mercoledì 28 giugno 2017

Al Palazzo Zevallos-Stigliano di Napoli "I Musici" di Caravaggio

di Marcello de Angelis


"I Musici" di Caravaggio
Pochi maestri dell’arte pittorica hanno saputo cristallizzare sulla tela con potenza e sorprendente realismo i fantasmi che tormentavano i loro animi. Tra questi, la figura più emblematica, geniale ed illuminata è senza dubbio quella di Michelangelo Merisi da Caravaggio. E proprio a questo immenso Maestro è dedicata la terza edizione dell’iniziativa “L’ospite Illustre”, rassegna artistica proposta da Banca Intesa Sanpaolo con lo scopo di presentare al pubblico delle “Gallerie d’Italia”, ovvero le gallerie d’arte di proprietà della Banca suddetta, in brevi e ricorrenti eventi espositivi. Si tratta di opere di grande rilievo provenienti da collezioni prestigiose, in un rapporto di scambio e collaborazione intellettuale con importanti istituzioni culturali, nazionali ed estere, come è accaduto nelle due esperienze precedenti col celebre “Ritratto d’uomo” di Antonello da Messina, giunto da Palazzo Madama a Torino, e con “l’Arlequin au minori” di Picasso, arrivato dal Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid. 

 “L’ospite illustre” di quest’anno arriva in prestito dal Met, il Metropolitan Museum di New York ed è il celebre dipinto “Concerto”, o meglio conosciuto come “I Musici”, esposto dal 6 maggio al 16 luglio 2017 nello splendido Palazzo Zevallos-Stigliano, il museo di Intesa San Paolo su via Toledo.

Del 1595, in pieno cosiddetto “primo periodo romano” del Merisi, probabilmente viene ad essere una delle tele dipinte dall’artista per il cardinale Francesco Maria Bourbon Del Monte, il mecenate che lo scoprì e ospitò nella sua residenza capitolina, il futuro Palazzo Madama. L’opera, posseduta nei secoli da personalità come il cardinale Richelieu e la duchessa di Aguillon è passata di proprietà in proprietà fino alla sua riscoperta nel 1952, grazie a sir Denis Mahon, storico dell’arte britannico.

L’olio su tela è un’allegoria della Giovinezza, dell’Armonia, della Musica e dell’Amore e rappresenta tre figure di giovani che si apprestano a fare musica. È palpabile un clima erotico e giovanile del gruppo espresso attraverso le tematiche musicali dei primi dipinti del Caravaggio. C’è il suonatore di cornetto, da molti considerato un autoritratto di Caravaggio, ed è probabile che anche i lineamenti del liutista che accorda lo strumento si rifacciano ad un personaggio reale. Sulla destra, un altro giovane è intento a leggere lo spartito che tiene fra le mani. Partecipa discosto, seminudo, una figurazione di eros: un amorino alato intento a staccare un grappolo d'uva, gesto che può essere letto in chiave erotica a suggellare l'intimità della riunione dei tre giovani amici musicisti, uniti anche da una possibile passione amorosa o comunque visti in una ambiguità sessuale che è tipica dei primi quadri del Caravaggio. 


Il dipinto è custodito in una sala con luci soffuse e una temperatura costante di 22 gradi nell’allestimento curato dall'architetto Lucia Anna Iovieno. Contemporaneamente, per tener fede al principio cardine dell’iniziativa “L’ospite Illustre”, una delle tele più preziose custodite a Palazzo Zevallos - Stigliano della collezione Intesa Sanpaolo, “Il Martirio di Sant’Orsola” ha lasciato momentaneamente Napoli, dove venne ideata e dipinta, e sarà esposta fino al 30 giugno al Metropolitan Museum di New York per la mostra “Caravaggio’s Last Two Paintings”, incentrata sugli ultimi anni del grande pittore. Dipinta nel 1610 alla fine del “secondo soggiorno napoletano” di Caravaggio è la sua ultima opera e raffigura, con quella potente drammaticità che contraddistingue la pittura del maestro, il Martirio di Sant’Orsola utilizzando quello stile cupo con cui caratterizzò l’ultima produzione pittorica. Lo stesso che traspare dall’altra tela del Merisi esposta al Museo Newyorkese: “La negazione di San Pietro”. 

Alla presentazione statunitense della mostra ha partecipato Keith Christiansen, curatore d’arte europea per il Met e Gian Maria Gros-Pietro presidente del Cda di Intesa Sanpaolo. “Sono molto emozionato e orgoglioso di questo rapporto Napoli-New York” - dice quest’ultimo – “il Martirio di Sant’Orsola è una delle punte di diamante delle nostre collezioni e questa intensa attività culturale con un grande museo americano non fa che rafforzare la collaborazione tra i popoli”. Christiansen in occasione dell’apertura delle due mostre tra New York e Napoli ha apprezzato la collaborazione e lo scambio di grande risonanza tra Intesa San Paolo e il MET. Uno “scambio” d’autore che valorizzerà entrambe le opere in due contesti espositivi di grande rilevanza internazionale. L’arte e Napoli restano un binomio inscindibile e questo straordinario percorso artistico di opere eccellenti, questo interscambio culturale ai massimi livelli ideato e realizzato da Intesa Sanpaolo, lo sottolinea e lo esalta.

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