mercoledì 28 giugno 2017

“Campania più”: il nuovo sostegno ai senza lavoro

di Antonio Cimminiello

Le statistiche parlano di un sensibile miglioramento, ma non può negarsi come il problema della disoccupazione continui ad esistere, rappresentando al Sud ancora una spina del fianco. Nel Gennaio 2017 la Regione Campania ha deciso di avvalersi però di un "bacino di disoccupati storici per lo svolgimento di attività destinate a risolvere ed affrontare questioni urgenti e di profonda attualità, e segnatamente il contrasto all’inquinamento ambientale nella “Terra dei Fuochi".

Si tratta dell’approvazione del "Programma Campania Più", destinato ad integrare un’analoga strategia di contrasto già approvata nel 2016 attraverso "interventi per la rimozione di rifiuti speciali abbandonati nel territorio della provincia di Napoli, la manutenzione del verde stradale, la vigilanza delle arterie stradali a più alto rischio di fenomeni di abbandono dei rifiuti". A tal fine vengono stanziati 55 milioni di euro, ma la vera novità è la previsione di "una specifica clausola sociale che impegna ad assumere i senzalavoro" coinvolti nel progetto Isola, poi convertito nell’odierno Progetto Bros (progetto di inserimento sociale mediante lavoro). 

E nei giorni scorsi un importante passo in avanti è stato compiuto verso la concretizzazione dell'iniziativa: il Consiglio della Città Metropolitana di Napoli ha adottato all’unanimità la delibera “Campania più”, e cioè il protocollo d'intesa per l’attuazione del programma sopra descritto. In che cosa si tradurrà esattamente tale impegno? Sono previsti nello specifico bonus occupazionali e assegni di collocazione, la cui erogazione andrà a favore di circa mille disoccupati di lunga durata, nonché il ricorso a procedure ad evidenza pubblica nel segno di un’effettiva trasparenza. 

L’idea quindi è quella di “un progetto non assistenziale”, parole del sindaco di Napoli Luigi De Magistris. L’attuazione di “Campania Più” potrebbe così davvero rappresentare una risposta- seppur non pienamente esaustiva- ad una miriade di questioni: oltre ad assicurare interventi in ambiti più che mai strategici- come evidenziato precedentemente- potrebbe davvero condurre ad una completa “riqualificazione” di quei senzalavoro che ormai da anni chiedono un effettivo reinserimento nel contesto lavorativo-sociale, dismettendo una volta per tutte lo status di “zavorra” per lo Stato, o peggio di semplice bacino di voti, e recuperando anche quella dignità di cui nessun lavoratore può essere privato.






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