospitando uno spettacolo equestre del Reggimento Carabinieri a cavallo: un modo anche per celebrare la storica razza equina del Persiano che di queste terre è originaria, voluta nel 1741 da Carlo III di Spagna.

La temporanea riapertura è avvenuta alla presenza del Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, del Sindaco di San Tammaro Emiddio Cimmino, di Angela Tecce, attuale direttore della “Fondazione Real Sito di Carditello”, presieduta da Luigi Nicolais (anche lui a fare gli onori di casa) e dell’attuale Ministro per i Beni e le Attività culturali Dario Franceschini

Sono state organizzate delle visite guidate gratuite ogni sabato e domenica fino alla fine di giugno (già esaurite nelle prenotazioni a pochi giorni dalla messa in vendita), negli ambienti finora restaurati e pronti a mostrarsi al pubblico in tutto il loro splendore mentre gli altri sono ancora interdetti al pubblico perché pericolanti o perché pericolosi per gli ostacoli che si incontrano nel visitarli. Ed è di poche settimane la notizia che, a partire dal 2018, il Ministero dei Beni culturali contribuirà con 300 mila euro l'anno al recupero totale e alla valorizzazione del Real Sito di Carditello. Una vera boccata d’aria fresca e di speranza per la ristrutturazione totale (nell’aspetto e nelle sue funzioni) di una delle magnificenze meno conosciute del panorama culturale campano.

La Cumana si ammoderna: nuovi treni, orari prolungati e servizio di vigilanza nelle stazioni del mare

di Massimiliano Pennone

La stazione della Cumana di Montesanto a Napoli
A partire da questo mese la linea Cumana di Napoli vedrà finalmente circolare sulla propria rete dei nuovi vagoni destinati al trasporto viaggiatori. Si tratta dell'ET501A, un modello di treno più moderno e più capiente (erano 30 anni che il materiale rotabile non veniva “aggiornato”) inaugurato presso la stazione di Montesanto il 29 maggio scorso. Dodici saranno i treni completamente nuovi che circoleranno sulla rete Cumana e Circumflegrea entro il 2018, ai quali si aggiungono tredici dei vecchi convogli attualmente in uso che verranno revampizzati. Sette di questi sono già in servizio, mentre gli altri sei saranno pronti per la fine dell’anno. Il piano prevede la messa in esercizio di una flotta di 25 convogli nuovi o comunque revampizzati entro la metà del 2018, in modo da garantire la circolazione giornaliera di almeno 18 treni.

Erano 30 anni che non arrivava un treno nuovo sulla Cumana”, ha dichiarato il presidente dell’Eav, Umberto De Gregorio. “Oltre ai treni abbiamo investimenti programmati per il rinnovo dell’armamento per 8,5 milioni e 20 milioni per la sicurezza. Inoltre sono previsti i lavori per il raddoppio del binario della Circumflegrea. In gran parte finanziati, in parte saranno finanziati a breve con il patto per la Campania. Oltre ai treni ed ai binari, servono poi gli uomini. Stiamo preparando un piano triennale di assunzioni che presenteremo al socio Regione. Stiamo poi pensando ad un treno sul tipo “Campania express” per la Cumana che lanceremo nel 2018 e che metterà in collegamento le principali località turistiche ed archeologiche dei Campi Flegrei”. Infatti, a quella dell’inaugurazione dei nuovi convogli, segue la notizia dell’istituzione di un nuovo servizio di vigilanza straordinaria a bordo dei treni. Per tutta l’estate 2017, infatti, personale armato pattuglierà i convogli e le stazioni per garantire la sicurezza dei passeggeri durante le ore di maggiore afflusso turistico. In particolare, saranno presidiate le stazioni di Lucrino e Torregaveta, e verrà intensificato inoltre il servizio di polizia amministrativa.

Il problema della sicurezza a bordo dei treni dell’EAV è infatti un tema particolarmente caldo, con le decine di denunce registrate negli ultimi mesi per aggressioni nelle stazioni e sui convogli di Circumvesuviana e Cumana. A tal proposito, De Gregorio ha infatti più volte manifestato la piena solidarietà al personale, ringraziando i lavoratori di Eav durante l’inaugurazione dei nuovi vettori: “in una stagione di grave crisi del servizio sono loro che ne pagano le conseguenze rispetto agli utenti, talvolta subiscono aggressione, non solo verbali”. Infine, l’aumento del numero dei treni in esercizio potrà garantire nel lungo periodo l’estensione degli orari delle corse: già dalla fine del mese scorso, in via sperimentale e in occasione del Napoli Street Food a Piazzale Tecchio, i treni della Cumana hanno posticipato le ultime partenze a mezzanotte, come non accadeva da 20 anni. Sempre De Gregorio ha infatti dichiarato che, una volta messa l’intera rete a pieno regime, sarà possibile prolungare gli orari di apertura anche nei giorni normali.



Inaugurato Batò Naples. Sarà attivo fino a Settembre

di Marcello de Angelis

Dallo scorso 24 Giugno e fino a Settembre è tornato a solcare i mari del Golfo di Napoli il battello più famoso della Campania col suo carico di emozioni e di suggestive escursioni lungo la costa più bella della città che quest’anno si chiama “Batò Naples”!

Originariamente chiamato come la nave che fa il tour lungo la Senna a Parigi, l’imbarcazione napoletana fu protagonista di una diffida articolata direttamente dalla “Bateaux Mouches”, la società che gestisce il giro del fiume francese. Divenne così già l’anno scorso “Batò Musc”… col doppio risultato di sottolineare la “napoletanizzazione” scritta della pronuncia e, al contempo, ironizzare sulla non eccessiva velocità del mezzo marittimo. 

Quindi un ennesimo cambio di denominazione per questa estate 2017 che da “Musc” si trasforma in “Naples”, per chiarire in quale luogo incantevole si svolge il percorso… e per differenziarsi ancor di più dal battello/cugino d’oltralpe, lasciando però invariato il meraviglioso itinerario di circa un’ora che consente di ammirare la costa napoletana da Mergellina a Posillipo da un punto di vista eccezionale: il mare! Il bateaux, napoletanizzato in batò presenta molte novità che aspettano quanti vorranno rega­larsi un’esperienza fantastica a bordo dell’imbarcazione che dal 2013 ha accompagnato con romanticismo e curiosità un folto pubblico. Cinque le partenze giornali­ere previste il saba­to e la domenica. 

Il ritorno dell’iniziativa è stata molto apprezzata da David Lebro, Capogruppo de “La Città” al Consiglio comunale di Napoli e Consigliere Delegato alla Pianificazione territoriale ed Urbanistica della Città Metropolitana che ha dichiarato “Bene l’iniziativa del tour del mare, avviata con successo già da qualche anno e che ormai sta diventando un appuntamento fisso dell’estate a Napoli. Il battello del mare, ribattezzato Batò Naples, accompagnerà visitatori e turisti nei luoghi più belli e suggestivi della fascia costiera partenopea”. Dal Molo Alilauro di Mergellina si proseguirà via mare verso Nisida ammirando Palazzo Donn’Anna il bellissimo edificio incompleto sul mare di Posillipo, Villa Rosbery la villa del Presidente della Repubblica Italiana, il borgo di Marechiaro, la Gaiola sita nell’area marina protetta del Parco sommerso e l’isola di Nisida situata vicino a Coroglio, ora carcere minorile. Tornando verso Mergellina il Batò Naples effettuerà una puntata verso Castel dell’Ovo, il più antico castello di Napoli. “Luoghi simbolo della nostra storia, che si potranno ammirare da una prospettiva esclusiva ed inedita” – prosegue il Consigliere Lebro - “il progetto, proposto da Ischia Cruises in collaborazione con Alilauro, è vincente perché riesce ad unire arte, cultura e divertimento, tre elementi essenziali sempre più ricercati da chi sceglie Napoli come meta privilegiata delle proprie vacanze. Si tratta di un grande attrattore per i flussi turistici in città, ma anche di un’opportunità per i residenti della stessa area metropolitana che avranno la possibilità di godere del tour a prezzi molto vantaggiosi. Sono sicuro anche quest’anno quest’ottima iniziativa riscuoterà il successo che si merita”.

Napoli incontra il Mondo: il festival internazionale alla Mostra d'Oltremare

di Antonio Ianuale

Due weekend con Napoli centro del mondo, dal 30 giugno al 2 luglio e dal 7 al 9 luglio, la Mostra d’Oltremare ospita la rassegna a respiro internazionale: Napoli incontra il mondo. Musica, enogastronomia, tradizioni, eccellenze da tutti gli angoli del pianeta si incontrano a Napoli in un evento che per la prima volta sbarca in Italia: i visitatori potranno spaziare dalle suggestive atmosfere celtiche, alla sensualità del tango argentino, alla spiritualità delle culture orientali

La Mostra d’Oltremare ha messo a disposizione un’area di 150.000 metri quadrati che ospiterà quindici festival, ognuno con una tematica: Festival Irlandese, Festival Spagnolo, Festival Celtico, Festival Argentino, Festival Country, India Expo, Le Mille e Una Notte, Amo la Terra, Japan Expo, That’s America, Festival dell’America Latina ed October Festival, La mia Africa. Non poteva mancare il Festival di Napoli per le eccellenze campane, con aree dedicate a gastronomia, eccellenze, spettacoli, tradizioni, tributi e sport. 

Tributi a simboli di Napoli come Maradona e Totò arricchiscono un’offerta davvero eccezionale. Per tutto il giorno, in due sale predisposte allo scopo, sono previsti anche workshop e conferenze sui costumi della città: come quello sui Misteri di San Gennaro, santo patrono di Napoli, o sulla nascita della canzone napoletana. Gabriella Guida, presidente dell’Associazione Napoletana Beni Culturali, terrà un imperdibile seminario dedicato ai misteri ed alle leggende di Napoli. 

La città di Napoli è famosa nel mondo anche per i sapori della tavola, che certo non potevano mancare in questa kermesse: nella sezione food&beverage verranno proposti i piatti tipici della città partenopea. Un’area apposita è dedicata allo street food dove si potranno gustare la pizza a portafoglio, le frittatine e altri prelibatezze. Completano la sezione culinaria, birrifici artigianali, pasticcerie di alta qualità e piatti tipici. Non solo la cucina napoletana, ma anche i piatti più gustosi provenienti dalla Spagna, dal Messico, dall’Argentina, dalla Baviera e da altri paesi caratteristici per la loro gastronomia. 

Un’area predisposta al divertimento è l’area giochi irlandese, dove oltre a gustare i piatti tipici irlandesi, saranno messe a disposizione attività ludiche appartenenti alla tradizione celtica, come il tiro alla fune, e il gioco dei ferri di cavallo. La cerimonia inaugurale si terrà il 30 giugno con il suggestivo Tour dell’Amore, che partirà dal Vicolo degli Artisti Napoletani, dove si altereranno dediche d’amore di personaggi famosi e dei visitatori particolarmente romantici. 

A seguire il lancio dei palloncini luminosi volanti, con il sottofondo della musica del compianto Pino Daniele, e la spettacolare performance delle Fontane Danzanti, uno show acquatico nella più grande fontana d’Europa, la Fontana dell’Esedra, con un mix di luci e musica che non potranno lasciare indifferenti i visitatori. La conclusione vedrà protagonisti i fuochi d’artificio che illumineranno la mezzanotte napoletana.


Castellammare: inaugurato il depuratore “Foce Sarno”

di Antonio Cimminiello

Castellammare
Rischiava di essere una nuova opera incompiuta, visto che i lavori hanno avuto inizio più di 40 anni fa. E invece, alla presenza del Governatore della Campania Vincenzo De Luca, nei giorni scorsi, è avvenuta la tanto agognata inaugurazione del depuratore “Foce Sarno”

Il bacino di utenza dell’opera la rende senza dubbio decisiva, visto che il “Foce Sarno” servirà circa 500.000 abitanti di diversi Comuni, ricompresi nell’area del fiume Sarno, da sempre al centro di polemiche per l’assenza di adeguate infrastrutture in grado di fronteggiare fenomeni di dissesto idro-geologico (è ancora vivo il triste ricordo dell’alluvione del 1998). 

Entro un ulteriore lasso di tempo si avrà un restyling delle reti fognarie, indispensabile per un proficuo funzionamento del depuratore- oggetto di un investimento pari a circa 25 milioni di euro- di per sé tuttavia già autonomamente operativo. Il completamento del depuratore si inserisce in un più ampio ed ambizioso progetto di contrasto a forme di inquinamento ambientale, ma anche di recupero di balneabilità della costa campana, in modo da garantire alle realtà limitrofe la disponibilità di un “attrattore” incisivo quale può essere senza dubbio il turismo. 

Non a caso è imminente l’inaugurazione di un altro importante depuratore, quello di Ponte Gradelle nel territorio di Vico Equense, che cercherà di contrastare un problema- quello del reflusso delle acque fognarie- che puntualmente e paradossalmente si manifesta in maniera impetuosa nella stagione estiva, a causa dell’inadeguatezza dell’antico sistema di smaltimento, con grave e “puntuale” danno per gli operatori commerciali e turistici della Costiera Sorrentina, simboleggiato dalle “chiazze nere” che si manifestano in mare. 

Contrasto all’inquinamento ambientale, salvaguardia del turismo, tutela della sicurezza e salute dei cittadini: si può così sintetizzare la linea di intervento complessiva che sta tracciando progressivamente l’Ente di Palazzo Santa Lucia, se si considerano gli altri progetti nel frattempo già varati, come ad esempio i 4 Centri Interforze tra Terra dei Fuochi e comprensorio vesuviano (e precisamente collocati a Mondragone, Marcianise, Giugliano, e Massa di Somma), o ancora l’attivazione di un sistema di monitoraggio aereo attraverso l’utilizzo dei droni, iniziative queste finalizzate a garantire un controllo costante del territorio, in modo da porlo al riparo da piaghe quali sversamenti illeciti di rifiuti e roghi.


Tasse in aumento alla Federico II ed è subito rivolta

di Noemi Colicchio

No tax area”: così è stato definito il perimetro che delimiterà da oggi in poi la separazione tra chi si vedrà totalmente azzerate le tasse universitarie e chi dovrà invece sopperire a tale mancanza. La Legge di Stabilità approvata in Parlamento richiede espressamente l’adeguamento da parte di tutti i corpi universitari presenti sul territorio nazionale ed anche la Federico II di Napoli ha dovuto portare la discussione in Commissione Tasse. Risultato? 

Per gli studenti con reddito inferiore ai 13 mila euro annui è previsto un totale azzeramento degli oneri finanziari relativi all’istituto, mentre per chi non supera i 30 mila euro annui si parla di riduzione sostanziale del budget imputabile. In entrambi i casi, due i requisiti richiesti: modello ISEE e carriera esami in regola con le tempistiche imposte dal piano di studi. Nello specifico, i CFU richiesti sono 10 il primo anno e 25 il secondo. 

Il progetto è più che valido: ad una prima lettura, gli si dà approvazione nella forma e ancor di più nella sostanza. Purtroppo però l’Università, così come qualsiasi azienda, necessita di far quadrare il bilancio annuale. Entrate pari alle uscite, è questo il principio. Dunque un buco così ingente (sono state fatte stime da 12 milioni di euro circa) deve essere necessariamente compensato da introiti di maggiore entità. Si parlava inizialmente di Stato - tappabuchi, capace di colmare la lacuna ma, come tutte le buone idee, è decaduta come iniziativa. Arriva dunque la “multa” più salata di sempre per il restante 40% della popolazione studentesca, che non rientrando nelle fasce elencate in precedenza, ha visto le cifre del proprio MAV semestrale aumentare in maniera considerevole già nei mesi scorsi. Dal prossimo anno in poi, si parla di un +600 euro fissi.

"Deve essere il ministero per l'Università a ricoprire il mancato gettito derivante dalla "no tax area". Siamo stufi di sentirci dire che ci troviamo agli ultimi posti delle classifiche per numero di laureati e di iscritti all'università, e poi si costringono gli Atenei a scaricare i costi dell'istruzione sulle spalle degli studenti dopo decenni di tagli indiscriminati. Non possiamo permetterci ulteriori cali di iscritti e abbandoni. Chiediamo che la Commissione ed il Rettore tengano conto delle nostre osservazioni, in modo da permettere una discussione partecipata senza alcun contingentamento di tempi. In caso contrario siamo pronti alla mobilitazione". Così Domenico Cristiano, responsabile dell’organizzazione Link Napoli, rappresentante al Consiglio degli studenti. La critica avanzata senza considerare poi le barriere di merito previste all’ingresso: un grossolano tentativo di rendere la misura meno populista, miseramente ideologico se teniamo conto delle difficoltà pratiche che alcuni “esami scoglio” di diverse facoltà o gli stessi apparati burocratici pesanti e lenti rappresentano nella realizzazione dell’obiettivo minimo prefissato in Finanziaria. 

Non solo critiche e minacce di rivolta, ma anche tante proposte avanzate in Commissione e al Rettore Gaetano Manfredi, per evitare quella che si preannuncia come una più che probabile catastrofe. “Abbiamo presentato alcune proposte in Commissione tra cui il calcolo delle perdite dell’Ateneo sulla base degli incassi che c’erano prima della riforma ISEE, la quale ha aumentato di molto il gettito derivante dalle tasse degli ultimi due anni a causa degli aumenti di reddito che si sono avuti, senza ottenere nessun ascolto”, continua Cristiano. Lo stesso aumento del numero di rate disponibili ai fini del pagamento potrebbe essere preso in considerazione, o ancora si potrebbe ricorrere ad un’operazione di sconto presso banche o enti terzi che anticipino il credito per poi richiederne il rimborso agli studenti spalmando il costo in tempistiche più lunghe. “Pensiamo comunque che questa manovra non vada fatta pagare agli studenti e riteniamo imprescindibile che le tasse non vengano aumentate per nessuno.” ha poi concluso.



Fascicolo sanitario elettronico, la Campania si mette al passo delle altre regioni

di Massimiliano Pennone

Arriva insieme al nuovo Piano Triennale per la Trasformazione Digitale della Pubblica Amministrazione la notizia che la Campania si sta muovendo verso l’introduzione del fascicolo sanitario elettronico dopo anni di ritardo accumulato rispetto alle altre regioni. A partire da oggi, infatti, e fino al 2020, gli Enti locali avranno a disposizione le piattaforme, i forum e le linee guida fornite da Agid e dal team di Diego Piacentini per ridefinire i siti, le applicazioni e i servizi digitali offerti al cittadino. In pratica Comuni, ASL o Istituzioni locali potranno contare su un supporto permanente al passo con i cambiamenti tecnologici.

Per quanto riguarda invece la sanità digitale, invece, già diciassette Regioni stanno per attivare lo strumento del fascicolo elettronico, alle quali si aggiunge da oggi anche la Campania, recuperando il gap grazie ad un intervento del Ministero dell’Economia e delle Finanze. È sempre Agid, poi, che fornisce invece il supporto tecnico alle regioni per l’implementazione dello strumento (così come per quanto riguarda gli strumenti per il pubblico della PA). Ad Agid si affiancano il Cnr ed i Ministeri della Salute e dello Sviluppo Economico, che già da diversi anni fanno parte del progetto per l’introduzione del FSE.

«Negli ultimi mesi c’è stata a più livelli una maggiore consapevolezza sull’importanza di uno strumento che avrà enorme impatto sulla qualità della cura, sull’ottimizzazione delle prestazioni e sulla riduzione delle spese del comparto sanitario», ha dichiarato Giuseppe De Pietro, direttore Icar-Cnr. Il Consiglio nazionale delle ricerche, infatti, attraverso gli istituti “Icar” e “Iit”, fornisce al progetto oltre il supporto tecnico anche attività di ricerca che si estendono anche ad altre applicazioni della sanità digitale.

Il Fascicolo Sanitario Elettronico permetterà a pazienti ed operatori sanitari di poter leggere in maniera rapida tutte le informazioni pertinenti sull’utente, nonché la sua storia clinica ed eventuali note rilevanti. Per Massimo Casciello poi, Direttore Generale della Digitalizzazione, del sistema Informativo Sanitario e della Statistica del Ministero della Salute, «la “messa a regime” del fascicolo sanitario elettronico potrà generare notevoli risparmi in termini strettamente economici senza tenere conto di quelli che, indubbiamente, potrebbe comportare anche rispetto alla modernizzazione dei servizi che la Pubblica Amministrazione deve essere in grado di rendere al cittadino». Uno strumento molto utile quindi, che però avrà bisogno anche del contributo degli addetti ai lavori per garantire il proprio funzionamento al cento percento: tutti gli attori sanitari, a cominciare dai medici di medicina generale, dovranno alimentare il fascicolo utilizzando lo stesso linguaggio e gli stessi standard. Così come gli stessi cittadini saranno invitati ad utilizzarlo ogni qualvolta ce ne sarà bisogno.

Spetterà invece alla Regione il lavoro di coordinamento in fase iniziale, come ha ricordato la Consigliera regionale Antonella Ciaramella: «Ci stiamo dotando di una organizzazione di supporto all’agenzia AgId e stiamo preparando gli atti per l’individuazione degli uffici chiamati a operare come coordinamento sia a livello nazionale che locale con la Soresa, la società che si occupa delle spese sanitarie in Campania. Vogliamo produrre fatti, il tempo delle parole è terminato».


Salerno: tutto pronto per il Premio Charlot

di Marcello de Angelis


Lo scorso 19 Giugno, a Palazzo di Città, la sede dell’Amministrazione comunale di Salerno, è stato presentato il programma della 29^ edizione del “Premio Charlot”: la manifestazione di musica, cabaret ed eventi con grandi protagonisti che si svolgerà dal 23 al 29 Luglio creata con il sostegno della Regione Campania, del Comune di Salerno e dell’Autorità Portuale. Alla presenza del Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, del Sindaco di Salerno Vincenzo Napoli e dell’attore e regista Alessandro Siani si è discusso di quanto l’allestimento di quest’anno sarà rinnovato nella struttura e nello spirito. Si articolerà in numerose nuove sezioni che allargano gli orizzonti di una rassegna che ha ormai un ruolo di rilievo nella scoperta e valorizzazione di nuovi talenti comici e che da quest’anno si apre anche al cinema, al blues ed all’editoria. Sempre con la medesima attenzione nell’intercettare il gusto degli spettatori in una cornice di indiscusso fascino come l’Arena del Mare di Salerno.

Il 23 Luglio si alzerà il sipario sulla finale dello "Charlot Giovani", il classico Premio della comicità, condotta da Marita Langella e che vedrà l’esibizione di 6 giovani cabarettisti selezionati durante tutto l’anno, con ospiti Massimiliano e Gianfranco Gallo; il 24 Luglio la serata sarà divisa in due parti: nella prima partirà lo “Charlot in Tour”, kermesse di comici, mentre nella seconda arriveranno Flo e Ermal Meta; il 25 Luglio: “Charlot Monello”, serata dedicata ai bambini e famiglie con le mascotte Masha e Orso, Vincenzo Di Domenico con il suo “Bollicinema” e i fratelli Ferrajoli che con i loro burattini proporranno lo spettacolo “Charlot contro Pulcinella” e riceveranno un premio speciale per i loro 150 anni di attività; il 27 Luglio Charlot “Che comico” presenta Nunzia Schiavone con ospiti Francesco Cicchella e gli Oblivion; il 28 Luglio sarà la volta del Gran Galà di premiazione condotto da Gigi e Ross con un padrino d’eccezione Eugene Chaplin, figlio di Charlie, che torna al Premio Charlot dopo alcuni anni di assenza: premi Cinema, Televisione, Teatro, Fiction, Spot tv, Informazione con Michele Placido, Laura Morante, Milena Vukotic. Ospiti: il trasformista Arturo Brachetti e il leader degli “Stadio” Gaetano Curreri; il 29 Luglio, grande chiusura con il nuovo show di Siani: “Alessandro Siani & Friends” al termine del quale riceverà il Premio Speciale Charlot come artista che ha rappresentato e rappresenta l’ ideale continuità della tradizione comica napoletana. 

Quattro saranno poi gli appuntamenti dedicati al libro, che si svolgeranno nel Comune di Salerno: dal 22 al 28 Luglio. Tra gli ospiti Mario Luzzato Fegiz, giornalista e narratore della musica italiana. La rassegna cinema, in collaborazione con la Cineteca di Bologna, è in programma dal 29 Giugno all’8 Luglio: si comincia con “Il Monello” (29-30 Giugno) e “Luci della città” (1-2 Luglio) entrambi di Charlie Chaplin, per poi passare a “Lumiere, l’invenzione del cinematografo” di Thierry Frémaux ( 3-4 Luglio), “Stromboli” di Roberto Rossellini (5-6 Luglio) e “Manhattan” di Woody Allen (7-8 Luglio).

Un momento della conferenza stampa di presentazione
Il Presidente De Luca ha commentato così il Premio Charlot anche in vista del prossimo futuro “il premio Charlot deve mantenere la caratteristica di dare palco e spazio ai giovani talenti, come accaduto ad Alessandro Siani tanti anni fa. Dal prossimo anno entriamo nei 30 anni di questo importante premio e faremo qualcosa di davvero interessante. Guardiamo ad una svolta del Premio Charlot. Questo evento ha avuto alcune caratteristiche che credo debba mantenere, tra le tante, la più importante è l’apertura ai giovani talent e ritengo che debba aggiungere elementi in più nel prossimo anno, per una maggiore internazionalizzazione. Il sogno è far diventare Premio Charlot un evento permanente della nostra regione”. Per Alessandro Siani, che proprio sul palco dello “Charlot” ha mosso i primi passi nel mondo dello spettacoloquesto è un premio a cui io tengo tantissimo perchè è un grande trampolino di lancio per tanti giovani, è un piccolo spazio, un palco dato che crea infinite possibilità. Io sono napoletano e vivo a Napoli. Napoli, come tante altre città campane, è gioia e dolore, ed è giusto valorizzare le cose belle. Il premio Charlot deve essere una medaglia d’onore per tutti”.

"Il Premio Charlot è un appuntamento che si ripete per la XXIX edizione e che si è specializzato nel corso degli anni” - sostiene il Sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli - “fa parte della nostra stagione salernitana, che si articolerà in molte giornate: si passerà, inoltre, dal blues, al libro, al cinema. Nel frattempo si sta svolgendo anche “Salerno Letteratura”, il quale evento sta riscontrando grande successo". Il Premio Charlot s’inserisce sempre più nella programmazione artistica e culturale della Regione Campania e del Comune di Salerno: proposte di qualità e popolari, valorizzazione dell’attrazione dei singoli territori, varietà di generi e stili senza mai perdere l’obiettivo fondamentale dello sviluppo culturale.



Quando il lavoro nero colpisce i giovani

di Teresa Uomo

Son passati quasi dieci anni dallo scoppio della crisi economica che ha cambiato il mondo e le nostre vite. L’Italia sta attraversando un periodo molto duro e i dati occupazionali non lasciano intravedere nulla di buono all’orizzonte, di conseguenza, si registra un malcontento diffuso almeno tra le fasce più deboli della popolazione. I giovani continuano ad emigrare all’estero in cerca di opportunità lavorative. Ogni giorno ci viene raccontato che la disoccupazione è l’effetto di una crisi passeggera, ma in realtà la crisi non passa, ed anche se passasse, non si è certi che con essa si possa mettere la parola “fine” alla disoccupazione. 

Di questo problema del lavoro nero e precario soffrono tutti i giovani, ed è assurdo essere trattati così: veder calpestata la propria dignità, magari dopo un ampio curriculum di studi, è una delusione profonda. Secondo i dati Istat, la disoccupazione giovanile tra i 15 e i 24 anni a marzo era al 34,1%; per trovare un dato più basso bisogna risalire a febbraio 2012 con il 33,4%. Il tasso dei senza lavoro cala di 0,4 punti su febbraio, e di tre punti su marzo 2016. 

I lavoratori autonomi restano in una fase abbastanza difficile: sempre secondo i dati Istat, calano gli indipendenti (-70 mila), mentre cresce il numero dei lavoratori dipendenti (+63 mila). Secondo l’Eurostat, il tasso dei senza lavoro si conferma in marzo al livello più basso degli ultimi 8 anni: è al 9,5%, stabile rispetto a febbraio, e in calo rispetto al 10,2% di un anno prima. L’Italia - chiaramente sopra la media con il suo 11,7% di disoccupati - è tra i paesi in cui la percentuale è cresciuta (nel mezzo del 2016 era all’11,5%) e si trova al quarto posto dopo la Grecia (23,5%), Spagna (18,2%, ma nel marzo 2016 era al 20,3%) e Cipro (12,5%). 

La disoccupazione resta elevata soprattutto tra i giovani. Per molti di loro, la prospettiva migliore è quella di andar via dall’Italia, credendo di essere una buona soluzione: studenti precari in cerca di un nuovo lavoro, ed anche chi è alla ricerca di un primo impiego. Il lavoro nero è sempre più una piaga in Italia. Non solo però una piaga sociale per i lavoratori sfruttati, ma anche una piaga economica per la ricchezza che sottrae al Paese. 

Sono proprio i giovani ad essere convinti che per trovare un vero lavoro, l’unica soluzione sia cambiare città in via definitiva, oppure espatriare cercando lavoro all’estero. Le mete più interessanti sono Australia, Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Canada, Francia, Austria, Svizzera, Belgio, e come ultima la Spagna, esposta anch’essa a disoccupazione giovanile.

“Campania più”: il nuovo sostegno ai senza lavoro

di Antonio Cimminiello

Le statistiche parlano di un sensibile miglioramento, ma non può negarsi come il problema della disoccupazione continui ad esistere, rappresentando al Sud ancora una spina del fianco. Nel Gennaio 2017 la Regione Campania ha deciso di avvalersi però di un "bacino di disoccupati storici per lo svolgimento di attività destinate a risolvere ed affrontare questioni urgenti e di profonda attualità, e segnatamente il contrasto all’inquinamento ambientale nella “Terra dei Fuochi".

Si tratta dell’approvazione del "Programma Campania Più", destinato ad integrare un’analoga strategia di contrasto già approvata nel 2016 attraverso "interventi per la rimozione di rifiuti speciali abbandonati nel territorio della provincia di Napoli, la manutenzione del verde stradale, la vigilanza delle arterie stradali a più alto rischio di fenomeni di abbandono dei rifiuti". A tal fine vengono stanziati 55 milioni di euro, ma la vera novità è la previsione di "una specifica clausola sociale che impegna ad assumere i senzalavoro" coinvolti nel progetto Isola, poi convertito nell’odierno Progetto Bros (progetto di inserimento sociale mediante lavoro). 

E nei giorni scorsi un importante passo in avanti è stato compiuto verso la concretizzazione dell'iniziativa: il Consiglio della Città Metropolitana di Napoli ha adottato all’unanimità la delibera “Campania più”, e cioè il protocollo d'intesa per l’attuazione del programma sopra descritto. In che cosa si tradurrà esattamente tale impegno? Sono previsti nello specifico bonus occupazionali e assegni di collocazione, la cui erogazione andrà a favore di circa mille disoccupati di lunga durata, nonché il ricorso a procedure ad evidenza pubblica nel segno di un’effettiva trasparenza. 

L’idea quindi è quella di “un progetto non assistenziale”, parole del sindaco di Napoli Luigi De Magistris. L’attuazione di “Campania Più” potrebbe così davvero rappresentare una risposta- seppur non pienamente esaustiva- ad una miriade di questioni: oltre ad assicurare interventi in ambiti più che mai strategici- come evidenziato precedentemente- potrebbe davvero condurre ad una completa “riqualificazione” di quei senzalavoro che ormai da anni chiedono un effettivo reinserimento nel contesto lavorativo-sociale, dismettendo una volta per tutte lo status di “zavorra” per lo Stato, o peggio di semplice bacino di voti, e recuperando anche quella dignità di cui nessun lavoratore può essere privato.






Le Terme di Ischia: un patrimonio per il sistema sanitario della Campania

di Luigi Rinaldi

Le terme di Ischia
L'isola d'Ischia non è solo centro di turismo internazionale, ma anche amena stazione di cure termali, fra le più importanti d'Italia. L’isola verde ha un patrimonio idrotermale tra i più antichi del mondo con ben 69 gruppi fumarolici e 29 gruppi di sorgenti termali da cui scaturiscono 104 fonti termali e 70 centri termali accreditati con il Sistema Sanitario Nazionale

Forse non tutti sanno, però, che il sistema termale dell’isola costituisce un vero e proprio tesoretto per la Sanità della Regione Campania. Secondo calcoli effettuati dall’ASL Napoli 2 Nord e dall’Associazione Termalisti di Ischia, valgono oltre 9 milioni di euro l’anno i trasferimenti che le altre regioni italiane pagano alla Campania per prestazioni sanitarie termali che i propri cittadini effettuano nelle strutture di Ischia. Soldi che aumentano sino a 17 milioni di euro se si considerano anche le prestazioni sanitarie effettuate al di fuori della convenzione con il Sistema Sanitario Nazionale. 

Le cure termali che possono essere praticate nell'isola d'Ischia sono: la fangoterapia, la balneoterapia (in vasche individuali o in piscine collettive), l'antroterapia e la terapia inalatoria. Durante le cure termali è possibile aggiungere trattamenti specifici, come massaggi e ginnastica medica, che rendono più efficaci e duraturi gli effetti salutari. Le acque e i fanghi dell’isola di Ischia garantiscono capacità terapeutiche nella cura di diverse patologie quali: allergie respiratorie, malattie reumatiche, traumi ortopedici, affezioni dermatologiche, problemi otorinolaringoiatrici. 

Proprio nell’ottica di far crescere sempre di più questa importante risorsa economica per il sistema sanitario campano e di promuovere la culture del termalismo, l’ASL Napoli 2 Nord e l’Associazione Termalisti dell’isola di Ischia, durante lo scorso mese di maggio, hanno organizzato la “settimana del benessere”, con incontri a tema e visite guidate sul territorio isolano, coinvolgendo medici e specialisti provenienti da varie parti d’Italia. Come dichiarato dal direttore generale dell’Asl Napoli 2 Nord, Antonio d’Amore, “la valorizzazione di questo patrimonio potrà favorire anche l’assistenza sanitaria pubblica, incrementando il virtuoso flusso di migrazione di cittadini di altre regioni che scelgono la Campania per sottoporsi a terapie sanitarie. Per fare questo, però, occorre realizzare una corretta informazione per i medici di famiglia circa i vantaggi terapeutici delle cure termali di Ischia; occorre diffondere la consapevolezza che fangoterapia, aerosolterapia e bagni terapeutici sono una medicina al pari di tutte le altre”.


Napoli: si formano pizzaioli non vedenti

di Danilo D'Aponte

Giugno 2017 è un mese importante per la comunità di non vedenti, a Napoli, infatti, è stato organizzato il primo corso per pizzaioli esclusivamente rivolto a loro, fortemente voluto dal presidente della sezione napoletana dell'Unione italiana dei ciechi e non vedenti, Gaetano Orefice, convinto che nulla sia loro precluso se armati di buona volontà. 

Tutto ciò ha avuto inizio il 26 giugno e, per quanto riguarda i 6 selezionati (tra cui Orefice), si è trattato di una sfida inedita: con 2 incontri teorici nella sede di Via San Giuseppe dei Nudi e 8 lezioni pratiche nella pizzeria di Fabio Cristiano, a Bagnoli. E' proprio il pizzaiolo di Bagnoli, responsabile nazionale della Scuola di pizzaiolo, a fare da maestro. Per Orefice: "tutto è nato da un incontro tra me e lui, e da una scommessa: ci siamo chiesti fin dove potesse arrivare un non vedente, se quella della pizza fosse una sfida troppo difficile. Ma anche secondo lui si può fare".

I partecipanti sono 6, con un'età media di 35 anni, completamente ciechi e, precisa Orefice (che come detto sarà attivamente coinvolto): "tutte persone già con un certo grado di autonomia e la passione per la pizza. In fondo siamo a Napoli, come sezione partenopea dell’Unione non potevamo esimerci dal fare questa richiesta [...] se vogliamo che anche i ciechi o gli ipovedenti possano avere accesso alla professione, in futuro dovremo dotarci, ad esempio, di forni vocali professionali e di termometri ed etichettatrici parlanti" nonostante già per questo corso ci si sia muniti di attrezzatura ad hoc, come ad esempio bilance parlanti.

Insomma, sfida eccitante ma, come ammette lo stesso Orefice, la strada è ancora lunga: "Abbiamo fatto qualche passo in avanti ma in generale siamo ancora indietro. Ci vorrebbe una battaglia forte come quella attuale per gli smartphone. Quella pian piano la stiamo vincendo". Bello notare come la pizza, altrove riconosciuta come cibo tradizionale italiano, ma a Napoli vero e proprio collante sociale, sia presente in altre iniziative di questo tipo. Come ad esempio "Giochi senza barriere" che si è tenuta alla Mostra d'Oltremare il 12 giugno, una vera e propria festa per disabili (e non solo, come ci ricorda lo slogan) con musica, spettacolo, sport e animazione.

E chi sa che il  7, 8 e 9 luglio, in occasione del Disability Pride Italia i 6 pizzaioli non possano dare già un saggio di quanto appreso da questa fantastica iniziativa che li ha visto protagonisti, affrontando e, si spera, abbattendo le barriere che quotidianamente trovano sul loro cammino.


L’Italia resta indietro. Cosa frena l’ingresso nell’occupazione?

di Teresa Uomo

Ventenni sempre più svantaggiati in Italia. È quanto emerge dal “Rapporto 2017 della Fondazione Bruno Visentini”: per diventare autonomi i giovani italiani ci mettono sempre di più. Nel 2004 un giovane di 20 anni impiegava circa dieci anni per costruirsi una vita autonoma, nel 2020 impiegherà diciotto anni e nel 2030 addirittura ventotto. Si diventa “grandi” a quasi 40 anni. Si tratta di una ricerca fatta attraverso uno specifico indicatore, dove l’Italia è al penultimo posto, seguito dalla Grecia. I giovani italiani risultano quindi più svantaggiati e, se nel 2004 un ragazzo di 20 anni per raggiungere l’indipendenza doveva scavalcare un “muro” di un metro, nel 2030 quel muro sarà alto tre metri, sarà quasi invalicabile. 

Tabella 1 – Occupati in Italia negli anni 2007, 2013 e 2016 (dati in migliaia)
La crisi economica, le riforme pensionistiche hanno inciso molto sull’occupazione dei giovani. Con la crisi, i mutamenti sociali e le modifiche legislative, il mercato del lavoro è profondamente cambiato. Secondo un’accurata analisi dei dati Istat, nel 2007 in Italia lavoravano più di 22 milioni e 500 mila persone. Con la crisi, il numero degli occupati è progressivamente diminuito, fino al 2013, con meno di 22 milioni di lavoratori, crescendo poi rapidamente nel triennio successivo, per poi ritornare nel 2016 quasi ai livelli pre-crisi (tabella 1). 

La crisi occupazionale è quindi superata? Purtroppo, la realtà non è tanto rosea. Innanzitutto, la percentuale di occupati è diminuita, perché nel frattempo la popolazione tra i 15 e i 74 anni è aumentata di quasi 800 mila unità. Inoltre, le differenze per genere ed età sono enormi, soprattutto nella fascia d’età tra i 15 e i 29 anni. Secondo i dati diffusi dall'istituto di statistica, il tasso di occupazione sale al 57,9% (+0,2 punti su marzo), al livello più alto da febbraio 2009. A beneficiarne sono, di nuovo, soprattutto gli over 50. Gli inattivi sono in aumento dello 0,1% su marzo, ma in calo dello 0,4% rispetto ad aprile 2016. 

Cala ancora il tasso di disoccupazione in Italia: dall’11,7% di marzo passa all’11,1% di aprile, segnando una diminuzione dello 0,6% su aprile 2016. Si tratta del dato più basso da settembre 2012. Quella giovanile, invece, rimane stabile al 34%. Ad aprile 2017, invece, la stima degli occupati cresce dello 0,4% rispetto a marzo (+94mila unità), dopo un semestre in cui l’occupazione è stata a tratti stabile o in lieve crescita. Dati ai quali però si aggiunge il tasso di inattività delle persone tra i 15 e i 64 anni che è al 34,7%, in aumento di 0,1 punti su marzo (+24mila unità) e in calo di 0,4 punti (-196mila unità) su aprile 2016. L’Istat, sulla base dei dati destagionalizzati, rileva che nel mese di aprile i disoccupati erano 2.880.000 in calo di 106mila unità su marzo e di 146mila unità su aprile 2016.

L’aumento dell’occupazione, che si rileva importante sia per le donne sia per gli uomini, interessa le persone ultracinquantenni e, in misura minore quelli tra i 25 e i 34 anni, mentre si registra un calo nelle restanti classi di età. Cresce il numero di lavoratori dipendenti, sia permanenti sia a termine. In aumento nell’ultimo mese anche gli indipendenti. Il tasso di occupazione sale al 57,9% (+0,2 punti percentuali). Nel periodo febbraio-aprile si registra una crescita degli occupati rispetto al trimestre precedente (+0,4%, pari a +82mila), determinata dall’aumento dei dipendenti, sia permanenti sia a termine. 

Il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni ad aprile era al 34%, stabile rispetto a marzo e in calo di tre punti rispetto ad aprile 2016. L’Istat aggiunge che gli occupati in questa fascia di età sono 1.001.000, in calo di 18.000 unità su marzo e in aumento di 4mila unità su aprile 2016. I disoccupati tra i 15 e i 24 anni sono 516.000 in calo di 10mila unità su marzo e di 69mila unità su aprile 2016. Per ritornare, dunque, ai tassi di occupazione pre-crisi ci sarà bisogno di diversi posti di lavoro, e perché ciò accada non sarà sufficiente agevolare ulteriormente le assunzioni, ma l’Italia dovrà imboccare la strada di un continuo e continuativo sviluppo economico.


I porti del Sud esclusi dai grandi traffici con la Cina

di Luigi Rinaldi

Il presidente Gentiloni con il premier cinese
Ancora una volta le regioni meridionali vengono penalizzate dalle scelte del Governo italiano. In questo caso parliamo dei grandi traffici commerciali con il Sol Levante. Il premier Paolo Gentiloni, in visita ufficiale a Pechino, ha chiuso un accordo economico con il Governo cinese, offrendo la disponibilità di tre porti, guarda caso tutti appartenenti alle regioni del Nord, Trieste, Genova e Venezia, destinati a fungere da terminali dei traffici con l’Oriente. 

Una scelta pericolosa quella del Governo italiano di escludere i porti del Sud dalle nuove Vie della Seta, che rischia di affossare sempre di più l’economia dei territori circostanti. Importanti stazioni portuali come Napoli, Salerno, Taranto, Gioia Tauro e gli stessi porti siciliani finiranno per assumere una posizione marginale da un punto di vista economico, vanificando ogni progetto di crescita. Purtroppo il predominio economico cinese condiziona pesantemente anche le strategie commerciali del nostro Governo. 

La scelta del premier, infatti, non è stata causale e, nonostante la delusione per le promesse non trasformate in fatti, ha una sua logica. La Cina sta concentrando tutte le sue attività sul Pireo, dove si è spostata anche la Cosco, dopo aver abbandonato la città partenopea. L’obiettivo è quello di far breccia nei mercati del Centro - Nord Europa ed in quest’ottica, la Cina si sta avvalendo degli scali dell’Alto Adriatico e Tirreno, ragion per cui il premier Gentiloni non aveva molte scelte a sua disposizione. Il presidente di Confindustria Campania, Costanzo Jannotti Pecci, ha giudicato “inaccettabile ed incomprensibile la decisione del Governo di non puntare sulle regioni del sud come hub per la portualità commerciale di oltreoceano, nonostante molte di esse siano ricomprese, oltretutto, nel corridoio Scandinavo - Mediterraneo previsto dalle Reti Ten-T. Auspichiamo -ha concluso Jannotti Pecci- che il presidente della Regione Campania condivida tali riflessioni e si faccia promotore di un cambio di rotta in tal senso, cogliendo l'importante occasione fornita dal piano One belt, one road”. 

A queste dichiarazioni ha subito risposto il Ministero dei Trasporti con una nota: “Nel corso delle numerose missioni in Asia (Iran, Cina, Vietnam, Giappone) il Governo ha costantemente sottolineato la natura unitaria del sistema portuale italiano. Non trovano dunque fondamento le preoccupazioni espresse da Confindustria Campania. La Via della Seta ha nel nord Adriatico e nel nord Tirreno i suoi terminali naturali per le grandi navi porta container che servono il centro Europa, questo perché le grandi navi approdano nel porto più vicino alla loro meta così come accade in tutto il mondo. Va tenuto conto però che gli operatori cinesi sono presenti in tutti i porti senza distinzioni. Il sistema portuale italiano - conclude la nota del Mit - può offrire grandi opportunità di crescita, come dimostra l'importante piano di sviluppo del porto di Napoli appena approvato, ma si basa anche sul riconoscimento delle peculiarità di ogni area”. 



Napoli: arriva la Polizia cinese. Iniziativa condivisa con Roma, Firenze e Milano

di Danilo D'Aponte



Quando il 10 giugno il Papa aveva incontrato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, su qualche quotidiano, aveva trovato un piccolo spazio la notizia dell'impiego del primo corazziere di colore in Italia. Proprio qualche giorno prima a Napoli, ma anche a Roma, Firenze e Milano, a testimonianza di un'Italia sempre più multi etnica, era partito in sordina un servizio di pattugliamento congiunto con le forze di polizia cinesi, previsto fino al 24 giugno. Ciò è stato possibile anche grazie a una simile iniziativa che aveva visto le nostre forze di polizia impiegate a Pechino e Shangai nel mese di maggio.

Proprio come avvenuto in Cina, reciprocamente, in Italia i poliziotti cinesi in uniforme, ma disarmati, avranno il compito prevalente di assistere i colleghi italiani nell'attività ordinaria di controllo del territorio e di tutela della sicurezza pubblica, fungendo da supporto per i turisti cinesi nel rapportarsi con le autorità locali e con le rappresentanze diplomatiche e consolari. L'iniziativa è stata presentata in Piazza di Spagna a Roma alla presenza del Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Direttore Centrale della Polizia Criminale, Prefetto Antonino Cufalo, nonché dell'Ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese a Roma, ed una delegazione di quel Ministero.

Questa però non è un'iniziativa nuova per l'Italia, che già aveva sperimentato collaborazioni di successo con altri paesi, dimostrando come lo scambio di know how e di cooperazione internazionale sia un'ottima soluzione operativa per affrontare le criticità del sistema sicurezza, contrastando il crimine con scambi investigativi immediati e qualificati.

Per quanto riguarda invece la polizia cinese, l'iniziativa con l'Italia non era nemmeno al debutto, in quanto già lo scorso anno a Milano aveva debuttato il servizio di pattugliamento misto, con agenti dei Carabinieri (con conoscenza dell'inglese) che erano stati affiancati da 4 colleghi cinesi nelle ronde al centro storico. L'accoglienza dei cittadini aveva visto pareri misti, tra chi la reputava un'iniziativa utile e altri che invece la trovavano completamente inutile.

Vedremo come verrà accolta invece a Roma, Firenze e, per quel che interessa maggiormente il nostro giornale, Napoli, in cui l'iniziativa, con qualche giorno di ritardo rispetto all'inizio previsto del 5 giugno, ha esordito il 9 giugno. E anche senza una vera e propria foto ufficiale, in una sorta di "operazione simpatia", si registra anche la prima foto con turisti cinesi a Piazza del Plebiscito.